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Acquapendente - Donna travolta da un camion - La diffida e l'ordinanza del sindaco per mettere in sicurezza quel tratto di Cassia, rimaste lettera morta

“Quella strada è pericolosa, ma l’Anas non ci ha ascoltato…”

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Angelo Ghinassi

Angelo Ghinassi, sindaco di Acquapendente


Acquapendente – (s.m.) – “Quella strada, nelle condizioni in cui è, è un pericolo. Se ne accorgerebbe anche un bambino”. Per il sindaco di Acquapendente Angelo Ghinassi, l’incidente di venerdì mattina sulla Cassia, costato la vita a una donna che attraversava la strada, ha le sembianze di una tragedia annunciata. 

“Lungi da me fare valutazioni che non mi competono sulle responsabilità individuali, che solo le indagini potranno definire – premette il primo cittadino -, però noi avevamo sollecitato più volte un intervento dell’Anas per la messa in sicurezza: nessuno si è mosso”.

Maria Filipponi, 55 anni, originaria di Bolsena, è morta sul colpo la mattina del 20 febbraio. Inutile ogni tentativo di rianimarla: falciata da un camion al chilometro 131 della Cassia subito dopo essere scesa dal pullman che l’aveva portata ad Acquapendente per andare a trovare il figlio. 

Per capire di cosa parla il sindaco va riavvolto il nastro di qualche mese. A novembre 2020 l’Anas completa i lavori di asfaltatura. La diffida di Ghinassi all’Anas è datata 3 dicembre 2020: il sindaco chiede il rifacimento il rifacimento della segnaletica orizzontale deteriorata e il tracciamento dove manca.

In pratica vanno fatte ex novo o ridipinte le strisce bianche che indicano l’attraversamento pedonale, “considerato che tale situazione reca disagi e gravi pericoli per il transito pedonale”, si legge nella diffida, che conclude: “Resta inteso che in caso di non ottemperanza alla presente, qualsiasi danno a cose e persone sarà a totale vostro carico”. 


Acquapendente - La diffida del sindaco all'Anas per far dipingere le strisce pedonali

Acquapendente – La diffida del sindaco all’Anas per far dipingere le strisce pedonali


Due settimane dopo, il comune torna alla carica con un’ordinanza, per chiedere nuovamente ad Anas di provvedere.

“Noi siamo intervenuti potenziando la segnaletica verticale e mettendo dei segnalatori luminosi per indicare gli attraversamenti pedonali, ma la competenza su questa strada, che è statale, è dell’Anas – precisa il sindaco -. Abbiamo in cantiere il progetto di posizionare tre semafori, per aumentare la sicurezza dei pedoni e contrastare l’eccesso di velocità. Uno andrebbe sulla Onanese, e per questo intervento la provincia ci ha già dato l’ok, dunque a breve provvederemo. Altri due andrebbero sulla Cassia. Ma anche se noi saremmo pronti e abbiamo già trovato le risorse, dobbiamo avere il benestare dell’Anas. Che al momento non c’è. Anzi: quando se ne è parlato a voce si sono detti contrari perché il semaforo avrebbe creato ingorghi”.


Acquapendente - La diffida del sindaco all'Anas per far dipingere le strisce pedonali

Acquapendente – L’ordinanza per la messa in sicurezza della Cassia


L’intervento per mettere i semafori costerebbe sui 60mila euro. “Non una piccola somma, per un comune come il nostro – osserva Ghinassi -. Abbiamo dovuto rinunciare ad altre opere, ma abbiamo anche scelto di dare la priorità alla messa in sicurezza di un rettilineo dove le auto sfrecciano a forte velocità. Questo indipendentemente dall’incidente, anche perché risulta che il camion che ha investito la signora non stesse correndo. Ci siamo mossi prima e in tempi non sospetti perché era chiaro che quel tratto di strada era diventato pericoloso. Avevamo anche interloquito con la prefettura, tempo fa, per posizionare eventualmente un autovelox o un dissuasore di velocità. La risposta è stata: ‘Ci sono stati incidenti mortali?'”. Il sindaco scoppia in una fragorosa risata amara: “Devono esserci incidenti mortali per attivarsi? E la prevenzione?”.

Una telefonata dall’Anas, però, è arrivata. Dopo l’incidente. “Hanno chiesto ai miei collaboratori di incontrarmi – dice Ghinassi -, non so se è per quello che è successo e per dare seguito alle nostre richieste. Lo spero. Ma abbiamo anche altre questioni aperte con l’Anas, tra cui la messa in sicurezza della via Francigena. Sentiremo cosa vogliono dirci”.  


– Investita e uccisa mentre andava a trovare il figlio


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21 febbraio, 2021

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