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Viterbo - Ieri mattina i funerali di Sergio Riccardi alla chiesa del Sacro Cuore - Il ricordo delle figlie Eleonora e Veronica - FOTO E VIDEO

“Nostro padre ci ha fatto sempre sentire amate, sostenute e stimate”

di Daniele Camilli

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Viterbo – “Ci siamo sempre sentite amate, sostenute e stimate”. Sono le parole di Eleonora e Veronica Riccardi, le figlie di Sergio, sindacalista della Cgil, segretario generale di una delle sue categorie più importanti. La funzione pubblica. Parole che, a fine messa, lette da Eleonora, la più grande, colpiscono tutti. Per la dignità, profonda, del contenuto. Per il racconto, intimo, che hanno fatto dell’uomo e del sindacalista. Restituendo un ritratto bellissimo e carico di ammirazione. E, infine, l’amore per il padre. Trasmesso in modo delicato e con il rispetto dovuto al genitore che andava di pari passo con il suono della voce.


Viterbo - Veronica ed Eleonora Riccardi

Viterbo – Veronica ed Eleonora Riccardi


Ieri i funerali di Sergio Riccardi, nel piazzale accanto alla chiesa del Sacro Cuore al Pilastro, Viterbo. Celebrati da don Flavio Valeri. Una lezione di vita. Grazie alla sua stessa famiglia cui Sergio ha dedicato l’esistenza senza dimenticarsi che fuori casa c’è anche un mondo che ha bisogno di impegno. E uno nuovo che invece va costruito.



“Sabato, il giorno prima che succedesse – ha detto Eleonora – ero in soffitta a cercare delle cose. E ho trovato diversi scatoloni con le cose del babbo dentro. Libri di ogni genere, di scienza, di storia, di geografia, e ovviamente di politica. La politica che tanto amava. E poi riviste, giornali, appunti, medaglie, coppe, scacchi e tante altre cose. E ho pensato, che fico che eri! Con lui ci potevi parlare di tutto e ci piaceva sempre chiedergli curiosità di ogni genere e lui aveva sempre prontamente la sua risposta”.

Qui c’è l’uomo, nella sua personalissima dimensione. Con la voglia di migliorarsi e diventare qualcos’altro rispetto al punto di partenza. Senza però dimenticare le radici da cui tutto è partito. Per trasformare infine tutto ciò che nel corso della vita si è appreso in qualcosa che poi si restituisce anche agli altri. Come servizio, trasmissione di valori e, quando serve, lotta.


Viterbo - Sergio Riccardi

Viterbo – Il sindacalista della Fp Cgil Sergio Riccardi


Migliorarsi come? Leggendo tutto. “Libri di ogni genere – come ha raccontato la figlia di Sergio, Eleonora -. Scienza, storia, geografia, politica”. Per poter parlare con tutti e di qualsiasi cosa. Sindacalisti. Quelli di una volta, che, assieme ad altri come loro, hanno costruito la democrazia in questo paese. Sostenendone il peso e contrapponendosi agli urti. Migliorarsi poi per i figli ed essere sempre, per loro, un padre, che insegna. Innanzitutto con l’esempio. Educandoli al riscatto attraverso il valore dello studio e della serietà. Con merito e, spesso, con una rigida disciplina. Educandoli a riconoscere i sacrifici, soprattutto se fatti dagli altri, e a vedere dietro ad essi l’uomo e la donna che li compiono. Educandoli, infine, al metodo e alla critica. Criticando prima se stessi per poi passare al mondo.


Viterbo - I funerali di Sergio Riccardi

Viterbo – I funerali di Sergio Riccardi


“Avevamo sia io che Veronica – ha proseguito Eleonora – un rapporto bellissimo con nostro padre, soprattutto perché litigavamo sempre. Chi l’ha detto che l’amore non possa essere fatto di confronti e di scontri? Anche di toni elevati. Ma se alla base c’è rispetto e stima reciproca, tutto ha il suo valore. Poi, proprio quando non mollavo, mi diceva: ‘ricorda che in certo momenti il silenzio è d’oro’. Aveva assolutamente ragione e anche io adesso me la ripeto durante le mie litigate”.


Viterbo - I funerali di Sergio Riccardi

Viterbo – I funerali di Sergio Riccardi


“Il silenzio è d’oro”. Per non dire parole fuori posto, e per non dirle soprattutto alle figlie. Con loro, ieri mattina, al funerale del padre, c’erano anche la moglie Marisa, Vincenza, la madre, i generi Andrea e Mirko, i nipoti Edoardo, Matilde, Cloe, il fratello Roberto, i cognati. Seduti, attorno alla famiglia, tante persone. Anche il sindaco della città, Giovanni Arena, l’ex segretario provinciale del Pd, Andrea Egidi, Alessandro Mazzoli, Giulio Marini, Marcello Meroi. Ognuno di loro, nelle rispettivi ruoli istituzionali, deputato, senatore, consigliere, ha conosciuto Sergio Riccardi, salutandolo, nei giorni scorsi, con parole di affetto e stima sinceri. C’erano infine, disposti in fondo come un picchetto d’onore, i compagni e le compagne del sindacato, la funzione pubblica della Cgil. 

“Era chiaro quanto amasse le persone care – ha proseguito la figlia Eleonora -. Con i suoi difetti e il suo essere burbero, o meglio orso, come dicevamo io e Veronica. Se qualcuno aveva bisogno di aiuto, lui c’era sempre. Mettendosi in gioco, superando i propri limiti”.


Viterbo - I funerali di Sergio Riccardi

Viterbo – I funerali di Sergio Riccardi


“Ci diceva – ha poi aggiunto – : “faccio con i nipoti quello che non ho fatto per voi figlie”. In realtà non è così, perché lui ha fatto tanto per noi. In momenti diversi e in modi diversi. Ci siamo sempre sentite amate, sostenute e stimate. Non credo ce lo abbia mai detto apertamente, ma quello che trasmetteva era sempre chiaro, più delle parole. Con le sue azioni”. 

“Fare con i nipoti ciò che non si è fatto per i figli”. Un imperativo categorico, che molti hanno sentito già dire e molti altri si trovano successivamente a fare. Cosa che però non vuol dire, come hanno ricordato Eleonora e Veronica Riccardi, non aver fatto cose per i figli. Significa invece fare ancora meglio con i nipoti, andando oltre il punto in cui si è arrivati con i figli. La prosecuzione di una vita d’amore che nei figli trova la radice e nei nipoti la conferma. In mezzo le privazioni di una generazione di genitori che sa bene vuol dire sacrificarsi. Il tutto, per quanto riguarda Sergio Riccardi, all’interno di una grande storia sindacale come quella della Cgil. Storia di lavoratori, diritti e democrazia. La storia di questo paese.


 

Viterbo - I funerali di Sergio Riccardi

Viterbo – I funerali di Sergio Riccardi


Infine il rapporto con la madre, Marisa, raccontato anch’esso nell’ultimo saluto al padre delle figlie: “Il suo rapporto con la mamma è stato un altro grande insegnamento per noi – ha detto Eleonora Riccardi -. Sono sempre stati un po’ cane e gatto. Ci ridevamo anche insieme per questo. Come si vedevano si punzecchiavano, ma se non si vedevano si cercavano sempre. Insieme ci hanno trasmesso il vero valore della famiglia, fatto di comunicazione, di fiducia e di sostegno reciproco. Includendo in tutto ciò il bene profondo per la nonna Vincenza, suo fratello Roberto e la sua famiglia”. Un amore antico come il mondo. Amore come “sostegno reciproco”. Al di là di ogni possibile difficoltà. Enea col padre Anchise in spalla e il figlio Ascanio per mano, mentre la città, dietro di loro, brucia. Ieri, alle spalle della signora Marisa, in un angolo della piazza dov’era in corso il funerale, c’era il nipote che le teneva la mano. A stringere e rinnovare anche loro un legame. 


Viterbo - I funerali di Sergio Riccardi

Viterbo – I funerali di Sergio Riccardi


“Poi voglio ricordare il suo amore per lo sport – hanno concluso Eleonora e Veronica Riccardi -. Subacquea, equitazione, sci, le moto, le macchine, i nodi, gli origami, il linguaggio dei segni. Ha sempre avuto questa grande spinta vitale e ha provato sempre a trasmettercela. Per tutto questo dobbiamo ricordarcelo e andare a casa pieni di questo amore che nel corso della sua vita ha assunto, con intelligenza, sempre modi e forme diverse. Anche oggi, essere qui in chiesa, è la testimonianza del suo ultimo cambiamento. Pregare è stata la sua ultima scoperta. E tutti insieme, qui, oggi, abbiamo pregato per te, babbo. Continuando quello che tu ci hai insegnato”.

Daniele Camilli


Multimedia: Fotocronaca: Il funerale di Sergio Riccardi – Video: Il ricordo delle figlie Eleonora e VeronicaIl saluto di don Flavio


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1 aprile, 2021

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