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Ronciglione - La lettera del comitato genitori dell'istituto Meucci sulle modalità di rientro in classe dal 18 gennaio

“Scuola, orari scaglionati impossibili da gestire per ragazzi e famiglie”

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Ronciglione - Sanificazione liceo scientifico Meucci

Ronciglione – Sanificazione liceo scientifico Meucci

Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo – Con la presente il comitato genitori dell’IIS A. Meucci di Ronciglione, desidera comunicare le proprie perplessità e dissenso riguardo le nuove disposizioni imposte alla dirigenza scolastica riguardo il rientro a scuola previsto per il 18 gennaio 2021 riguardo gli orari scaglionati delle lezioni.

In qualità dei genitori degli alunni frequentanti i licei e gli istituti, nonché responsabili e garanti degli interessi superiori dei nostri figli, avendo letto con attenzione:

– le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”, per brevità denominate “Indicazioni operative” redatte a cura del ministero della Salute e dal ministero dell’Istruzione,
– il “Protocollo d’Intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di covid 19”, cosiddetto “Protocollo Sicurezza”, sottoscritto dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e dalle organizzazioni sindacali della scuola,
– il Piano scuola 2020/21 (Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione) contenente il Documento tecnico del Cts,

non possiamo esimerci dal sottoporle dubbi, quesiti e riflessioni riguardo alle disposizioni imposte alla dirigenza solastica circa le modalità di rientro degli studenti in classe previsto per l’18 gennaio 2021, con stravolgenti rimodulazioni dell’orario scolastico.

A tal proposito vogliamo mettere in rilievo alcune osservazioni e offrire un contributo a questo fine, affinché possano essere fatte scelte consapevoli e responsabili per tutti gli aspetti rilevanti in campo.

Riportiamo di seguito, in via preliminare, alcuni punti estratti dal verbale n. 82 del Cts (Dip. Protezione Civile, 28 maggio 2020) che possono essere ritenuti qualificanti ai fini di questa interlocuzione:

“La scuola inoltre è il contesto in cui ad ogni bambino viene data la possibilità di crescere e svilupparsi in modo ottimale”;
“Pertanto la necessaria ripresa delle attività scolastiche deve essere effettuata in un complesso equilibrio tra sicurezza, in termini di contenimento del rischio di contagio, benessere socio emotivo di studenti e lavoratori della scuola, qualità dei contesti e dei processi di apprendimento e rispetto dei diritti costituzionali all’istruzione e alla salute”;
“L’infezione da SARS-CoV-2 in Italia, nell’età evolutiva (0-18 anni), è stata a oggi, documentata in circa 4.000 casi: il 7 % ha richiesto il ricovero ospedaliero (più numerosi nel primo anno di vita e nell’età preadolescenziale) e 4 decessi (tutti in pazienti con gravi patologie preesistenti). Nei bambini e nei ragazzi le forme cliniche sono prevalentemente paucisintomatiche, lievi e/o moderate, eccezionalmente si sono avuti 3 casi gravi che hanno necessitato di cure intensive”.

Il piano che l’istituto si è trovato costretto ad applicare a seguito delle disposizioni contenute nella nota del DG DG dell’Usr Lazio, prot. n. 39786 del 30.12.2020, e nella nota del Prefetto di Viterbo del 30.12.2020, dalle quali si leggono le seguenti disposizioni: presenza degli studenti al 50% (di cui il 60% con ingresso alle 8 e il 40% con ingresso alle 10); modifica quindi dell’orario giornaliero delle lezioni, non coincide con i principi sopra esposti ed è per questo che ci siamo ritrovati a procedere tramite comunicazione scritta, proprio per esporre la nostra massima preoccupazione e attenzione al problema, nonché il desiderio di vedere attuata ogni misura tutelare per evitare qualsiasi incidenza negativa sul benessere psico-fisico dei nostri figli.

Fatte queste premesse, ci è d’obbligo porre subito in evidenza le problematiche conseguenti a tale decisione:

la maggioranza degli studenti che frequentano le scuole dell’istituto A. Meucci sono residenti nel territorio circostante, siamo consapevoli della carenza strutturale dei mezzi di trasporto che incide notevolmente ed in maniera negativa sulla gestione della nostra vita quotidiana. La linea Cotral, maggiormente usata dagli studenti in quanto è la linea dedicata agli spostamenti extraurbani, è circoscritta ad orari limitati che non permetterebbero agli studenti di posticipare l’ingresso a scuola per le ore 10 nonostante il Cotral abbia previsto una nuova organizzazione.

Tale difficoltà si riverserebbe sulle famiglie che saranno costrette ad accompagnare i propri figli, con conseguenze devastanti sull’intera organizzazione familiare. I genitori che lavorano non hanno la possibilità di far equilibrare le esigenze lavorative con quelle della scuola, d’altro canto i ragazzi sarebbero costretti a prendere l’autobus e ad arrivare a scuola per l’orario classico (8?) e aspettare fuori, senza nessun riparo e/o misure di sicurezza fino alle 10 orario deciso per l’inizio delle lezioni.

Anche quest’ultima decisione comporta un notevole rischio sanitario per i nostri ragazzi che proprio in previsione del cambio climatico dovuto all’arrivo dei mesi più freddi dell’anno, con pericolo di nevicate, debbano correre a causa di questa decisione, a nostro avviso, un po’ affrettata e sconsiderata.

Ovviamente lo stesso discorso vale anche per il rientro a casa. Uscendo alle 16 non esistono mezzi di trasporto pubblici che seguano tali orari, né tantomeno ci saranno famiglie disponibili a recarsi a scuola per prendere i propri figli, in quanto impegnati nelle proprie attività lavorative (la maggior parte degli uffici/lavori terminano alle 18).

la decisione di stravolgere l’orario scolastico per facilitare il rientro in classe pensando di aiutare i ragazzi a frequentare meglio le lezioni, avrà come risultato l’opposto di ciò che si è auspicata con questo provvedimento.

Infatti, è ormai riconosciuto in ambito scientifico che l’attenzione a livello neurologico arriva alla sua massima potenzialità proprio nelle prime ore del mattino, quando la mente è lucida e riposata, e si va ad affievolire durante la giornata, in quanto tutti gli input e gli stimoli cognitivi avuti durante le attività diurne incidono sul cervello affaticandolo.

Oltre al rischio di avere ragazzi poco reattivi in classe (se si pensa che le lezioni non iniziano prima di metà mattinata) ci chiediamo come faranno i nostri figli a svolgere i compiti a casa.

Uscendo da scuola alle 16, e calcolando che non tutti abitano nello stesso paese dell’istituto, non arriveranno a casa prima delle 17, avendo l’onere di rimettersi a studiare per eseguire i compiti.

E’ evidente che i ragazzi non avranno il tempo necessario per staccare dalle lezioni in aula e riposare la mente per riprendere lo studio a casa, rischiando così di dover prolungare la propria attività didattica fino alle ore tarde della sera, incidendo negativamente ancora una volta sulla vita familiare altra criticità riguarda proprio il problema sanitario.

Alla luce dei vari provvedimenti emanati dal governo in merito all’applicazione delle misure volte alla prevenzione e al contrasto del Covid-19 non crediamo sia opportuno obbligare i ragazzi a rimanere all’interno di un ambiente chiuso (le classi) per tante ore (dalle 10 alle 16) con l’imposizione di rimanere seduti e fermi al proprio banco con le finestre aperte per il ricambio dell’aria.

Ricordando ancora una volta il periodo invernale che ci stiamo preparando ad affrontare, non crediamo sia opportuno mettere a repentaglio la salute dei nostri figli rischiando di prendersi una polmonite e/o altre malattie, quando potrebbero tranquillamente seguire le lezioni a distanza, restando in ambienti sicuri e caldi come le proprie case.

Vogliamo far presente che il provvedimento è nettamente in contrasto con le linee guida sanitarie che impongono di evitare assembramenti e la frequentazione di luoghi chiusi.

La domanda che ci poniamo è quale sicurezza si sta offrendo ai nostri ragazzi costringendoli a farli rimanere per tante ore chiusi sempre nella stessa aula, al freddo e con l’obbligo della mascherina e a contatto con coetanei e docenti? Non sarebbe meglio potenziare e migliorare la didattica a distanza fino a quando non sarà terminata l’emergenza epidemiologica del Covid-19?

Inoltre restando in classe per l’intera giornata gli studenti dovranno portarsi il pranzo al sacco senza avere a disposizione luoghi adibiti al consumo del pasto (sale mense, refettori, etc,…) e quindi, senza il rispetto delle norme igienico-sanitarie relative alla ristorazione scoalstica (norme HACCP).

Il risultato di tale decisione è che gli studenti dovranno rimanere per l’intera giornata sempre nella stessa aula, seduti al proprio posto, con l’obbligo della mascherina, con il rischio di patire il freddo per l’aria gelida che entra dalle finestre aperte e sempre seduti al proprio banco dovranno consumare il proprio pranzo.

Alla luce di quanto emerso finora non crediamo sia opportuno procedere con tale provvedimento e invitiamo a rivedere questa decisione in collaborazione con le famiglie, per decidere un modo equilibrato per entrambe le parti e soprattutto per garantire il benessere dei nostri ragazzi.

Le difficoltà e necessità emerse e condivise da tutte le famiglie appaiono evidenti le forti discordanze tra la decisione di rimodulare l’orario scolastico e le misure ritenute fondamentali al fine di contenere il contagio da infezioni di SARS-CoV-2:

– Distanziamento fisico (e sociale) di tutti i soggetti componenti la comunità scolastica, a cominciare dall’area statica dedicata alla zona banchi, dove si prevede il distanziamento di un metro tra le rime buccali degli alunni e la distanza imprescindibile di due metri tra la cattedra dell’insegnante e i bamchi degli studenti.
– Utilizzo della mascherina necessario in situazioni di movimento e in generale in tutte quelle situazioni (statiche o dinamiche) in cui non sia possibile garantire il distanziamento prescritto (un metro per gli alunni, due metri per gli insegnanti).

Va, tuttavia, rilevato che nel “Protocollo Sicurezza” viene specificato che il “Cts si esprimerà nell’ultima settimana di agosto in ordine all’obbligo di utilizzo di mascherina da parte degli studenti”, esclusa la fascia di età 0-6 anni, per l’intera durata della giornata scolastica.

Regole di igiene delle mani, etichetta respiratoria (tossire e starnutire direttamente su di un fazzoletto di carta o nella piega del gomito) e in genere comportamenti corretti sul piano dell’igiene.

Riteniamo sia pacificamente riconosciuto che tali misure non siano esenti da importanti conseguenze sul piano socio-emotivo, psicologico e fisico.

Riguardo al distanziamento, inoltre, apprendiamo che lo scorso 13 agosto il ministero dell’Istruzione ha reso noto il parere del comitato tecnico scientifico contenuto nel verbale del 12 agosto stabilendo che “nelle situazioni temporanee in cui fosse impossibile garantire il prescritto distanziamento fisico” è possibile derogarvi a condizione che venga utilizzata la mascherina.

Una simile deroga non fa che connotare maggiormente l’approssimazione con la quale vengono stabilite misure lesive delle libertà e dei diritti dei minori e che potrebbero avere conseguenze sulla loro salute psicofisica, facendo perdere ai cittadini ogni credibilità e fiducia nelle Istituzioni.

Confidando in una vostra risoluzione consona a tali problemi, restiamo in attesa di nuove comunicazioni mantenendo comunque la ns posizione al riguardo.

Comitato genitori IIS A. Meucci Ronciglione


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13 gennaio, 2021

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