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Civitavecchia - Il comitato Sole dopo l'intervento del presidente di Enel Italia a un convegno sulla sostenibilità ambientale

“Centrali a gas: la regione da che parte sta?”

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Carlo Tamburi, direttore Enel Italia

Carlo Tamburi, direttore, amministratore delegato e presidente di Enel Italia

Civitavecchia – Riceviamo e pubblichiamo – Ma la regione Lazio sa di cosa parla l’enciclica Laudato sii? Sa che è forse uno dei documenti, prodotto negli ultimi anni, maggiormente a favore dell’ecologia integrale e dell’ambiente e contro le fonti fossili?

La regione Lazio non solo dimostra di non conoscerlo ma per oltraggiarlo meglio invita in un proprio convegno a parlare Carlo Tamburi, il presidente Enel Italia, che si permette di asserire che la sostenibilità ambientale passa attraverso le nuove centrali a gas.

Tutto questo mentre i metalmeccanici di Civitavecchia danno vita a uno sciopero che reclama un futuro di lavoro fuori dal fossile. È infatti risaputo che le nuove centrali a gas non porteranno occupazione, anzi la ridurranno, ma forse questo la regione non lo sa.

Il tipo di centrali che propone l’Enel con il Capacity Market sono due unità a ciclo aperto che eventualmente (si potrà fare, mica è detto che si faccia, come si evince dall’avviso di procedimento di valutazione di impatto ambientale di Enel) potranno essere trasformate a ciclo chiuso.

Due unità facili ed economiche da installare quanto lente a entrare in funzione, quindi non adatte a far fronte ai picchi di richiesta di energia, e molto costose nella gestione.

Il presidente Tamburi nel convegno avrà detto che le nuove centrali, per come sono concepite già ancora prima di nascere, produrranno tantissima CO2, la stessa CO2 che l’Europa ci chiede di tagliare del 55% per il 2030.

In realtà al presidente Tamburi e all’Enel interessa poco l’efficienza di utilizzo degli impianti a gas, per paradosso potrebbero essere utilizzati poco o niente, così come dimostra di non avere interesse per il territorio civitavecchiese che sta sfruttando da oltre settanta anni.

In realtà l’interesse è per il sistema economico che regola il Capacity Market: Terna paga 75mila euro per ogni megawatt di centrale nuova installata. Moltiplicate 75mila euro per la potenza delle nuove centrali, 1680 MW (che non è necessario che vengano prodotti, basta che possano essere prodotti), il risultato è di 126 milioni di euro all’anno, moltiplicate ora per 15 anni, la durata del contratto, e vedete voi quanto viene.

Ma la regione Lazio le sa queste cose? E la regione Lazio con chi sta? Con il territorio e con i lavoratori che reclamano il diritto ad avere lavoro pulito e ambiente salubre o con il presidente Tamburi di Enel Italia?

Comitato Sole, per un progetto di cambiamento Salute opportunità lavoro ecologia


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13 febbraio, 2021

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