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| Il sindaco Marini con il ministro Sacconi all’Assemblea di Confindustria 2010 |
– Gli imprenditori dovrebbero costruire e non disfare.
A Giulio Marini l’uscita del presidente Confindustria Lazio Stirpe, proprio non è andata giù e ad assemblea chiusa non glielo ha mandato a dire.
“Vedo solo chiacchiere. Stiamo lavorando ai progetti preliminari, ferrovie, viabilità – spiega Marini – il Comune fa la sua parte. Ma gli altri che fanno? Aspettano. Non solo. Danneggiano pure chi lavora”.
E non spetta agli imprenditori stabilire le sorti dello scalo viterbese. “Per questo ci sono organi competenti – continua Marini – Enac, Enav, ministero, trovo irriguardoso che chi dovrebbe spingere per il progetto, venga a Viterbo con idee e supposizioni personali d’altra natura. Gli imprenditori farebbero bene a fare il loro mestiere”.
Certo, pure Tajani non ha rassicurato. Mancano le infrastrutture e i soldi pure. “Non mi preoccupa la tempistica. Per fare uno scalo non ci si mette un anno.
Posso capire che Adr preferisca investire sul suo sedime, a Fiumicino, ma il Governo ha stabilito un’altra cosa e Adr si deve adeguare. Se non vuole, si troveranno altri interessati. Ci sono”.
Punta il dito contro l’imprenditoria e non solo, anche Ugo Sposetti (Pd).
“Quanto dichiarato all’assemblea degli industriali di Viterbo – dice Sposetti – è la conferma che Governo, Regione, Provincia e Comune, tutti di centrodestra, ricevono ordini dai palazzinari romani, per violentare ancora Viterbo e la Tuscia. Marini e Meroi cos’hanno da dire?
Sindaci e presidenti, che ho conosciuto negli anni, hanno ottenuto risultati conducendo battaglie anche contro i loro stessi partiti e maggioranze a loro vicine. Marini e Meroi hanno condiviso il piano sanità che massacra i servizi a Viterbo.
Ora i palazzinari romani danno anche gli ordini. Che tristezza!
Poi, non trovo parole per commentare l’assemblea industriali di Viterbo. Presidente e direttore mi sembrano Tafazzi”.
