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Spostamenti tra regioni vietati fino ale 15 febbraio e stato di emergenza prorogato fino al 30 aprile

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Roma – Approvato dal consiglio dei ministro il nuovo decreto legge con le misure di contrasto al Covid-19, in vigore dal prossimo 16 gennaio.

Il decreto proroga lo stato d’emergenza fino al 30 aprile e conferma, fino al 15 febbraio 2021, il divieto già in vigore di ogni spostamento tra regioni o province autonome diverse, con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.


Mascherine all'aperto [3]


Nel decreto legge si legge che, dal 16 gennaio 2021 e fino al 5 marzo 2021, sull’intero territorio nazionale “è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5 e le ore 22, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono”. “Tale spostamento – si legge ancora nel dl – può avvenire all’interno della stessa regione, in area gialla, e all’interno dello stesso comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai comuni fino a 5.000 abitanti”. In questi casi infatti sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Tra le novità del decreto c’è l’introduzione di una nuova zona tra le fasce colorate: oltre alla zona gialla, arancione e rossa sarà introdotta una zona bianca, in cui grazie a una situazione epidemiologica contraddistinta da una più bassa circolazione del virus potranno ripartire quasi tutte le attività.

In pratica in questa fascia  saranno collocate le regioni con uno scenario di tipo 1, un livello di rischio “basso” e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. “In area bianca – si legge nella nota – non si applicano le misure restrittive previste dai Dpcm per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli. Nelle medesime aree possono comunque essere adottate, con Dpcm, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico”. Questo significa che potranno riaprire palestre e piscine, ma anche teatri, cinema, sale da concerto, scuole. Mentre bar e ristoranti potranno rimanere aperti ai clienti anche la sera. Ieri, durante le comunicazioni alla Camera, il ministro Speranza ha però specificato che sarà mantenuto l’obbligo di mascherina e il divieto di assembramento.


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