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Viterbo - Il vescovo Fumagalli ai sacerdoti, ieri durante la messa per i 10 anni della nomina: "I legami che ci uniscono sono più forti dei legami familiari" - FOTO E VIDEO

“Fraternità significa dividere quello che abbiamo anche se è poco…”

di Daniele Camilli

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Viterbo – Dieci anni dopo alle 10. Chiesa dei Santi Valentino e Ilario. A Villanova. Per ricordare, assieme ai sacerdoti, che dieci anni fa Lino Fumagalli diventava vescovo di Viterbo. Dieci anni dopo il Covid. La pandemia che costringerà a ripensare anche la Chiesa. 

Lino Fumagalli: “Fraternità significa dividere quello che abbiamo, anche se è poco. Da qui scatta l’affetto, la stima e il piacere di incontrarci. Non perché condividiamo alcune linee pastorali. Noi ci incontriamo perché mediante l’ordine sacro apparteniamo a un presbiterio. E i legami che ci uniscono al presbiterio, può sembrare assurdo ma è così, sono molto più forti dei legami familiari. Ogni confratello è per me un dono di Dio. E lo dobbiamo accudire per farlo crescere nel bene”. 


Viterbo - La messa per i 10 anni di Lino Fumagalli

Viterbo – La messa per i 10 anni di Lino Fumagalli


Lino Fumagalli, licenza in teologia alla Gregoriana e in diritto canonico alla Lateranense, è romano, di Saxa Rubra. Ordinato sacerdote il 24 luglio del ’71, tra qualche mese saranno 50 anni, è stato rettore del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, e docente all’università Gregoriana. Prelato d’onore di Sua Santità nel 1985, il 31 dicembre 1999 Fumagalli viene nominato vescovo di Sabina-Poggio Mirteto da Giovanni Paolo II. L’11 dicembre 2010 Benedetto XVI l’ha poi nominato vescovo di Viterbo.

Diocesi, sinodo, missione, creatività. Questi i punti fermi che un sacerdote deve avere chiari. Soprattutto in epoca Covid. “La pastorale che abbiamo esercitato, vissuto e proposto fino al Coronavirus va rivista e ripensata – ha detto Fumagalli -. Tutto non tornerà come prima. Abbiamo scoperto la famiglia e le necessità di tanti. Abbiamo scoperto una generosità straordinaria da parte della popolazione. Le forze ci sono, dobbiamo imparare a chiedere loro di collaborare”.



“E’ importante vederci fisicamente – ha sottolineato inoltre il vescovo rivolgendosi, nello specifico ai sacerdoti della Tuscia -. Non bastano incontri virtuali, c’è bisogno anche di momenti in cui possiamo guardarci in faccia. Questo si chiama fraternità. Non possiamo prenderci solo a gomitate. 

“Formiamo un presbiterio, un corpo unico. Il collegio episcopale – ha poi proseguito Fumagalli – La responsabilità di un sacerdote è nella chiesa e di fronte alla chiesa. Occorre sentirsi appartenenti a questa realtà e sentirsi beati per questa realtà. Se uno dei miei fratelli è in difficoltà anche io sono in difficoltà”.


Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli

Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli


La diocesi di Viterbo, come riporta il sito della Conferenza episcopale italiana, conta 99 parrocchie, 59 sacerdoti regolari, vale a dire legati ad ordini religiosi, e 97 sacerdoti secolari. La diocesi copre un territorio di oltre 2 mila chilometri quadrati su cui ricade una popolazione di circa 200 mila abitanti. La diocesi di Viterbo gestisce inoltre 11880 beni storia e artistici, più di 87 mila beni librari, 238 edifici di culto e 18 istituti culturali, tra cui l’istituto teologico San Pietro con i corsi di laurea in filosofia e teologia. Un mondo, quello della diocesi, che con poche risorse e pochissimi soldi, derivanti per la quasi totalità dall’8 per mille, gestisce realtà che rappresentano il grosso dei beni storici e artistici della Tuscia e una fetta importante dell’associazionismo e dell’assistenza sociale. In particolare modo alle fasce più deboli della popolazione. A partire dall’enorme lavoro, anche per la mole consistente, che ha fatto e sta facendo la Caritas.


Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli

Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli


“Sforzatevi di fare coro – ha continuato il vescovo nel suo discorso ai sacerdoti durante l’omelia – e coro significa consapevolezza che siamo in molti e tutti sono necessari affinché venga fuori una sola voce di interiorità e di amore. Siate come la lira con vari fili e varie tonalità – ha aggiunto, citando Sant’Ignazio di Antiochia -. Ciascuno deve svolgere il proprio ruolo ma al tempo stesso interessarsi anche al ruolo dell’altro. Per questo dobbiamo fare coro”.


Viterbo - La messa per i 10 anni di Lino Fumagalli

Viterbo – La messa per i 10 anni di Lino Fumagalli


Un anno durissimo per la diocesi e la Chiesa in generale. Molti sacerdoti sono stati colpiti e uccisi dal Covid, ieri Fumagalli ha ricordato i religiosi morti a Viterbo. Un virus che sta colpendo pesantemente un tessuto che già di suo aveva gravi problemi di ricambio generazionale e che nel corso degli anni ha visto venir meno parte delle sue risorse all’interno di un territorio, come quello viterbese, che nel corso degli ultimi tre decenni ha subito trasformazioni profonde, mostrando sempre più caratteri e contraddizioni tipiche di un contesto sempre meno provinciale e sempre più metropolitano di cui anche la Chiesa è chiamata a farsi interprete.


Viterbo - La chiesa di Villanova

Viterbo – La chiesa di Villanova


Una diocesi, come quella appunto di Viterbo, che in questi 10 anni, grazie al lavoro di Fumagalli, ha visto però crescere un nuovo gruppo di sacerdoti di periferia giovani e creativi che hanno affrontato la pandemia inventandosi cose nuove e facendosi anche gruppo dirigente. Cosa non da poco. E cosa che ha permesso a Lino Fumagalli di rivestire un ruolo di vera e propria autorità morale cittadina. Anche in controtendenza. Fumagalli è stato uno dei pochi ad alzare la voce contro le politiche razziste e le ingiustizie sociali nella Tuscia. Dandosi da fare attivamente. Dando ospitalità personalmente. Lui e diversi sacerdoti. Costruendo luoghi che sono anche spazi di incontro e partecipazione. Come a Villanova. Oppure l’emporio a Santa Barbara. Stimolando e sostenendo l’importante lavoro che di quartiere in quartiere stanno facendo sacerdoti come don Emanuele, don Claudio, don Flavio, don Massimiliano e tanti altri. Hanno tenuto duro e fatto della pandemia anche un’opportunità per ripensare la loro stessa missione, indirizzandola sempre più verso il sociale.


Viterbo - La messa per i 10 anni di Lino Fumagalli

Viterbo – La messa per i 10 anni di Lino Fumagalli


“Contro ogni clericalismo, dobbiamo porci in ascolto – ha concluso Fumagalli – sentendo tutti, coinvolgendo tutti. Iniziando dei processi. Un popolo di Dio che cammina insieme con ruoli diversi. Un popolo che promuove ed educa alla partecipazione le persone. Per fare in modo che le ricchezze che ciascuno porta con sé diventino patrimonio di tutti. C’è bisogno di un nuovo annuncio, di una nuova visione, trovando le forme giuste e necessarie”. E con “Maria, madre dei sacerdoti, che ci protegge e qualche volta, come una mamma, ci tira le orecchie se non rispondiamo alle richieste del Figlio”.


Viterbo - La messa per i 10 anni di Lino Fumagalli

Viterbo – La messa per i 10 anni di Lino Fumagalli


A chiudere la messa di ieri nella chiesa dei martiri Valentino e Ilario a Villanova, Don Luigi Fabbri, vicario del vescovo. Anche per lui, don Roberto e il colle del duomo, un anno durissimo, con il Covid che ha messo in ginocchio il seminario.


Viterbo - La messa per i 10 anni di Lino Fumagalli

Viterbo – La messa per i 10 anni di Lino Fumagalli


“I motivi della gratitudine verso di lei sono molti – ha detto Don luigi rivolto al vescovo -. Ne voglio sottolineare solo due. Innanzitutto la serenità. In questi anni, l’affabilità e la cordialità della sua persona ci hanno permesso di lavorare con serenità. E questo non è poco. Lavorando serenamente ognuno ha potuto tirare fuori il meglio di sé. In questo momento difficile, non dobbiamo dimenticare che l’evangelizzazione richiede di tenere presente l’orizzonte e di adottare i processi possibili e la strada migliore”.


Viterbo - La messa per i 10 anni di Lino Fumagalli

Viterbo – La messa per i 10 anni di Lino Fumagalli


“La pandemia – ha continuato Don Luigi – ha sconvolto la nostra vita e i nostri piani. E il nostro presbiterio stesso è stato provato dalla malattia e dalla morte. La ringraziamo, e questo è il secondo motivo di gratitudine, perché in questo anno così difficile non ci ha mai fatto mancare la sua vicinanza e il suo sostegno. Per noi e per tutta quanta la chiesa lei è stato un punto di riferimento importante, sollecitandoci sempre a vivere questo tempo di crisi non come un limite ma come un’opportunità per mettere in campo una grande e nuova creatività pastorale”.

Daniele Camilli


Multimedia: Fotogallery: La messa per i 10 anni di Fumagalli – Video: I 10 anni di Lino FumagalliL’intervento del vescovo


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28 febbraio, 2021

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