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Lazio - La Regione metterà sul proprio sito i dati relativi all’impiantistica per la raccolta differenziata e a quella indifferenziata e ai flussi che annualmente passano per gli impianti

Anagrafe pubblica dei rifiuti, l’aula approva

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Consiglio regionale del Lazio

Consiglio regionale del Lazio

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto dal vicepresidente Devid Porrello (M5s), ha approvato, con 23 voti a favore e 15 astenuti, la proposta di legge n. 80 del 27 novembre 2018, “Anagrafe pubblica dei rifiuti”, d’iniziativa del consigliere Alessandro Capriccioli (+Europa Radicali).

Lo scopo è quello di fornire tutte le informazioni che riguardano il ciclo dei rifiuti nel Lazio, “garantendo – ha spiegato Capriccioli nella sua relazione introduttiva – da un lato ai cittadini di esercitare in modo concreto il diritto di comprendere le scelte di chi li governa; dall’altro a chi li governa la possibilità di poter condividere con i cittadini le proprie scelte, in modo magari più convinto, in modo più consapevole, e dunque in modo più efficace”.

La legge indica una serie di dati che la Regione Lazio metterà sul proprio sito, relativi all’impiantistica di supporto alla raccolta differenziata e a quella indifferenziata e ai flussi che annualmente passano per gli impianti. Lo stesso vale anche per le discariche e per gli impianti di termovalorizzazione e gassificazione.

Si prevede un elenco dettagliato di dati che dovranno essere pubblicati, compreso l’ammontare degli introiti derivanti dal tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti solidi, la destinazione di tale fondo, le tariffe di accesso agli impianti di trattamento e di smaltimento, le autorizzazioni ambientali integrate in itinere e gli atti che riguardano i progetti che sono stati presentati e che sono in attesa di Valutazione d’impatto ambientale (Via), nonché le autorizzazioni rilasciate dalla Regione Lazio per le attività in materia di spedizioni transfrontaliere, tutto nel rispetto della disciplina statale.

Per l’applicazione della legge si utilizzano anche i dati contenuti nell’Osservatorio rifiuti sovraregionale (Orso) al quale la Regione Lazio ha aderito nel 2019.

La proposta di legge 80 è stata approvata con una serie di emendamenti della Giunta, “perché – ha spiegato Massimiliano Valeriani, assessore al Ciclo dei rifiuti della Regione Lazio – è stata depositata nel 2018, poi la commissione competente ha licenziato il testo a febbraio del 2020, ma nel frattempo è intervenuta una modifica legislativa molto importante: il decreto 116 del settembre 2020 che ha un po’ cambiato lo scenario di riferimento”.

Respinti invece numerosi emendamenti della consigliera Gaia Pernarella (M5s) la quale, in dichiarazione di voto, nell’annunciare l’astensione su un provvedimento considerato “senza infamia e senza lode”, ha lamentato la mancanza di un confronto stimolante con l’Aula su questo tema. 

Consiglio regionale del Lazio


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17 febbraio, 2021

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