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La crisi c’è, ma i politici dormono

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Confindustria sindacati

Delli Iaconi, Perinelli (Cgil), Merlani

In cinque anni non è cambiato quasi niente. Anzi. La crisi si è aggravata e le istituzioni sono rimaste a guardare.

Questo, in sintesi, è il bilancio stilato da Confindustria, Cgil, Cils e Uil, che si sono incontrate per rinnovare il protocollo d’intesa del 2005.

“L’aggiornamento dopo cinque anni – spiega il presidente di Confindustria, Domenico Merlani – sottolinea la gravità della crisi. La gran parte delle problematiche che avevamo individuato nel 2005 ci sono ancora e sono peggiorate. Ora è arrivato davvero il momento di agire”.

Confindustria e i sindacati puntano il dito contro le istituzioni locali. “I politici sono distratti dai loro problemi interni – continua Merlani -. La Provincia, ad esempio, non dà risposte concrete e ogni giorno che passa il problema diventa peggiore. La crisi è dilagante e la disoccupazione aumenta a macchia d’olio. Non si può continuare così”.

Il protocollo oltre a rimarcare le difficoltà rimaste immutate in questi cinque anni, propone iniziative e progetti per frenare la recessione.“Per il 19 giugno – dice Merlani – abbiamo in programma gli Stati generali delle costruzioni.

Vi parteciperanno Confindustria, le tre maggiori sigle sindacali e le associazioni di categoria. Sarà un banco di prova e di confronto con le amministrazioni locali. Più avanti penseremo anche al distretto ceramico di Civita, l’altro polo industriale della Tuscia che merita attenzione e sostegno”.

La disoccupazione è all’11,7% – aggiunge Miranda Perinelli, segretario di Cgil -. E’ un dato preoccupante che non può essere sottovalutato. Per dargli un freno bisogna puntare sulle infrastrutture, sull’innovazione tecnologica e sulle energie rinnovabili”.

Preoccupante anche il disinteresse delle isitituzioni locali alla formazione.“La Provincia in questi anni ha attivato una serie di corsi – spiega Giancarlo Turchetti, segretario della Uil – che però non sono serviti praticamente a niente. E’ inutile che si spendono soldi per formare figure professionali delle quali non c’è domanda”.

“E’ arrivato il momento di stimolare la produzione – continua -. E’ ora di puntare sull’industria e sulle infrastrutture. Soprattutto in un momento come questo in cui Comune, Provincia, Regione e Governo sono della stessa corrente politica. Non si può non approfittare di questa coincidenza”.

Tra i progetti da realizzare spicca come al solito l’aeroporto. “Sono state fatte troppe promesse – dichiara Rosita Pelecca, segretrio di Cisl -. C’è un ritardo generale in tutti i campi. Sullo scalo, ma non solo. Penso ad esempio al Parco scientifico e tecnologico che non ha prodotto praticamente nessun risultato in questi anni. E questo dipende da una mancanza strutturale di organizzazione e di interesse”.

Infine una buona parte di responsabilità viene data alla gestione dell’urbanistica. “Il settore delle costruzioni non può svilupparsi se non c’è il posto per costruire – conclude Antonio Delli Iaconi, direttore di Confindustria -. Questo è uno dei tanti sintomi della mancanza di organizzazione e programmazione urbanistica. Sono tanti gli imprenditori che stanno provando a investire sull’innovazione, ma se gli enti locali non intervengono a sostenerli sarà sempre tutto inutile”.


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