![]() |
Skimmer e microcamera.
Erano questi gli “arnesi del mestiere” di una banda specializzata nella clonazione di carte bancomat, sgominata nel fine settimana dai carabinieri di Viterbo.
Un’operazione denominata Skimmer, dal nome del dispositivo utilizzato dal gruppo, che ha portato all’arresto di tre persone, tutte di nazionalità bulgara: B.M., 26enne, P.D. 43enne e I.M. 31enne. E’ proprio da quest’ultimo, considerato la mente della banda, che i carabinieri, sono riusciti a risalire ai complici e a portare a termine l’operazione.
Come spiegato dal capitano Raffaele Gesmundo, nella conferenza stampa di questa mattina al comando provinciale, I.M. è statobloccato in flagranza di reato mentre recuperava i dispositivi installati due giorni prima nella filiale viterbese del Monte dei Paschi di Siena.
I congegni, che sarebbero stati poi installati in altre filiali della stessa banca, erano sempre gli stessi. Una microcamera montata sul pannello di controllo, per registrare la digitazione del pin, e uno skimmer. Una sorta di mascherina che riproduce la fessura di inserimento del bancomat, dotata di un microchip in grado di copiare la banda magnetica della carta e, quindi, i suoi dati.
“Un’attrezzatura sofisticata – ha spiegato il tenente Martufi -, che la banda realizzava artigianalmente e autonomamente. Dei veri esperti della materia, insomma, in grado di cotruire da soli tutto l’occorrente”.
Dopo aver colto il flagrante la mente del gruppo, i carabinieri hanno acciuffato gli altri due sul treno, appena prima che riuscissero a scappare a Fiumicino. E’ proprio qui, in casa di uno dei tre, che la banda aveva stabilito la propria base, che fungeva anche da laboratorio in cui costruire i dispositivi per la clonazione delle carte.
L’intero materiale utilizzato per la realizzazione dei congegni, trovato nell’appartamento a Fiumicino, è finito nelle mani dei carabinieri.Sequestrati anche dei “pizzini” nei quali il gruppo aveva annotato gli indirizzi dei prossimi obiettivi. Si trattava, per lo più, di istituti di credito del Lazio e della Toscana, specialmente del Viterbese (Viterbo, Montefiascone, Vallerano, Acquapendente, Grotte di Castro) e del Grossetano (Pitigliano, Sorano e San Casciano dei Bagni).
Nell’auto con cui i tre erano venuti a Viterbo, inoltre, gli uomini dell’Arma hanno trovato un computer collegato a una chiavetta infrarossi, in grado di carpire istantaneamente i dati della banda magnetica e di acquisire le immagini riprese dalla microcamera.
“Il miglior modo di proteggersi da questo tipo di raggiro – ha spiegato il capitano Gesmundo – è di digitare il Pin della carta coprendo la mano con un qualsiasi oggetto o anche con l’altra mano. Consigliamo, inoltre, al cittadino di guardarsi sempre intorno e di contattare immediatamente il 112, in caso di movimenti sospetti”.
Al termine della conferenza, il comandante provinciale Gianluca Dell’Agnello ha espresso la sua soddisfazione per la buona riuscita dell’operazione.
“I miei uomini hanno lavorato giorno e notte per ottenere questo risultato – ha affermato il comandante -. A loro, non può che andare tutta la mia stima e gratitudine per il loro impegno, al servizio dei cittadini“.
