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Cultura - Le testimonianze raccolte nel libro di Galeotti editore mostrano tutte le contraddizioni del tempo del Coronavirus

Annus horribilis, i nostri pronipoti leggeranno lampi di saggezza, ma anche d’ignoranza…

di Francesco Mattioli

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Viterbo – Caro direttore, desidero complimentarmi con te per questa tua avventura editoriale; perché ai tempi della rivoluzione digitale produrre carta stampata è non solo un’avventura, ma anche una sfida. Che le vecchie generazioni possono anche accogliere e apprezzare, ma che sarà dura da far valere presso la next generation, sempre meno avvezza a leggere libri.


Galeotti editore - Annus Horribilis. Dodici mesi vissuti col Covid

Galeotti editore – Annus Horribilis. Dodici mesi vissuti col Covid


E tuttavia andava fatto. Abbiamo passato un annus horribilis, ma non è ancora detto che questo 2021 gli sia da meno, staremo a vedere.

Non è stato il primo, in questo novecento. Ai tempi della Spagnola, non furono certo rose e fiori, soprattutto in quelle plaghe appena sconvolte dai guasti della Prima guerra mondiale; e non da meno furono il 1943 e soprattutto il 1944, specie per chi visse i bombardamenti, la guerra civile, la borsa nera, i rastrellamenti casa per casa, le deportazioni, le febbri tifoidi. 

I nostri nonni ci lasciarono memorie che noi tentammo di dimenticare accuratamente, aprendoci al Sessantotto, che furono giorni di esaltazione, di speranze, di sogni, di sguardi rivolti al futuro, pur attingendo al passato per talune formule di rito sulla libertà. Formule di rito, sì: perché come diceva Eraclito, non passa mai la stessa acqua sotto i ponti… e per essere utili le esperienze pregresse non devono essere ripetute, semmai funzionare come fonte d’ispirazione, altrimenti si rischia di restare impantanati nella liturgia della tradizione.

I pronipoti possono già leggere oggi la tua lettera piena di testimonianze ad essi indirizzata (Annus Horribili – Dodici mesi vissuti col Covid, Galeotti edizioni). Non siamo così giovani e, peraltro, loro sono talmente emancipati che già a sei anni ci possono capire.


Galeotti editore - Annus Horribilis. Dodici mesi vissuti col Covid


Ma non so se ci faremo del tutto una bella figura: tra un lampo di estrema saggezza e l’altro (in particolare quelli di Maraini, Angeli, Roncaglia, Cardini, Fornicoli, Ferrarotti, Mancuso, Valentini, Cellucci), in alcuni soggetti intervistati sono emersi anche scampoli di superficialità, d’ignoranza, di opportunismo, di litigiosità e di autoreferenzialità.

Ci sta ovviamente, il mondo è bello perché è vario. Tuttavia mi preme notare che il solidarismo di chi si sentiva sulla stessa barca (canti e bandiere al vento sui balconi) è durato solo un paio di mesi, poi sono venute prepotentemente a galla le recriminazioni, le discussioni, le incompetenze, gli esibizionismi mediatici, gli errori e gli imbrogli, le cavalcate corporative e le retoriche ideologiche. Nessuno escluso, e con qualche responsabilità anche dei media, spesso pronti a rastrellare audience sulle spalle dei lugubri dati statistici giornalieri, a dar spazio al fascino dei professionisti del chiacchiericcio da talk show, a tirare la scienza per la giacchetta.

Ecco, la scienza è forse quella che maggiormente ha dovuto sostenere il peso delle contraddizioni di questo annus horribilis.  E non parlo di quella troppo chiacchierata di opinionisti che si sono improvvisati soloni nelle varie discipline psicosociali, ma di quella costantemente impegnata nel fronteggiare il Covid-19 nei reparti ospedalieri, nei laboratori, nei cicli produttivi farmaceutici.

Talvolta bravissimi virologi non sono stati altrettanto bravi comunicatori, in altri casi sono stati travolti dall’impatto mediatico. Di medici e infermieri si è raccontato retoricamente l’impegno massacrante in corsia sorvolando sui gravissimi errori compiuti dalle regioni nella programmazione sanitaria.

E, soprattutto, non è stato sufficientemente apprezzato lo sforzo della scienza internazionale capace di elaborare dei vaccini antivirali in tempi brevi, fino ad ora ritenuti improponibili. Le sbracate esibizioni di un Trump, di un Bolsonaro e di certi loro sodali, che andrebbero processati alla corte dell’Aja per strage, l’attuale corsa ai vaccini, anche qui gestita in malo modo, tra le grida corporative e scomposte di questa e di quella categoria sociale (con più vaccinati tra i trentenni che tra i settantenni, che mi ha ricordato  i cinici presupposti del vecchio film I viaggiatori della sera), l’ignobile mercato delle vacche internazionale, offendono l’immane sforzo della scienza e delle strutture sanitarie per contrastare la pandemia.

In realtà l’esempio di questi sforzi sarà forse la dote più importante da lasciare ai nostri pronipoti.

A proposito di pronipoti. La next generation se ne faccia una ragione: gli usi, le tecnologie, le nuove forme di immagazzinamento del sapere, l’organizzazione sociale prossima ventura ridurranno all’osso le lezioni in vivo. I giovani non se ne dovrebbero lamentare più di tanto, perché forse sono gli unici che sanno esattamente come interagire, dove mettere le mani, come sfruttare al meglio le potenzialità, tutt’altro che limitate, nel campo dell’apprendimento, dello scambio relazionale e della crescita delle competenze offerte dai social media. I giovani non seguano le lagnanze degli adulti sulle questioni della didattica; sono troppo impregnate di misoneismo tecnologico, di retorica pedagogica, di opportunismi ideologici e sociali per essere credibili. 

Caro direttore, l’impegno non ti mancherà di certo per analizzare e comunicare i tempi nuovi che ci attendono. I mass media tradizionali stanno cambiando rapidamente i loro format originali. La comunicazione è sempre più interattiva e un quotidiano online come Tusciaweb, aperto al contributo dei lettori, che riesce persino a garantire ancora un ruolo alla carta stampata, va considerato una punta avanzata di quella “infosfera” (come la definiva Alvin Toffler) che oggi caratterizza la nostra società complessa.

Buon lavoro.

Francesco Mattioli


Il logo di Galeotti editore

Il primo libro di Galeotti editore, Annus Horribilis – Dodici mesi vissuti col Covid – 34 interviste con intellettuali, scienziati, sportivi, politici, imprenditori lo puoi acquistare sulle grandi piattaforme di vendita on line di libri: Ibs, Amazon, Libreria universitaria, TabookSan Paolo Store
 
Le librerie possono acquistare il libro Annus Horribilis – Dodici mesi vissuti col Covid su Libro Store – Il marketplace dei librai
 
Annus Horribilis – Dodici mesi vissuti col Covid

Incontri al tempo del Coronavirus con Federica Angeli, Maria Anghileri, Alfonso Antoniozzi, Gaetano Azzariti, Matteo Bassetti, Fausto Bertinotti, Emma Bonino, Mario Capanna, Franco Cardini, Carlo Cellucci, Jury Chechi, Paolo Crepet, Guido Crosetto, Antonio Di Pietro, Franco Ferrarotti, Massimo Fornicoli, Franca Fossati-Bellani, Antonio Ingroia, Enrico Magrelli, Valerio Magrelli, Vito Mancuso, Dacia Maraini, Dino Meneghin, Tina Montinaro, Gianluca Nicoletti, Edek Osser, Gino Roncaglia, Nicola Rossi, Massimo Scalia, Vauro Senesi, Sara Simeoni, Riccardo Valentini, Massimo Wertmüller.

Interviste realizzate da Barbara Bianchi, Alessio Bernabucci, Daniele Camilli, Maurizia Marcoaldi, Edoardo Venditti.

A cura di Carlo Galeotti


Annus Horribilis – Dodici mesi vissuti col Covid è stato pubblicato sotto l’egida dell’azienda Saggini Costruzioni

Come nel Rinascimento, è bene che le opere dell’ingegno vengano sostenute economicamente da chi ha la capacità di farlo. In particolare se si tratta di imprese e/o istituzioni che si contraddistinguono per innovazione e per qualità del loro operare.
La cultura è l’unico investimento che garantisce suoi effetti a lungo termine e una ricaduta per tutti i cittadini. Per questo è importante e necessario sostenerla e renderla libera da vincoli e limiti.
I libri di Galeotti editore sono opere che, per il pregio e la libertà che esprimono, si avvalgono del sostegno di aziende private di alta qualità. Questa opera è stata pubblicata sotto l’egida dell’azienda Saggini Costruzioni.

Saggini-costruzioni


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8 aprile, 2021

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