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Comune - A Chiara Frontini (Viterbo 2020) restano tutti i dubbi, dopo la lettera di diffida che rischia di far perdere finanziamenti a imprese del Poggino e la seduta di consiglio sul tema

“Consorzio Apea, dall’amministrazione atteggiamento inspiegabile”

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Chiara Frontini

Chiara Frontini


Viterbo – (g.f.) – “Consorzio Apea, atteggiamento inspiegabile da parte dell’amministrazione”. La seduta di consiglio comunale straordinaria sull’argomento si è chiusa senza grossi passi avanti e a Chiara Frontini (Viterbo 2020) restano tutti i dubbi che aveva prima, se non addirittura rafforzati.

Gli imprenditori del Poggino che hanno aderito, una quindicina, rischiano di perdere l’opportunità di finanziamenti, dopo la lettera di diffida da parte dell’amministrazione comunale. Per una complessa vicenda legata alla presenza o meno nel consorzio stesso, di palazzo dei Priori.

“L’atteggiamento dell’amministrazione comunale è inspiegabile – sostiene Frontini – come al solito, si agisce solo per coprirsi le spalle, senza minimamente pensare alle conseguenze sulla città, intaccando ogni giorno di più il rapporto fiduciario che dovrebbe esistere con i cittadini, a maggior ragione in questo caso, visto che si parla d’imprese pronte a investire, nonostante il periodo di crisi generale”.

La situazione di stallo che si è venuta a creare non è un bel segnale. “È un danno gravissimo. Svilire l’entusiasmo e la motivazione d’imprenditori che per la prima volta si erano messi insieme per costruire valore aggiunto per tutta la città, significa mettere un’ipoteca pesantissima su chiunque intenda innescare un processo virtuoso in futuro, in un mondo che ormai va verso la logica dei partenariati pubblico-privati”.

Nella discussione in consiglio sono emerse perplessità sulle procedure seguite dal consorzio e la presenza al suo interno del comune. “Ammesso che la procedura amministrativa non fosse completa – incalza Frontini – perché non tornare in consiglio comunale e perfezionarla, invece d’attendere tre anni e inviare una diffida, pesantissima, a ciel sereno? Perché non seguire la strada maestra invece di invischiarsi in queste sabbie mobili?”.

Era novembre 2019, quando Viterbo 2020 aveva sollecitato l’amministrazione a uscire allo scoperto su Apea (area produttiva tecnologicamente avanzata), tenuta a battesimo da Michelini sindaco nel 2018, con l’assessora Raffaela Saraconi.

“Oltre un anno e mezzo fa, avevamo chiesto di chiarire le linee guida politiche che la maggioranza intendeva seguire nei confronti di Apea, perché da tempo si sentiva puzza di bruciato, di idee non chiare, di volontà di svicolare e sfuggire ai problemi. I nodi poi vengono al pettine. Adesso, solo dopo che il confronto è stato sollecitato dall’opposizione e con un bando europeo in scadenza, si è arrivati ad affrontare il problema, tra consulenti legali e carte bollate”.

Non il modo migliore di risolvere una situazione che si è fatta complessa. “È un metodo da proscrivere, frutto dell’assenza di programmazione, di mancata conoscenza della materia e di un atteggiamento superficiale, che prima sottovaluta i problemi affrontando alla “volemose bene” con qualche pacca sulla spalla, stringendo l’occhiolino a mo’ di dire “ghe pensi mi”, o al limite gli amici romani, e poi scarica le responsabilità per tutelarsi.

Non è così che si comporta un buon amministratore, è una questione di credibilità e serietà, che purtroppo quest’amministrazione dimostra ogni giorno di non possedere”.


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8 aprile, 2021

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