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Cultura - Intervista a Carlo Galeotti sul primo libro della neonata omonima casa editrice

“Annus horribilis – Dodici mesi vissuti col Covid, una lettera collettiva ai nostri pronipoti…”

di Daniele Camilli

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Carlo Galeotti col libro Annus Horribilis

Carlo Galeotti col libro Annus Horribilis


Viterbo – “Una lettera collettiva ai nostri pronipoti”. Annus Horribilis. Dodici mesi vissuti col Covid. A un anno dall’inizio dell’emergenza. Il primo libro della Galeotti editore. A cura del suo fondatore, Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb. Incontri al tempo del Coronavirus. Trentaquattro interviste, e copertina di Vauro. “Una testimonianza collettiva – sottolinea Galeotti nel libro – su 12 mesi di pandemia che hanno cambiato l’economia, la socialità, la politica, la cultura. L’immagine stessa che gli uomini hanno di sé. Intellettuali, sportivi, politici, scienziati e artisti che danno un quadro complesso di cosa è stato l’annus horribilis. Un’epoca, segnata profondamente dal Covid, di cui non si vede la fine”.

C’è poi la sede, quella della casa editrice. Nuova, al Riello e a disposizione di associazioni e realtà culturali per incontri e riunioni. Un luogo di cultura per la città.


Galeotti editore - Annus Horribilis. Dodici mesi vissuti col Covid

Galeotti editore – Annus Horribilis. Dodici mesi vissuti col Covid


Direttore Galeotti, vent’anni fa è nata Tusciaweb. Vent’anni dopo la casa editrice. Quali sono il progetto e le prospettive di questa nuova iniziativa?
“Il progetto è una mia vecchia fissazione. Un progetto che, in nuce, era già esistente nelle mie carte venti anni fa. Nel tempo ho pubblicato 17 libri con case editrici di vario genere. Da Stampa alternativa a Garzanti, fino a Rubbettino o Gremese. A un certo punto ho sentito l’esigenza di fare quello che ho fatto per vent’anni, sul fronte dei libri, con una casa editrice tutta mia. La mission della Galeotti editore si è definita mano mano che l’andavamo costruendo. Per quanto riguarda invece le prospettive, ho messo insieme un piano editoriale di trenta titoli, dandomi anche una tempistica di 3-4 titoli all’anno. Si tratta di libri già progettati negli ultimi venti anni”.

Quali materiali tratterà la casa editrice?
“Due tipi di materiali. Quelli che vengono creati nella “comunicazione sociale minore” e quelli riguardanti l’immagine. Per anni, sul piano storico, mi sono occupato di alcuni materiali sociali riconducibili a determinate epoche. Mi riferisco alla pubblicistica minore del Partito nazionale fascista o libri e materiali inerenti l’educazione durante il Ventennio. L’altra mia passione sono state invece le immagini. Dalle foto agli illustratori. Punteremo molto su questi aspetti apparentemente marginali della cultura e della produzione culturale. Materiali che in realtà, come forse spiegherebbe Gustave Le Bon, tengono unite le folle. I popoli”.

Come verranno finanziati i libri?
“Attraverso privati che fanno la pubblicità sui libri. Come succedeva per le opere artigianali nel Cinquecento. Tuttavia non sono libri su committenza. Si tratta invece di progetti che vengono presentati agli imprenditori che, se accettano, fanno la loro pubblicità. E questo ci permette di ammortizzare i costi. Il primo libro vede il supporto pubblicitario di un giovane e intelligente imprenditore: Sergio Saggini, con la sua innovativa azienda“. 


Il gadget del libro Annus Horribilis

Il gadget in legno del libro Annus Horribilis


Tusciaweb è on line, il libro è cartaceo. Che senso ha recuperare oggi questa forma di produzione editoriale?
“Il senso sta nella mia passione sconfinata per la carta, che è ancora oggi una tecnologia insuperabile. Per una lettura piacevole, per chi legge per piacere e alla ricerca della bellezza. Un conto è leggere un libro sul più moderno mezzo elettronico, un conto sulla carta. Un conto è prendere appunti su un quaderno, un conto su un iPad. Poi l’immagine su un libro, di una certa grandezza, ha un impatto diverso rispetto a quello che può avere su un lettore elettronico. Ripeto: questo vale soprattutto per chi è alla ricerca del piacere. Diverso è se si sta facendo ricerca, per dire”.

Oltre trenta personaggi intervistati sul primo anno di Covid, l’Annus Horribilis, come il titolo del libro. Quello appena trascorso. Giornalisti, scrittori, costituzionalisti, politici, sportivi, teologi ecc. Quale è stata la visione che più di tutte ti ha colpito?
“Una delle impostazioni più originali è quella di Guido Crosetto che critica pesantemente il fatto che, in un anno di Covid, ci sia stata una compressione eccessiva della libertà. Una presa di posizione a cui si avvicina anche Bertinotti. Tra le altre cose interessanti, il punto di vista di Franco Cardini. Sono molte le interviste interessanti. Abbiamo tentato di coprire tutti gli spazi esperenziali e della cultura. E credo che il libro riesca a dare un quadro culturale molto ampio di come un pezzo importante dell’élite italiana ha vissuto questi dodici mesi. Penso ad esempio a Dacia Maraini. O Franco Ferrarotti. Ne viene fuori una lettera collettiva ai nostri pronipoti. E va detto che il libro è stato realizzato in poco più di due mesi. Un vero istant book. Soprattutto se si pensa che sono stati intervistati 34 personaggi livello che ovviamente sono impegnati. Il tutto è stato reso possibile da un tenace gruppo di giovani giornalisti. Giornalisti che sono il primo nucleo di quella che sarà la redazione della casa editrice. Poi c’è stata una sorpresa veramente piacevole: ha iniziato a collaborare con la casa editrice un cantante e un intellettuale del livello di Alfonso Antoniozzi. Va detto che Alfonso è una delle pochissime menti che circola nella Tuscia. Ovviamente Alfonso è completamente “matto”, noi abbiamo bisogno di questi “pazzi”. Questo mi ha dato una ulteriore spinta. E va detto che la casa editrice è ovviamente aperta ai contributi delle intelligenze che ci sono e che sono interessate”.


Viterbo - La sede della Galeotti editore

Viterbo – La sede della Galeotti editore in fase di ristrutturazione


Quale è invece la tua personale visione dell’anno del Covid?
“Credo che la politica si sia trincerata dietro al problema del Covid. E abbia solo tradotto in politica quello che chiedevano gli esperti. I politici veri fanno un altro mestiere. Sentono il parere degli esperti e poi prendono una decisione. In Italia c’è stata una sudditanza della politica agli esperti di Covid. E non si capisce perché non siano stati valutati altri parametri. A volte c’è stata una compressione stupida delle libertà individuali fondamentali. Dico questo, pur avendo rispettato tutte le indicazioni del governo di turno”. 

Ti sei occupato di don Lorenzo Milani, grande intellettuale italiano. Avendolo potuto intervistare sull’anno del Covid, secondo te, cosa avrebbe risposto?
“La forza di personaggi di questo livello, che non ci sono più, come appunto don Milani, è che non si sa cosa avrebbero risposto. Sono persone che hanno visto il mondo da prospettive distanti dal senso comune. Quello che posso dire è che ci mancano i don Milani, i Michele Ranchetti e i Pier Paolo Pasolini. Scriveva un grande pittore, Sebastian Matta, che i grandi geni ‘leonardano’, ossia vedono il mondo al di là della superficie. ‘Leonardare’ è un’attività difficile e lo possono fare solo alcune persone che hanno degli a priori di un certo tipo e una concezione del mondo particolare. Direi: utilmente originale”. 

Come è cambiato il lavoro di redazione di Tusciaweb durante l’anno del Covid?
“E’ cambiato un po’ tutto. La redazione di Tusciaweb, ad esempio, non c’è più. E, quest’anno, siamo riusciti a sopravvivere tecnicamente, perché la redazione del giornale è molto collaudata e ognuno sa cosa deve fare. Ognuno, da casa, ha continuato a fare il suo lavoro. Certo, la cosa che dispiace è il fatto che le nuove persone, entrate da poco a Tusciaweb, non vivono la vita di redazione. La vita di una redazione ha una forza pedagogica intrinseca. Per cui chi la vive è un giornalista particolare. Comunicare direttamente o comunicare tramite whatsapp non è la stessa cosa. Ma va detto che la redazione di Tusciaweb ha fatto un grandissimo lavoro, senza demordere, senza tentennamenti. Come dire: “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. Come direbbe John Beluschi. E la redazione di Tusciaweb è fatta da giornalisti veri che sanno quello che fanno. E lo fanno bene, anche in situazioni di “guerra”… D’altra parte il lavoro del giornalista consiste proprio nel saper scrivere in qualsiasi condizione”.

Com’è cambiato invece il mondo dell’informazione?
“Ho la stessa sensazione che si ha quando ci sono le guerre. Quando ci si limita anche nella liberà di espressione. Quello che vedo è un’omogenizzazione assoluta di tutto quanto il mondo dell’informazione. Tutta sparata sulla guerra in atto, ammesso che sia una guerra. C’è solo questo tipo di informazione. Va anche detto che il Covid ha accelerato molti processi. Ha sanzionato la fine definitiva dei giornali cartacei, la fine delle edicole tradizionali. Basta vedere cosa vendono oggi. Tutto meno che i giornali. Per capire dove sta andando il mondo dell’informazione, basta vedere il crollo della raccolta pubblicitaria dei giornali cartacei, sempre meno letti. Il Covid ha dato una spinta in avanti a tutto ciò che on line. Vedi il commercio…Vedi Amazon…”.


Galeotti editore - Annus Horribilis. Dodici mesi vissuti col Covid

Galeotti editore – Annus Horribilis. Dodici mesi vissuti col Covid


Dalle case popolari del Pilastro a Viterbo, dove sei nato e cresciuto, fino al giornale. Adesso alla casa editrice. Che cosa ha significato per te questo percorso?
“Sono il primo della mia famiglia che si è laureato. La cultura è stato un mondo del tutto nuovo. Un nuovo linguaggio. Dopo la laurea in filosofia teoretica con indirizzo in filosofia della scienza non sapevo nemmeno quali fossero le strade da prendere. Il giornale era l’attività che mi interessava di meno. Sono diventato giornalista per una casualità e sono entrato in un giornale che veniva fondato a Viterbo. Prima avevo fatto tutti i tipi di lavoro. Per portare soldi a casa e sopravvivere. I libri invece mi hanno sempre affascinato. Le analisi che si possono fare sono profondamente diverse rispetto al giornalismo. Va detto che mio padre, Vinicio, era quello che tecnicamente si può definire un “lettore pesante”. Leggeva soprattutto romanzi, gialli, libri di storia. E ne leggeva 4/5 alla settimana. Forse vederlo “sparire di casa” perso nel Klondike mentre leggeva, seduto davanti alla finestra, Jack London, mi ha trasmesso qualcosa”.

Leggere è anche una forma di riscatto sociale. Cosa consiglieresti a un ragazzo delle “case popolari” che vuole intraprendere il tuo stesso percorso?
“Intanto non credo che sia un percorso molto interessante. Ma, con una battuta, gli consiglierei di avere i miei stessi genitori. Genitori che avevano la terza e la quinta elementare. Persone di estrema intelligenza e molto razionali. Mio padre, forse senza saperlo, era un materialista dell’ottocento e un grandissimo lettore. Come dicevo. Leggeva tutto quello che lo affascinava. Un libro al giorno o quasi. Da Dumas ai gialli Mondadori. Poi gli consiglierei di incrociare il più possibile le realtà culturali che contano e di approfittarne, muovendosi il più possibile in Europa. Anche se adesso è tutto bloccato”.

Daniele Camilli


Il logo di Galeotti editore

Il primo libro di Galeotti editore, Annus Horribilis – Dodici mesi vissuti col Covid – 34 interviste con intellettuali, scienziati, sportivi, politici, imprenditori
Lo puoi acquistare sulle grandi piattaforme di vendita on line di libri: Ibs, Amazon, Libreria universitaria, TabookSan Paolo Store
 
Le librerie possono acquistare il libro Annus Horribilis – Dodici mesi vissuti col Covid su Libro Store – Il marketplace dei librai
 
Annus Horribilis – Dodici mesi vissuti col Covid

Incontri al tempo del Coronavirus con Federica Angeli, Maria Anghileri, Alfonso Antoniozzi, Gaetano Azzariti, Matteo Bassetti, Fausto Bertinotti, Emma Bonino, Mario Capanna, Franco Cardini, Carlo Cellucci, Jury Chechi, Paolo Crepet, Guido Crosetto, Antonio Di Pietro, Franco Ferrarotti, Massimo Fornicoli, Franca Fossati-Bellani, Antonio Ingroia, Enrico Magrelli, Valerio Magrelli, Vito Mancuso, Dacia Maraini, Dino Meneghin, Tina Montinaro, Gianluca Nicoletti, Edek Osser, Gino Roncaglia, Nicola Rossi, Massimo Scalia, Vauro Senesi, Sara Simeoni, Riccardo Valentini, Massimo Wertmüller.

Interviste realizzate da Barbara Bianchi, Alessio Bernabucci, Daniele Camilli, Maurizia Marcoaldi, Edoardo Venditti.

A cura di Carlo Galeotti


Annus Horribilis – Dodici mesi vissuti col Covid è stato pubblicato sotto l’egida dell’azienda Saggini Costruzioni

Come nel Rinascimento, è bene che le opere dell’ingegno vengano sostenute economicamente da chi ha la capacità di farlo. In particolare se si tratta di imprese e/o istituzioni che si contraddistinguono per innovazione e per qualità del loro operare.
La cultura è l’unico investimento che garantisce suoi effetti a lungo termine e una ricaduta per tutti i cittadini. Per questo è importante e necessario sostenerla e renderla libera da vincoli e limiti.
I libri di Galeotti editore sono opere che, per il pregio e la libertà che esprimono, si avvalgono del sostegno di aziende private di alta qualità. Questa opera è stata pubblicata sotto l’egida dell’azienda Saggini Costruzioni.

Saggini-costruzioni

 

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6 aprile, 2021

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