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Viterbo - A stimarlo è la Confesercenti, in occasione dell’avvio delle zone rosse che da oggi copriranno la maggior parte del territorio nazionale

“Le nuove restrizioni costeranno all’economia circa 80 milioni di euro di consumi al giorno”

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Vincenzo Peparello

Vincenzo Peparello

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le nuove restrizioni costeranno all’economia italiana circa 80 milioni di euro di consumi al giorno. Un nuovo colpo per le imprese, in particolare quelle del commercio e del turismo, la cui resistenza è ormai al limite.

A stimarlo è la Confesercenti, in occasione dell’avvio delle zone rosse che da oggi copriranno la maggior parte del territorio nazionale. Il mancato superamento della crisi sanitaria impone un costo sempre più elevato al settore del commercio. Le ennesime misure di restrizione determinano un bilancio fortemente negativo per i consumi delle famiglie, che nei primi quattro mesi dell’anno arriveranno a perdere complessivamente 9,5 miliardi di euro.

Di questi, oltre 3 riguardano il commercio al dettaglio e oltre 5 viaggi, ospitalità e pubblici esercizi, da addebitare soprattutto all’estensione delle chiusure fino al weekend di Pasqua, unico ponte di questo aprile, che avrebbe dovuto segnare l’avvio della stagione primaverile dopo la cancellazione di quella invernale.

“Le dimensioni della crisi sono tali che i livelli di consumo pre-pandemia potranno ormai essere ripristinati solo nel 2024”, spiega la Confesercenti.

“In questo quadro, come abbiamo più volte avuto modo di sottolineare – aggiunge Vincenzo Peparello, presidente della Confesercenti di Viterbo, membro della presidenza nazionale e responsabile regionale Area turismo – la proroga ed il contestuale rafforzamento delle restrizioni fino a Pasqua costituiscono un nuovo, grave trauma per le imprese. Ed è particolarmente forte per quelle del terziario e del turismo, che si vedono privare dell’avvio della stagione della moda e dell’unico ponte della stagione primaverile.

Se si considera che, dopo un anno di stop & go, ci sono circa 450mila imprese a rischio chiusura, ci sembra evidente che le restrizioni non siano una soluzione sostenibile a lungo termine dall’economia. Sicuramente non lo è in queste condizioni: sono più di tre mesi che siamo in attesa dei sostegni per le attività economiche ed i lavoratori, ma il provvedimento continua ad essere rinviato.

Non c’è più tempo – afferma ancora – servono urgentemente sostegni, non solo per coprire quello che si è perso nel 2020, e non ci è mai stato ‘ristorato’ del tutto, ma anche per affrontare il 2021, che sarà un altro anno di forte crisi. Sostegni che devono essere rivolti a tutti, perché è inaccettabile parlare di ‘selezionare’ le attività da salvare: le imprese oggi si trovano in difficoltà non per propria responsabilità o perché non riescono a stare sul mercato, ma perché non possono operare a causa di una scelta amministrativa dovuta all’emergenza sanitaria in corso.

Per quanto riguarda le zone rosse – dichiara – si era parlato di interventi mirati sui territori, determinati  dai dati relativi all’evolversi della pandemia, come aveva fatto bene la Regione Lazio per il frusinate. Invece on cil decreto del 13 marzo si è deciso di inglobaare tutto a livello regionale con allarmanti preoccupazioni per la Tuscia. Oltre alla necessità di avere urgentemente adeguati ristori – conclude Peparello – è indifferibile accelerare la campagna di vaccinazione nei confronti degli operatori e del personale del comparti turistico per consentire di affrontare almeno la stagione estiva con garanzie per la clientela e tentare di porre recuperare, quantomeno parzialmente, le gravissime perdite causate dal lockdown”.

 Confesercenti  – Viterbo


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15 marzo, 2021

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