– Operazione Ferento.
Questo il nome del blitz eseguito nella notte tra venerdì e sabato dal nucleo operativo della compagnia carabinieri di Viterbo. Blitz che ha portato all’arresto di quattro persone, tra cui un viterbese, originario di Grotte Santo Stefano, per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.
Gli uomini del capitano Raffaele Gesmundo tenevano d’occhio da qualche tempo la zona artigianale di Grotte Santo Stefano, ritenendo che, proprio in quell’area, fosse stata allestita una piazza di spaccio.
I militari avevano notato, in particolare, un certo movimento in un magazzino di Grotte, non lontano dall’area archeologica di Ferento.
E’ qui che, coordinati dal tenente Giovanni Martufi, hanno fatto irruzione nella tarda serata di venerdì, sorprendendo all’interno otto persone: il proprietario del capannone, un viterbese sulla quarantina, tre romani che importavano cocaina dalla Capitale e quattro acquirenti, di età compresa tra i 22 e i 38 anni. Tutti operai della zona artigianale di Grotte che, nel fine settimana, spendevano una parte delle loro buste paga nell’acquisto di stupefacenti.
La droga, cocaina purissima, veniva tagliata direttamente nel magazzino, con la complicità del proprietario, che tratteneva per sé una parte dello stupefacente invenduto.
Un’operazione antidroga che, grazie alle successive perquisizioni dei carabinieri, ha avuto un ulteriore risvolto.
Nello stesso capannone, infatti, oltre che nell’auto del viterbese e nella sua abitazione, i militari hanno trovato anche numerosi reperti archeologici di epoca etrusca e villanoviana. Una ventina di pezzi provenienti, con tutta probabilità da scavi clandestini, il cui valore andrà, ora, stimato dalla soprintendenza per i beni archeologici, che dovrà anche verificarne l’autenticità.
Tra i reperti rinvenuti dagli uomini dell’Arma, un cratere, un lacrimario, un’ampolla, il residuo della lavorazione di un’anfora a forma di serpente, un contenitore per profumi femminili, tre minisculture in bronzo raffiguranti dei guerrieri etruschi, una spilla e dei pezzi di urna cineraria.
Sequestrati anche 10 grammi di cocaina, dei cellulari, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento della droga, un coltello e gli oltre mille euro con i quali gli acquirenti avrebbero comprato lo stupefacente.
I romani e il viterbese sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di droga. Oltre a quest’accusa il proprietario del capannone è stato anche denunciato per la detenzione dei reperti archeologici che, come ammesso dal 40enne, erano esclusivamente di sua proprietà.
Quanto ai quattro operai sorpresi nel blitz dei carabinieri, sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori di stupefacenti.
