– Falsa partenza per il processo D’Ascanio.
Come lo scorso 16 luglio, anche stavolta l’udienza è saltata per una mancata notifica al titolare dell’agenzia pubblicitaria Studio Uno, alla sbarra insieme ad altre quattro persone per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
Un errore procedurale che ha costretto il collegio dei giudici (presidente Maurizio Pacioni, giudici a latere Eugenio Turco e Michele Romano) a rinviare ancora l’apertura del processo Love’s House, fissata per il prossimo 15 marzo.
Quello di stamattina è il terzo rinvio consecutivo per il processo a D’Ascanio.
Il primo stop è stato a giugno, quando il presidente del collegio giudicante Gaetano Mautone, si dichiarò incompatibile. Il secondo un mese dopo, a causa, come stamattina, di un difetto di notifica.
Il processo Love’s House prende il nome dal blitz congiunto di polizia e carabinieri del gennaio 2007. Un’operazione che portò all’arresto, oltre che di D’Ascanio, anche degli immobiliaristi Daniele Califano e Alessio Dottarelli (che hanno patteggiato), rendendo possibile l’individuazione di due diversi filoni di indagine. Quello immobiliare, relativo ai 37 appartamenti sequestrati in tutta Viterbo, dove si sarebbero prostituite centinaia di ragazze extracomunitarie. E quello pubblicitario, per cui è stato inquisito D’Ascanio, accusato, come titolare dell’agenzia Studio Uno, di aver pubblicato annunci erotici molto espliciti su un quotidiano locale.
Il fascicolo è stato aperto dai sostituti procuratori Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci.
