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Cronaca - Il critico d'arte Vittorio Sgarbi: "Il governo l'acquisti per una cifra che non è superiore alla mediazione per le mascherine che hanno preso quelli che stavano intorno ad alcuni"

Stava per essere messo all’asta in Spagna per 1500 euro, forse è un’opera di Caravaggio

di Edoardo Venditti

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Cronaca – Stava per essere venduto all’asta a Madrid con un prezzo di partenza di 1500 euro, considerato come un dipinto di un artista minore. Poi però sono stati sollevati dubbi, che in poco tempo hanno trasformato la vicenda in un giallo della storia dell’arte. Quel dipinto potrebbe essere infatti molto più prezioso, potrebbe essere nato dai pennelli di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio. Di questo avviso è il critico d’arte Vittorio Sgarbi, che in un video su Facebook ha lanciato un appello al premier Draghi affinché il governo compri e riporti a casa il dipinto.


Madrid - Il dipinto ritirato dall'asta

Madrid – Il dipinto ritirato dall’asta


L’opera stava per essere venduta dalla casa d’aste spagnola Ansorena, che l’aveva catalogata come una “Incoronazione di spine” della scuola di José de Ribera, pittore spagnolo del XVII secolo conosciuto come Spagnoletto. Alcuni storici e critici d’arte hanno però cominciato a sollevare dubbi, affermando che quel quadro potrebbe trattarsi invece dell’ “Ecce Homo” di Caravaggio, del quale nel corso dei secoli si sono perse le tracce. La casa d’aste ha quindi deciso di bloccare la vendita, nell’attesa di accertamenti che possano stabilire con esattezza la paternità dell’opera. “Il lotto è stato ritirato perché dobbiamo fare verifiche e studiare più approfonditamente il pezzo. I proprietari avevano dei dubbi”, fanno sapere da Madrid.

Molto interessato al dipinto si è mostrato anche lo stato spagnolo, che ha dichiarato l’opera non esportabile. A comunicarlo è stato il ministro della cultura José Manuel Rodríguez Uribes. Nella speranza che si tratti di un Caravaggio, Uribes ha chiesto alla comunità autonoma di Madrid di dichiarare l’opera “bene di interesse culturale”, una misura che permetterebbe momentaneamente alla Spagna di controllare più da vicino il dipinto. E nel caso in cui i proprietari decidessero in futuro di procedere con la vendita, l’amministrazione madrilena avrebbe un diritto di prelazione entro due mesi.

Secondo quanto riportano alcuni documenti d’archivio, Caravaggio dipinse un Ecce Homo nel 1605 per il cardinale Massimo Massimi. Intorno alla metà del secolo, però, si perdono le tracce dell’opera, che secondo diversi storici sarebbe finita in Spagna. Al momento, l’unico Ecce Homo di Caravaggio è quello custodito a palazzo Bianco a Genova. L’opera gli fu attribuita nel 1954, ma in quell’occasione non tutti i critici d’arte si erano dichiarati d’accordo. Se il dipinto spagnolo dovesse essere considerato caravaggesco, allora di contro potrebbe essere messa nuovamente in dubbio la paternità del quadro genovese. 

Nell’attesa che gli esperti si pronuncino sull’opera spagnola, il critico d’arte Vittorio Sgarbi si è detto sicuro che il dipinto sia di Caravaggio. “Il quadro parla da solo – ha affermato in un video su Facebook -, la sua forza è la forza della realtà. Sarebbe una giusta ragion di stato e giusto senso della grandezza dell’Italia che il presidente del consiglio Draghi chiedesse al governo spagnolo di concedere che il dipinto torni in Italia”. Non manca un pizzico di polemica nelle parole di Sgarbi: “L’Italia potrebbe fare un acquisto emblematico con una cifra che non è superiore alla mediazione per le mascherine che hanno preso quelli che stavano intorno ad alcuni, alcuni innocenti. I 70 milioni di euro per le mascherine sono il valore con cui si potrebbe acquistare il dipinto, arrivando fino a 100”.

“Meno mascherine, più Caravaggio – conclude Sgarbi -. Le mascherine servono, quando sono utili. Spesso non servono, o servono solo a far guadagnare soldi a quelli che non comprano un Caravaggio ma magari si pagano delle grandi vacanze nel mondo. Con quei soldi, sequestrati o trovati dallo stato, potremmo avere Caravaggio in Italia”.


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8 aprile, 2021

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