- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - http://www.tusciaweb.eu -

“Tre centrali a turbogas tra Montalto di Castro e Civitavecchia”

Condividi la notizia:
  • [1]
  • [2]

Viterbo – “Tre centrali a turbogas. Una nella Tuscia, a Montalto di Castro in maremma. Le altre due a Civitavecchia, Torrevaldaliga nord e sud. Per Montalto e Torrevaldaliga nord se ne occuperà Enel. Per Torrevaldaliga sud la società Tirreno Power. Per tutti sarebbero già pronti dei progetti di riconversione”. Giancarlo Turchetti è il segretario regionale della Uil di Viterbo. Come sindacalista si occupa anche di Civitavecchia dove da tempo si sta parlando di Turbogas e i sindacati, assieme ai movimenti di base del territorio, stanno proponendo soluzioni alternative e mobilitando in vista di un confronto con le società che gestiranno i tre impianti.

“Sul litorale laziale – prosegue Turchetti – ci sono tre centrali che dovrebbero diventare a turbogas. Torrevaldaliga nord, Torrevaldaliga sud, entrambe a Civitavecchia, e Montalto. Attualmente c’è il carbone a Civitavecchia e il gas a Torrevaldaliga sud. Mentre a Montalto la situazione è ferma. Sulla base del piano nazionale energentico del 2019, Enel ha presentato un progetto per Montalto da 600 megawatt e un altro per Torrevaldaliga nord di 1680 megawatt. Torrevaldaliga sud è della società Tirreno Power che ha presentato un progetto a turbogas per 1200 megawatt. Sul litorale laziale avremo quindi una potenza complessiva di 3600 megawatt. Si passerà comunque da un fossile all’altro. Dal carbone al gas. Sappiamo che la transizione energetica deve comunque rispettare il mantenimento della linea elettrica. E dobbiamo fare in modo che la tensione elettrica sia mantenuta in tutta Italia. Ma è altrettanto vero che non si può sempre colpire un territorio, come quello di Civitavecchia, che ha subito per 70 anni l’inquinamento, prima a policombustibile e poi a carbone”.

La centrale elettrica turbogas è un impianto industriale per generare energia elettrica mediante l’utilizzo di un motore a combustione interna turboespansore alimentato a gas o gasolio.


La centrale di Montalto [3]

La centrale di Montalto


Montalto dopo la guerra ha visto di tutto. Il sogno dell’ente maremma e della riforma agraria con la terra del latifondo redistribuita per la prima volta ai contadini. La centrale nucleare, le battaglie, vere e proprie, [4]combattute là davanti da polizia e manifestanti, il referendum che ha posto fine al nucleare. Poi le terre sono state abbandonate, il boom edilizio ha tirato su le case lungo il litorale e le zone interne hanno iniziato mano mano a spopolarsi. Con i poderi che venivano abbandonati prima e acquistati poi dai grandi proprietari. Fino all’arrivo del fotovoltaico e adesso, roba di pochi giorni fa, anche l’ipotesi di farci un deposito nazionale di rifiuti radioattivi e nucleari [5]. Infine il turbogas, là dove una volta era stato apparecchiato tutto per il nucleare prima che il referendum degli anni ’80 spazzasse via tutto. Complice anche la centrale di Chernobyl in Unione Sovietica che scoppiò sotto gli occhi di tutti proprio in quegli anni. 

“La Cisl su Montalto è in attesa – ha detto il segretario territoriale della Confederazione italiana sin datati lavoratori di Viterbo -. Montalto ha investimenti importanti già sul solare. Poi Enel non ha mai chiuso 6 caldaie che continuano a funzionare. Bisogna però capire bene quello che vogliono fare. Sul sito di Montalto Enel deve presentare un piano industriale più preciso, perché con quello che sappiamo stanno solo parlando del mondo. Servono progetti chiari ed Enel dovrebbe essere più precisa. Per il bene del territorio”.


Viterbo - Il segretario Giancarlo Turchetti [6]

Il segretario della Uil Giancarlo Turchetti


Per il segretario della Cisl Mannino “serve poi una nuova convenzione tra Enel e il comune di Montalto che dia garanzie sia per quanto riguarda gli investimenti sia sul fronte sicurezza. La convenzione attuale è vecchia e non risponde più alle esigenze del territorio. Fino ad ora non abbiamo visto niente, né dal punto di vista occupazionale, né sul piano degli investimenti. Non solo, ma il territorio sta pagando anche le conseguenze degli investimenti sbagliati degli anni ’70 e ’80, quando si parlava di nucleare”.


Civitavecchia - La centrale [7]

La centrale di Civitavecchia


Su Civitavecchia la Uil di Turchetti ha invece una proposta alternativa al Turbogas. Solo per Torrevaldaliga nord. “La nostra proposta è questa – dice Turchetti -. Non possiamo escludere il gas, ma, considerando che le centrali lungo il litorale sono tre, Torrevaldaliga nord può avere obiettivi e sviluppi diversi. Come ad esempio il fotovoltaico oppure l’eolico offshore. L’eolico offshore si può fare a 15 miglia dalla costa, non è impattante e potrebbe produrre anch’esso energia. Infine, il sito di Torrevaldaliga nord potrebbe diventare un centro sperimentale per l’idrogeno, che a detta dei più è l’energia pulita del futuro. Quindi, per Civitavecchia Torrevaldaliga nord si potrebbe arrivare a una soluzione in cui si combinano da una parte fotovoltaico ed eolico offshore, dall’altra centro sperimentale per l’idrogeno all’interno del sito. E si potrebbe fare tutto insieme”.
 
“Nel frattempo – aggiunge Turchetti – la centrale a carbone verrebbe smantellata e l’area bonificata. Un sistema che darebbe lavoro a tante persone. Passando infatti dalla centrale a carbone a quella a gas rischiamo di avere circa 700 posti di lavoro in meno, perché il gas richiede meno manutenzione. Mettendo insieme fotovoltaico, eolico e idrogeno, riusciremmo invece a mantenere i posti di lavoro e avremmo un ambiente più sano, per i lavoratori e per la città”.


Viterbo - Fortunato Mannino [8]

Il segretario della Cisl Fortunato Mannino


C’è poi la questione del piano energetico nazionale da cui Enel ha preso le mosse per elaborare i progetti a Turbogas. “Il piano energetico nazionale – commenta il segretario della Uil – è del 2019. L’anno dopo, a luglio, l’Unione europea ha approvato un nuovo piano energetico che prevede un cambiamento radicale, con il passaggio all’idrogeno e alle fonti rinnovabili. A questo punto, il piano energetico nazionale del 2019 è superato. Tant’è vero che l’Europa chiede all’Italia di cambiarlo”.

La nuova strategia dell’Unione europea punta infatti a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Questo perché il suo sistema energetico sia responsabile del 75% delle emissioni di gas a effetto serra su tutto il vecchio continente. Una strategia, adottata dall’Europa l’8 luglio dell’anno scorso, si basa su tre assi portanti. Un sistema energetico più circolare, una maggiore elettrificazione diretta dei settori d’uso finale e investimenti volti a promuovere i combustibili puliti, compresi idrogeno rinnovabile, biocarburanti e biogas sostenibili. La speranza dell’Unione europea è che in un sistema energetico integrato l’idrogeno possa favorire la decarbonizzazione dell’industria, dei trasporti, della produzione di energia elettrica e dell’edilizia. Un po’ in tutta Europa.


Montalto - L'ex centrale Enel [9]

La centrale di Montalto


“C’è la necessità di aprire confronti approfonditi e di merito a Civitavecchia – ha dichiarato la segretaria generale della Cgil di Viterbo, Civitavecchia e Roma nord, Stefania Pomante -. E questo va fatto prima di arrivare a scelte che assomiglino a prese di posizione calate dall’alto. Questo non sarebbe accettabile. Quindi, tutti fermi fino ad allora. Nessuna fuga in avanti sarebbe compresa, anzi rischierebbe di essere letta come un’inaccettabile ulteriore svalorizzazione delle potenzialità del territorio”.

Un territorio dove, fra l’altro, la superstrada da Viterbo non è ancora arrivata al porto. Ferma adesso a Monte Romano. Nonostante dal progetto iniziale siano trascorsi ben oltre 50 anni. Un territorio dalle grandi potenzialità turistiche e ambientali, totalmente scollegato dalla Tuscia. Sebbene i due siano confinanti e Viterbo si trovi a qualche decina di chilometri metri di distanza dal porto.

Per quanto riguarda poi la trasformazione verso le fonti rinnovabili, Enel sarebbe pronta ad investire 20 miliardi di euro. “Il governo può accelerare questo processo – ha detto il direttore generale di Enel Francesco Starace quando ha ricevuto il premio di manager dell’anno Energia 2019 – sbloccando autorizzazioni, sburocratizzando i percorsi per far ripartire la filiera e spingendo sul rafforzamento della rete a sud. Enel è in grado di mettere in moto 20 miliardi di investimenti in tre anni. Altrettanti possono arrivare dagli altri operatori”.

“L’evoluzione tecnologica in corso – ha commentato Starace – rende porose le paratie tra un settore e l’altro. Capiremo nei prossimi 5 anni dov’è la nuova frontiera e in che luogo s’è spostata”. Quel che è certo è che “la domanda di energia – ha sottolineato il direttore di Enel – continua a crescere, ma la domanda di energia elettrica cresce a passo doppio. Questo conferma che si va sempre verso una maggiore elettrificazione dei consumi”, mentre la competizione sarà “più tra settori che tra player”. “Ciò significa – commenta Giancarlo Turchetti della Uil – che il confronto, e lo scontro, sul mercato non sarà più tra una multinazionale e l’altra, ma tra un settore e l’altro. Energia fossile contro rinnovabili. Con le multinazionali a guidare i processi. Economici e sociali innanzitutto. Un confronto di fronte al quale l’istituzione, e la comunità che rappresenta, possono ben poco. Un po’ perché non dispongono delle stesse risorse di cui può disporre una multinazionale. Un po’ perché di fronte a questi processi l’amministrazione locale è impotente. E tante volte il governo non aiuta”.


Stefania Pomante [10]

La segretaria della Cgil Stefania Pomante


“Nel frattempo però – sottolinea il sindacalista della Uil – prima che i grandi investimenti arrivassero sul territorio come astronavi dal cielo e senza nessuna certezza occupazionale, i territori hanno mano mano scelto da che parte andare. Beni culturali, paesaggio, ambiente, storia, qualità, agricoltura, strutture ricettive. Insomma, un territorio che sappia attrarre turisti. Un territorio che metta a frutto la terra, non che se la veda di volta in volta sottrarre”.

Una vicenda, quella del turbogas a Civitavecchia Torrevaldaliga nord, in cui la Uil chiede il coinvolgimento di territorio e istituzioni. Per trovare una soluzione. 

“Adesso si devono muovere le istituzioni – ha dichiarato Giancarlo Turchetti -. Ad esempio il consiglio comunale di Civitavecchia ha già approvato un atto che dice no ai fossili e sì alle energie rinnovabili”.

Il consiglio comunale di Civitavecchia ha infatti approvato un ordine del giorno con cui, il 24 ottobre 2019, ha impegnato il sindaco e la giunta “ad esprimere, in ogni sede, netta contrarietà alla costruzione di nuovi impianti alimentati a gas e/o sistemi finalizzati alla produzione di energia mediante combustione di qualsiasi sostanza, ivi compresi rifiuti di qualsiasi tipo, sia sul territorio comunale sia su territori di comuni limitrofi a Civitavecchia”.

“Quest’atto – conclude Turchetti – rischia di restare senza conseguenze se non c’è il supporto da parte delle istituzioni. E il sostegno serve per uno sviluppo sostenibile e un cambiamento radicale della città”.

Daniele Camilli


Condividi la notizia:
  • [1]
  • [2]
  • Tweet [11]
  • [1]
  • [2]