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Il profumo dei libri

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– Provocazione, provocazione e ancora provocazione. Stampa alternativa, la creatura di Marcello Baraghini, compie 40 anni. Una storia fatta di carta e di inchiostro. Ma soprattutto di idee liberali e radicali. Idee sostenute anche quando non andavano di moda.

Una storia fatta di tanti uomini e donne che negli anni hanno incrociato questa straordinaria casa editrice che opera a Viterbo.

Sabato c’è stato un primo incontro per festeggiare i 40 anni della casa editrice. Un vero e proprio icastico amarcord che si è svolto sabato alla libreria dei Salici, in via Cairoli a Viterbo.

Padrona di casa Anna Saleppichi, uno dei punti di riferimenti storici della casa editrice, curatrice di magiche collane soprattutto per quel che riguarda il versante narrativo. Dietro le quinte come sempre, ma artefice dell’iniziativa, come sempre, Angelo Leone. Altro architrave che per anni ha sostenuto le sorti di Stampa alternativa.

All’incontro hanno partecipato tre degli autori viterbesi che hanno collaborato con la casa editrice: Andrea Arena, Carlo Galeotti e Antonello Ricci.

Soprattutto Galeotti e Ricci hanno delineato alcuni momenti della storia di Stampa Alternativa.

Arena ha ricordato “la libertà assoluta” con cui ha potuto dar vita al suo libro sul tifo ultras. Un’opera che ha precorso non pochi temi che hanno poi conquistato l’attenzione del mondo mediatico.

In pieno spirito baraghiniano, Antonello Ricci non ha mancato, pur riconoscendo l’importanza della casa editrice sul piano culturale, di ricordare anche alcuni passi falsi inerenti tutta la vicenda della pubblicazione delle opere di Bianciardi.

Con uno dei libro che pur essendo stato stampato non ha trovato mai la via dello scaffale di libreria.

“D’altra parte – ha spiegato Ricci – Stampa alternativa è guidata da un editore poeta con tutto quello che questo comporta nel bene e nel male“.

Ricci e Galeotti hanno ricordato come Stampa alternativa sia stata qualcosa di più di una semplice casa editrice. Con ricadute nel costume pesanti. Basti pensare all’invenzione dei Millelire che hanno rappresentato qualcosa di ontologicamente diverso da un libro.

“Ho collaborato alla realizzazione e ho costruito diversi Millelire – ha raccontato Ricci -. Ogni volta si è trattato di un’avventura, di una emozione. Il fatto stesso che un Millelire ponga dei limiti drastici di spazio, comporta per lo scrittore una ferrea disciplina. Un rigore assoluto. Una moralità linguistica”.

Più affettuoso il ricordo di Galeotti che si è lasciato andare anche una qualche nostalgia ricordando l’incontro con Baraghini.

“Per anni con Marcello c’eravamo detti di fare un’intervista ma gli impegni avevano sempre rinviato l’appuntamento. Poi l’incontro sfociato in una intervista di due pagine tabloid. Con Marcello che raccontava il suo essere stato latitante nella bassa Toscana per reati di stampa. Aveva pubblicato un opuscolo “Contro la famiglia” e gli si era scatenata contro la canea della destra cattolica italiana con tanto di denunce. Poi lo sbarco nel Viterbese per pubblicare i suoi libri. Quando lo incontrai per l’intervista – confessa Galeotti – non senza un po’ di pudore gli dissi: “A me piace anche il profumo dei libri”. E Marcello mi rispose: “Anche a me piace l’odore dell’inchiostro e della tipografia”. Fu un colpo di fulmine”.

La collaborazione di Galeotti portò in primo luogo alla pubblicazione del primo libro di un autore cattolico: Don Lorenzo Milani. Un profeta e un provocatore.

“Inviai il testo dell'”Obbedienza non è più una virtù” di don Milani a Marcello e dopo 48 ore ricevetti il suo ok entusiasta. Non è poco per una casa editrice laica al cento per cento“.

E poi la pubblicazione dei catechismi fascisti e delle piccole e grandi antologie sulla libertà e il pensiero liberale. Testi, curati da Galeotti, che già contenevano chiarissima la critica al potere berlusconiano nascente e travolgente.

Questo in tempi non sospetti, quando la nave berlusconiana imbarcava: socialisti, liberali, repubblicani, democristiani, comunisti, radicali… Come dire tutti o quasi.

Testi che oggi, che la nave berlusconiana sembra affondare, appaiono di una tragica attualità.

Ma la celebrazione di Stampa alternativa non si è conclusa sabato.

Prossimo appuntamento per per i 40 anni di Stampa alternativa sarà venerdì 19 novembre sempre alla libreria dei Salici. Con Marcello Baraghini che verrà intervistato proprio da Carlo Galeotti.


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