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Viterbo - L'assemblea presieduta dal dottor Antonio Maria Lanzetti ha deliberato all'unanimità il suo no al sito di stoccaggio

L’ordine dei medici contrario al deposito di scorie nucleari nella Tuscia

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il consiglio dell’ordine dei medici di Viterbo, sentita la relazione della dottoressa A. Litta, referente dell’ordine per le iniziative Ambiente-Salute, ha deliberato unanimemente quanto appresso: 

L’ordine dei medici di Viterbo esprime ferma contrarietà all’individuazione nella provincia di Viterbo di siti per lo stoccaggio di depositi di scorie radioattive a bassa, media ed alta intensità. 

Antono Maria Lanzetti, presidente Ordine dei medici

Antonio Maria Lanzetti, presidente Ordine dei medici


L’ordine dei medici – chirurghi ed odontoiatri di Viterbo, anche secondo quanto stabilito dall’articolo 5 “Promozione della salute, ambiente e salute globale” del nuovo codice di deontologia medica fa presente che proprio per tutelare l’ambiente e quindi la salute dei cittadini residenti, il territorio della provincia di Viterbo, non può ospitare depositi di scorie radioattive perché sono già  presenti in esso gravi problematiche ambientali che inevitabilmente hanno avuto ed hanno conseguenze sul benessere psico-fisico delle persone e sull’assetto economico-sociale. 

Queste gravi situazioni ambientali sono da mettere fondamentalmente in relazione: 

alla naturale radioattività del suolo per la presenza del gas Radon, elemento cancerogeno certo di classe I, secondo l’Agenzia internazionale di Ricerca sul cancro- Iarc (International Agency for Research on Cancer), la cui esposizione è correlata al tumore del polmone; 

alla presenza nelle acque ad uso potabile di arsenico, altro elemento tossico e cancerogeno di classe I, sempre secondo sempre l’agenzia internazionale di ricerca sul cancro-Iarc; 

all’utilizzo di pesticidi e delle loro miscele in grande quantitativo – anch’esse sostanze tossiche e cancerogene – utilizzate in aree sempre più vaste del territorio viterbese soprattutto nella monocoltura del nocciolo; 

– alla qualità dell’aria compromessa, dal trasporto su gomma, dalla prossimità della centrale elettrica di Civitavecchia e da quella di Montalto di Castro i cui fumi nocivi arrivano anche nel viterbese, e degli altri impianti di produzione energetica da fonti non veramente rinnovabili che emettono nell’aria gas e sostanze nocive; 

Nel rapporto 2019 “I tumori in provincia di Viterbo” è segnalato che nel corso del quinquennio 2010-2014, in provincia di Viterbo sono stati diagnosticati 10.098 nuovi casi di tumore tra i circa 320mila residenti e il numero di casi medio per anno è risultato di poco superiore ai 2.000 casi ovvero tra le cinque e le sei persone nella nostra provincia muoiono ogni giorno a causa di un patologia oncologica e sempre nella nostra provincia, 1 uomo ogni 3 ed 1 donna ogni 4andranno incontro nel corso della loro vita ad una diagnosi di tumore maligno. 

L’Associazione Italiana Registri Tumori – Airtum (www.registri-tumori.it) indica in 180mila, con un incremento del 3%, le morti per cancro avvenute in Italia nel corso del 2020, oltre il doppio di quelle dovute alla pandemia da Covid19. 

Documenti dell’organizzazione mondiale della Sanità-Oms, come ormai decenni di studi e ricerche scientifiche, tra cui il noto e rilevante studio italiano Sentieri – Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli Insediamenti esposti a rischio di inquinamento, mostrano come il rischio di sviluppare il cancro sia legato strettamente all’esposizione a fonti di inquinamento ambientale che contaminano aria, acqua, suoli e cibo. 

Inoltre, diversi studi di letteratura suggeriscono ormai come l’ inquinamento ambientale sia correlato allo sviluppo anche di altre malattie croniche di notevole rilevanza epidemiologica e clinica, quali malattie cardiovascolari, diabete di tipo II, tireopatie, patologie neurodegenerative, disturbi comportamentali e dello spettro autistico nei bambini, malattie allergiche, autoimmuni ed infiammatorie croniche. 

Nei nostri territori quindi la prevenzione del cancro ma anche delle altre malattie croniche sopracitate può e deve essere raggiunta anche: 

– incentivando, negli edifici pubblici e privati, le misurazioni del gas Radon con successivi interventi per la sua dispersione e la ricerca di radioattività nelle acque ad uso potabile, proprio in relazione alle caratteristiche geologiche dei nostri territori; 

– garantendo acque potabili e salubri alle popolazione, nella fattispecie acque con valori di arsenico- nei limiti di legge e possibilmente prossime al valore zero e prive di altri contaminanti; 

– tutelando le tutte le risorse idriche; 

– riducendo nettamente l’utilizzo dei pesticidi e fertilizzanti naturali ed evitando l’esposizione a queste sostanze delle persone, in particolare dei bambini e delle donne in gravidanza ai pesticidi: 

– attraverso interventi di miglioramento della qualità dell’aria. 

Per quanto sopra esposto, in ossequio a quanto previsto dall’articolo 32 della nostra Costituzione, dal principio di precauzione e dai dettami della medicina in materia di prevenzione, che indicano nella riduzione alle esposizioni nocive e nella tutela dell’ambiente le fondamentali condizioni per garantire la salute delle popolazioni, l’ordine dei medici di Viterbo esprime ferma contrarietà all’individuazione nel territorio provinciale di siti per lo stoccaggio di depositi di scorie radioattive a bassa, media ed alta intensità.

 

Antonio Maria Lanzetti
Presidente Ordine dei medici di Viterbo


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23 febbraio, 2021

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