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Truffa a un anziano, due arresti

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La carta moneta sequestrata

– Truffa agli anziani, due arresti.
I carabinieri di Orte hanno arrestato due pregiudicati di Messina, per truffa ai danni di un anziano di Todi.

In particolare, nella mattinata del 17 novembre, nel centro storico del paese, un 76enne del luogo sarebbe stato avvicinato da un uomo che si presentava come cittadino svizzero.

Stando alle ricostruzioni, l’uomo avrebbe detto di essere venuto in città per rintracciare un medico che aveva curato il padre, ex combattente di guerra, a cui doveva consegnare dei soldi.

A questo punto si sarebbe avvicinato un terzo uomo che si sarebbe presentato come un avvocato di Foligno.

In base a quanto hanno accertato i carabinieri, anche lui, il cittadino elvetico avrebbe raccontato la storia del padre che era morto e la necessità di rintracciare un medico di Todi per donare la somma di 150mila euro, così come indicato nel testamento del defunto genitore.

Il presunto avvocato si sarebbe subito disponibile a ricercare notizie sul medico tuderte, facendo finta di contattare telefonicamente l’ordine dei medici. Fatta la telefonata, il legale avrebbe detto che il medico in questione era morto e a tale notizia il cittadino svizzero avrebbe iniziato a disperarsi, fingendo di piangere e decidendo comunque di donare la cospicua somma a favore di un’associazione di combattenti mutilati di guerra.

Qui sarebbe scattata la truffa, raggirando l’anziano sul fatto che per poter fare la donazione era necessaria l’intermediazione di un notaio, la cui parcella sarebbe stata, a termini di legge come asserito dai malviventi, di 50mila euro. L’uomo si sarebbe di nuovo disperato per l’impossibilità di reperire questa somma essendo così lontano da casa.

Il complice avvocato, fingendosi commosso, si sarebbe reso subito disponibile a fornire parte della somma che però, non avrebbe potuto coprire interamente per una non sufficiente liquidità sul suo conto corrente in una banca di Todi in cui sarebbe entrato, uscendone poco dopo con una mazzetta di soldi realizzata ad arte e che simulava 32mila euro in vari tagli.

Per trarre in inganno la vittima, a questo punto avrebbero una truffa nella truffa. I due avrebbero proposto alla vittima di fornire i restanti 18mila euro, in cambio dei quali avrebbe ottenuto, non appena lo svizzero fosse ritornato in patria, un bonifico che avrebbe ricoperto la somma prestata più ulteriori ottomila euro come rimborso per il disagio e attestazione di stima per la solidarietà dimostrata.

Il 76enne, vista l’offerta allettante, avrebbe accettato e, accompagnato dall’avvocato e dallo svizzero, avrebbe prelevato 17mila euro nella sua banca del centro storico, consegnandoli ai due. Subito dopo, l’avvocato, sostenendo che per effettuare l’atto dal notaio occorrevano delle marche da bollo, avrebbe chiesto all’anziano di andarle ad acquistare, facendosi consegnare con una scusa anche il suo telefono cellulare per evitare che potesse allertare immediatamente le forze dell’ordine.

L’anziano, all’uscita dalla tabaccheria, non avrebbe trovato più né il falso avvocato né il presunto cittadino svizzero. Entrambi si sarebbero allontanati con i 17mila euro e il telefono cellulare. L’anziano ha allertato subito i carabinieri di Todi, raccontando nei dettagli l’accaduto.

Sono immediatamente scattate le ricerche dei due fuggitivi, attivando anche i territori vicini tra cui Orte. I militari della stazione, in servizio perlustrativo, hanno immediatamente predisposto un posto di controllo nei pressi del casello autostradale e, con la descrizione sommaria dei soggetti e della macchina usata per scappare, hanno intercettato dopo poco un veicolo che corrispondeva alle informazioni fornite.

Perquisendo il vano portaoggetti è stata infatti ritrovata sia l’intera somma truffata che la mazzetta finta. Del cellulare invece nessuna traccia, in quanto, per stessa ammissione dei malfattori, sarebbe stato immediatamente buttato via per evitare di essere tracciati.

I due sono quindi stati arrestati con l’accusa di truffa aggravata e furto. Si tratta di un 58enne e un 55enne, entrambi di Messina. A conclusione degli atti sono poi stati portati nel carcere di Viterbo.


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