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Viterbo - Luca Damiani, dirigente scolastico: "Servono spazi più ampi e una maggiore sinergia con i trasporti" - Ieri il ritorno in classe degli studenti - FOTO E VIDEO

“Scuola, meglio fare lezione in piazza che investire solo sulla Dad”

di Daniele Camilli

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Viterbo – “Va salvaguardata il più possibile la relazione interpersonale, facendo anche lezione in piazza”. Luca Damiani, dirigente scolastico. Ieri il ritorno in classe degli studenti, dall’infanzia alle superiori, dopo l’ennesimo stop alla didattica in presenza dovuto alla zona rossa per contenere la diffusione del Covid. A due mesi dal termine delle lezioni e dagli esami di maturità. E già si pensa a come sarà il prossimo anno, e alle cose da evitare.

Per il preside Damiani, una su tutte. “L’eccessivo ricorso alla didattica digitale”, la didattica a distanza.


Viterbo - Il dirigente scolastico Luca Damiani

Viterbo – Il dirigente scolastico Luca Damiani


Luca Damiani è dirigente scolastico all’Istituto tecnico, ex Itis, Leonardo da Vinci e al liceo scientifico Paolo Ruffini. Entrambi a Viterbo. Il primo in via Alessandro Volta, il secondo tra via della Verità e piazza Dante in pieno centro storico. Tre edifici e circa 2000 studenti in tutto. Più di 1200 allo scientifico e 800 al tecnico. Una popolazione superiore a quella di diversi comuni della Tuscia e, di fatto, con le stesse responsabilità, ma senza gli stessi poteri, di un sindaco.



“La didattica digitale – spiega Damiani – è certamente un mezzo sostitutivo e compensativo. Ma da sola non è sufficiente a salvaguardare la pienezza di una relazione educativa. Quello che andrebbe evitato è un ricorrere a capo fitto a queste logiche eccessivamente viziate e pilotate dalle nuove tecnologie. E’ invece fondamentale, in vista del prossimo anno scolastico, trovare degli spazi alternativi dove svolgere le attività didattiche. Ambienti più ampi. Sistemi tutti da studiare e realizzare in sinergia con le istituzioni, però tali da poter permettere una trasmissione del sapere che non sia incentrata solo sul mezzo informatico”. 


Viterbo - Il ritorno in classe degli studenti

Viterbo – Il ritorno in classe degli studenti


“Io stesso – confida il preside dello scientifico e del da Vinci – come dirigente, ho abusato di questo mezzo di comunicazione. Mentre all’inizio lo vivevo come un’opportunità di sviluppo professionale per la mia formazione, adesso ho un rapporto ambivalente con la macchina tecnologica perché siamo completamente assuefatti. Siamo vittime di questa esagerazione che per forza di cose le attuali disposizioni impongono per poter portare avanti una qualunque attività lavorativa”.


Viterbo - Il liceo scientifico Paolo Ruffini

Viterbo – Il liceo scientifico Paolo Ruffini


Una ripresa al 50% e con doppio turno all’entrata. Alle 8 e alle 10 di mattina. Per fare ritorno a casa alle 13 o tra le tre e le quattro del pomeriggio. Metà degli studenti a casa, in didattica a distanza, e metà in presenza. A scuola. Alternandosi di settimana in settimana. A meno che, nelle prossime settimane, non si ritorni inaspettatamente in zona rossa. Come accaduto una ventina di giorni fa.



“Non c’è una completa sinergia tra orari scolastici e orari dei mezzi di trasporto – spiega infatti Damiani – sia autobus che treni, rispetto ai quali abbiamo ricevuto diverse proteste e manifestazioni di disagio da parte degli studenti e delle famiglia. Abbiamo anche inviato una rassegna di lamentele con l’auspicio che le aziende di trasporto si potessero coordinare con l’ufficio scolastico. Cosa che è avvenuta ma non in misura completa”.


Viterbo - Il liceo scientifico Paolo Ruffini

Viterbo – Il liceo scientifico Paolo Ruffini


E i problemi per studenti e famiglie non sono affatto pochi. “Chi è impegnato nel secondo turno – sottolinea il preside del Ruffini – torna a casa a pomeriggio inoltrato. Quindi, lo spazio necessario per lo studio e la vita privata diventa sempre più ristretto. E questo va anche a discapito della qualità della vita del ragazzo e dei familiari che lo circondano”.



Un anno che tuttavia, si fa per dire, è stato migliore del precedente. “Quest’anno – commenta Damiani – la situazione è stata diversa. L’effetto dirompente è stato certamente ammortizzato, ma si è spalmato sull’intero periodo scolastico. Siamo partiti a settembre con le migliori intenzioni, ma alla fine di ottobre eravamo già nella prospettiva di dover chiudere tutto. E’ tutto l’anno che viviamo così”.


Viterbo - La sindacalista della Uil scuola Silvia Somigli

Viterbo – La sindacalista della Uil scuola Silvia Somigli


Gli alunni della Tuscia, compresi gli istituti comprensivi, sono in tutto 38.500. Le scuole superiori contano 13.086 studenti. 


Viterbo - Il ritorno in classe degli studenti

Viterbo – Il ritorno in classe degli studenti


“Stiamo vivendo un momento molto difficile e critico – dice Silvia Somigli, segretaria generale della Uil scuola di Viterbo -. Una fase in cui la scuola italiana ha dato ampia dimostrazione di valore e professionalità. I docenti sono entrati nelle case degli italiani, dando il meglio. In un periodo di grande disorientamento per tutti, i docenti sono stati a pieno titolo una vera e propria classe dirigente dell’educazione”.

Daniele Camilli


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8 aprile, 2021

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