Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Vittime costrette a chiudersi a chiave in camera per sfuggire alla violenza

Terrorizza moglie e figli, marito-padrone condannato a 4 anni e 4 mesi di carcere

Condividi la notizia:

Un'auto della polizia

Un’auto della polizia


Viterbo – (sil.co.) – In casa un clima di puro terrore. Moglie e figli, quando c’era lui, sarebbero stati costretti a rifugiarsi un camera da letto e chiudersi dentro a chiave, con lui che da dietro cercava di buttare giù le porte a pugni e calci per picchiarli.

Ieri è stato condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione per maltrattamenti aggravati in famiglia dal collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini. L’imputato dovrà inoltre versare cinquemila euro ciascuno ai tre congiunti, che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Guido Conticelli.

Il pubblico ministero Paola Conti aveva chiesto quattro anni, senza alcuna attenuante, sottolineando come l’uomo avesse analoghi precedenti sempre per violenza domestica nei confronti della moglie e dei due figli, entrambi maschi. 

La situazione è precipitata l’11 settembre 2019 quando, verso le cinque e mezza del pomeriggio, la moglie è stata costretta a chiedere l’intervento del 113 presso l’abitazione di famiglia, nell’immediata periferia del capoluogo, in quanto il marito, propenso anche ad alzare sovente il gomito, stava dando in escandescenze.

L’imputato, durante un violento litigio mentre era in stato di ebbrezza alcolica, nonostante la presenza del figlioletto minore della coppia, avrebbe coperto di insulti e aggredito la compagna, strappandole il cellulare dalle mani, secondo l’accusa per impedirle di chiedere aiuto e isolarla. Il figlio maggiore, che stava in un’altra stanza, quando ha sentito le grida, sarebbe accorso in aiuto, temendo per l’incolumità della madre e del fratello. 

La polizia avrebbe trovato le vittime talmente sotto shock da non essere nemmeno in grado, sul momento, di sporgere denuncia. Agli atti del processo anche un dv contenente intercettazioni e reperti audio di messaggi vocali inviati all’ex moglie, terrorizzata così come i figli, tramite Whatsapp. 

 

 

 

 

 


Condividi la notizia:
8 aprile, 2021

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR