– C’è chi è andato nel Pallone, chi si è fatto un Piso(lino), ma alla fine gran parte delle oltre duecento persone presenti all’incontro targato Pdl e voluto da Giulio Marini, ieri sera sono riusciti ad arrivare fino alla fine.
Ascoltando il presidente del gruppo alla Camera Cicchitto raccontare gli ultimi venti anni di storia italiana. Dalla caduta del comunismo, passando per tangentopoli e l’ascesa in politica di Berlusconi, collante tra Lega e Msi.
E il futuro? Al voto subito, tra poco o mai? Non ha fatto previsioni. Forse in primavera. Chissà. Cicchitto è arrivato in ritardo, proprio mentre stava per essere sostituito da Cecchetto. Purtroppo si è perso l’inno a Silvio, sigla iniziale dell’appuntamento, in cui Giulio Marini ha rivelato:
“Io sono per andare alle elezioni se non c’è una maggioranza”. E se si va al voto: “La mia gente sa che farò. Rimarrò a fare il sindaco di Viterbo. Sempre che la mia maggioranza lo voglia”. Tra dimettersi da primo cittadino per ricandidarsi in Parlamento e restare a palazzo dei Priori, Marini sceglie Viterbo. Sempre che i suoi lo vogliano. Eventualmente fateglielo sapere per tempo. Non a elezioni politiche fatte.
E’ stata una delle poche rivelazioni della serata, cui un po’ tutto il Pdl era presente. Non solo l’ala azzurra. C’erano anche Giancarlo Gabbianelli e Candido Socciarelli, tutti e due in prima fila perché insieme fanno rima.
Tra i primi posti Massimo Fattorini e Adelio Salvatori, che non potendo scambiare punti di vista, a un certo punto si sono scambiati gli occhiali. C’è pure Baccini. Non il cantante, come qualcuno sperava.
E poi il sindaco di Civitavecchia Moscherini. Un personaggio. Che purtroppo politici viterbesi (assessori, consiglieri e non solo), non conoscono. Alla domanda, chi è? Cinque su sei rispondono non so’. Solo il presidente della Provincia Meroi risponde esattamente. Il ragazzo ha studiato. Forse perché fuori Mario Lega gli aveva fatto ripetizione con le figurine dei presenti.
Sul palco, per tutta la durata dell’evento, Laura Allegrini. Ha il posto riservato e non lo lascia. Se lo tiene caro. Ora che c’è. Non per niente a chi la saluta: “Buonasera senatrice”, lei risponde, “Chissà ancora per quanto”.
Sotto il palco, Paolo Equitani e l’assessore regionale Angela Birindelli. Che Francesco Battistoni riesce a dividere. Sedendosi in mezzo.
La serata è lunga. Il coordinatore Pallone si fa portare una risma di carta. Deve scrivere le sue memorie. Tra i presenti, molti quarantenni. Politici e di fatto.
Alla fine la riunione è stata un successo, coronato da Laura Allegrini.
Spera nel buonsenso dei finiani, ma altrimenti il Pdl è pronto per tornare al voto. Lo chiede alla platea: “Siete pronti?”. E qualcuno pensa che stia per cominciare il concerto di Madonna.
Invece è Laura – senatrice chissà per quanto – Allegrini. E le canta solo a Fini.
