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Tribunale - Dieci anni fa fu chiesto l'arresto - La difesa: "Costretto dallo scandalo alla pensione anticipata"

Concussione, assolto l’ex comandante dei vigili urbani di Nepi

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Ennio Zampaletta, comandante della polizia locale di Nepi

Ennio Zampaletta

Nepi – (sil.co.) – Si è chiuso ieri con il proscioglimento da tutte le accuse, a distanza di ben 17 anni da alcuni dei fatti più datati tra quelli contestati, il processo per concussione all’ex comandante dei vigili urbani di Nepi, Ennio Zampaletta. 

Dieci anni fa fu chiesto l’arresto. La difesa: “Travolto dallo scandalo, fu costretto alla pensione anticipata”.

Oltre a dirigere la municipale, l’imputato avrebbe anche fatto il “rappresentante” per una ditta viterbese specializzata in insegne luminose per negozi, vendendo ai commercianti del paese, di Civita Castellana e delle zone limitrofe. 

Approfittando del suo ruolo nella pubblica amministrazione, secondo l’accusa, avrebbe offerto ai commercianti nepesini una sorta di pacchetto tutto compreso, garantendo tutte le autorizzazioni e i permessi del caso.

Ma non è emersa prova che abbia fatto pressioni se qualcuno si mostrava recalcitrante a usufruire dei suoi servizi.

Per Ennio Zampaletta, la vicenda si è chiusa con l’assoluzione piena per alcuni capi d’imputazione e la prescrizione per altri. Nè peculato, né concussione, secondo la pm Eliana Dolce, che ha però ravvisato per alcune contestazioni il reato di abuso d’ufficio, ormai estinto per prescrizione. 

Nel 2011 la procura chiese l’arresto, rigettato dal gip Francesco Rigato, che parlò di “desolante vuoto indiziario”, come ha fatto notare ieri la difesa al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei. 

Nel frattempo è trascorso quasi un decennio da quando la mattina del 22 dicembre 2011, per la vigilia di Natale, i carabinieri effettuarono un blitz prima a casa e poi nell’ufficio del comandante della municipale. Messo in ferie forzate dal sindaco Franco Vita, l’imputato è poi andato in pensione a Capodanno 2012. Al suo posto fu nominato in fretta e furia il vice. 

“Zampaletta è stato costretto ad andare in pensione anticipata a causa dello scandalo, a lasciare Nepi e trasferirsi a Roma”, ha più volte sottolineato il difensore, ipotizzando che ci fosse qualcuno interessato a farlo fuori, “mentre lui si è sempre comportato come un  buon padre di famiglia”. 

Un lavoro parallelo, che per il comandante sarebbe stato redditizio. “Ha collaborato con noi per venti anni, prendeva il dieci per cento. Faceva i sopralluoghi, prendeva i contatti, consegnava i preventivi, sbrigava le pratiche per le autorizzazioni, pensava a tutto lui. A fine anno facevamo il conteggio delle provvigioni e intestavamo le ritenute d’acconto alla moglie o al figlio, perché lui non poteva comparire”, ha spiegato al tribunale il socio della ditta di insegne di Viterbo. 

 


Articoli: “Il comandante dei vigili vendeva le insegne ai negozianti del paese” – Concussione, ex comandante dei vigili alla sbarra – Vita: “Pronti a costituirci parte civile” – Carabinieri negli uffici della polizia locale

 


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20 febbraio, 2021

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