Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Economia - Sono i dati Inail rielaborati dall'osservatorio Vega Engineering

Covid, cresciuta del 9% in un solo mese la mortalità sul lavoro

di Daniele Camilli

Condividi la notizia:

Viterbo –  Un inizio 2021 segnato ancora dalle morti sul lavoro per Covid. A gennaio sono state 38 le vittime in più rispetto al mese precedente, con un incremento della mortalità pari al 9%. Da gennaio 2020 a gennaio 2021 le vittime sono state invece 461. Le denunce di infortunio non mortale sul lavoro legate al Coronavirus sono state invece, in tutto, 147.875, cresciute del 12% nel solo mese di gennaio di quest’anno. I dati sono dell’osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering, rielaborando dati nazionali Inail.

“Un nuovo anno scandito ancora, purtroppo, dalle vittime sul lavoro per Covid – dichiara il presidente dell’osservatorio, Mauro Rossato -. Il bollettino è sempre più tragico nel nostro Paese con 461 decessi da gennaio 2020 a gennaio 2021. Nel primo mese dell’anno sono 38 le vittime in più rispetto a dicembre 2020, mentre le denunce di infortunio non mortale sono arrivate a 147.875, ovvero 16.785 in più rispetto al dicembre 2020”.


Lavoro

Lavoro


Ancora in Lombardia il triste primato di vittime sul lavoro per Covid con il 35,4% delle denunce (163 decessi), seguita da Campania (48 decessi), Piemonte (40), Emilia Romagna (37 decessi), Lazio (35 decessi), Puglia (25 decessi). 

Per quanto riguarda poi l’incidenza di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa, subito dopo la Lombardia che continua ad indossare la maglia nera con un indice di 37,1, rispetto ad una media di 18,4, emergono i dati della Valle D’Aosta (36,6), quelli della Liguria (33,2), dell’Abruzzo (30,6), della Campania (28,7), del Molise (28,6), del Piemonte (22) e della Puglia (20,9).

Tra le incidenze di mortalità meno elevate emergono invece quelle di Sardegna (3,6), Basilicata (5,3) e Veneto (5,6).

“Il 17,1% degli infortuni mortali per Covid ha coinvolto l’universo femminile – spiega una nota dell’osservatorio Vega -. Mentre la percentuale sale a ‘quasi’ il 70% nelle rilevazioni degli infortuni non mortali per Coronavirus. Il 91,5% delle denunce di morti sul lavoro per Covid rientra nell’Industria e Servizi. E in questa macroarea produttiva con il 25,9% delle denunce con esito mortale troviamo il settore sanità e sssistenza sociale, seguono con il 13,2% dei casi le attività manifatturiere (lavorazione prodotti chimici, farmaceutica, stampa, industria alimentare…), e con il 10,7% il settore dell’amministrazione pubblica e difesa (attività degli organi preposti alla sanità) e quello di trasporti e magazzinaggi, mentre il commercio arriva a rappresentare il 9,8% dei decessi”.


Mauro Rossato

Mauro Rossato


Le vittime svolgevano le seguenti mansioni: impiegati, addetti alla segreteria e agli affari generali (11,2%), tecnici della salute (infermieri, fisioterapisti, 10,7%), medici (6,7%), conduttori di veicoli a motore (5,6%), operatori sociosanitari (5,1%), il personale non qualificato nei servizi sanitari e istruzione (portantini, ausiliari, bidelli, 4,2%).

Le denunce di infortunio con esito non mortale legate al Covid, registrate da gennaio 2020 a gennaio 2021, sono state 147.875, pari ad un quarto del totale, secondo dati Inail). E sono cresciute del 12,8% nel mese di gennaio 2021 rispetto a dicembre 2020.


Lavoro

Lavoro


“Il 97,7% delle denunce di infortuni non mortali dovuti a contagio da Covid-19 – prosegue la nota dell’osservatorio – rientrano nell’Industria e nei Servizi. E, come già visto per gli infortuni mortali, anche in questo caso è il settore sanità e assistenza sociale a far rilevare il maggior numero di denunce con il 68,8% del totale delle denunce. Seguono il settore dell’amministrazione pubblica (9,2% delle denunce), il settore dei servizi di vigilanza, attività di pulizia fornitura di personale e call center (4,4% delle denunce), le attività manifatturiere (2,9% delle denunce). Quasi il 40% delle denunce di infortunio riguardano i tecnici della salute (infermieri, fisioterapisti), seguiti dagli operatori sociosanitari Oss (assistenti nelle case di riposo) con 19,3% delle denunce, dai medici (9,2%) e dagli operatori socioassistenziali (nelle strutture ospedaliere) 7,3%”.

Daniele Camilli

 

 


Condividi la notizia:
21 febbraio, 2021

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR