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Coronavirus - Il ministro degli Esteri commenta quanto accaduto ieri - In piazza ristoratori, commercianti e partite Iva per chiedere la riapertura delle attività

Proteste e scontri a Montecitorio, Di Maio: “Violenze da condannare, ma necessario ascoltare i lavoratori”

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Roma – È stata una giornata di proteste e scontri quella di ieri davanti a Montecitorio, sede della Camera dei deputati. Ristoratori, commercianti e partite Iva sono scesi in piazza per chiedere al governo di ripartire. Di poter riaprire le loro attività. Nei tafferugli, che hanno visto lanci di bottiglie e fumogeni, due agenti sono rimasti feriti e diversi manifestanti sono stati fermati.

A commentare quanto accaduto, all’indomani delle proteste, è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Le violenze vanno sempre condannate – ha detto in un intervento radiofonico -, ma i lavoratori che hanno manifestato pacificamente vanno sempre ascoltati. Serve nuovo scostamento di bilancio e un decreto per le piccole imprese”.


Roma - ll sit-in davanti Montecitorio

Roma – Il sit-in davanti Montecitorio


A scendere in piazza,  il popolo delle partite Iva, da tempo costretto a misure e chiusure a causa dei decreti Covid. “Siamo imprenditori, non delinquenti”, hanno urlato ieri al megafono.

Alcuni associazioni e organizzazioni di ristoratori e commercianti hanno deciso di aprire da questa settimana le loro attività per pranzo e per cena. Tra queste anche il Movimento imprese e ospitalità (Mio), che in una nota del 23 marzo affermava: “Da martedì 6 aprile i piccoli imprenditori del comparto dell’ospitalità a tavola (Horeca) associati a Mio Italia, apriranno a pranzo e a cena. Non è una provocazione, né un atto dimostrativo, ma una questione di sopravvivenza”. E proprio il Mio ha commentato i fatti accaduti ieri davanti a Montecitorio. “Mio Italia condanna fermamente, come ha sempre fatto, gesti estremi che possono portare a disordini sociali – ha affermato il presidente Paolo Bianchini -. È evidente, però, e la politica non può girare il capo fingendo di non vedere, che oggi, in piazza Montecitorio, ci sono centinaia di persone disperate, di tutta Italia: imprenditori che hanno perso tutto a causa delle chiusure. E ora non hanno più nulla da perdere. Non si doveva arrivare a questo punto”.

L’obiettivo primario comunque ora rimane quello di dividere la parte dei lavoratori che hanno protestato per un danno evidente da chi invece ha cercato di trasformare il malcontento in rivolta. Cavalcando l’ira. “Non si può accettare che, in una fase così difficile per il paese in cui è richiesto il massimo sforzo di coesione e di reciproca solidarietà, le ragioni della protesta sfocino in comportamenti che provocano ulteriori tensioni e disagi, come nel caso del blocco stradale a Caserta, andando a colpire indiscriminatamente cittadini altrettanto provati dalla crisi causata dal Covid-19″, ha sottolineato la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese.


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7 aprile, 2021

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