| Video – Donna massacrata Intervista al capitano Santon |
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– In fin di vita con un polmone perforato.
E’ questo l’epilogo dell’aggressione ai danni della vedova di 56 anni, picchiata a sangue, secondo i carabinieri, da M.M., il figlio 22enne, fermato a Sipicciano.
Una lite talmente violenta che è stata confermata dalle tracce di sangue ritrovate in seguito ai rilievi svolti dai carabinieri nella casa del 22enne.
“La difficile situazione familiare del ragazzo che va avanti da anni – dice Sergio Santon (video), capitano del nucleo investigativo di Viterbo – sarebbe sfociata nell’aggressione del 10 novembre. Si tratta dell’ennesima lite ai danni della madre, nata poi per futili motivi: i soldi della paghetta probabilmente”.
Le indagini sono scattate dopo la segnalazione dei medici, che hanno visitato la donna, ai carabinieri di Graffignano che subito dopo hanno allertato quelli di Viterbo. “I sanitari hanno chiamato la stazione dei carabinieri di Graffignano – continua Santon – perché le ferite riportate dalla donna erano incompatibili con le sue dichiarazioni. Lei aveva detto di essersele procurate cadendo dalle scale.
I medici, però, parlano di un polmone perforato da una costola, una ferita non compatibile con una semplice caduta”. Tesi avvalorata dal fatto che la donna abita al primo piano, in una casa che non ha scale.
Gli episodi di violenza sarebbero andati avanti da parecchio tempo. I carabinieri della stazione di Graffignano, coordinati dal luogotenente Raffaele Abate, tenevano sotto controllo la situazione da anni,specie dopo le numerose segnalazioni dei vicini del giovane che spesso hanno sentito rumori e urla provenire dalla casa.
“L’aggressione avvenuta nella notte tra il 9 e il 10 novembre – spiega Santon – non è un caso isolato. Sia la madre che il padre, prima di morire nel 2008, sono stati ripetutamente picchiati. La stazione di Graffignano ha più volte segnalato gli episodi all’autorità giudiziaria, ma poi sono sempre stati bloccati perché i genitori del ragazzo coprivano il figlio”.
Una lunga storia fatta di botte. “Nei referti dei ricoveri della donna – aggiunge Santon – si parla di trauma cranico, ferite lacero contuse e non da ultimo un pugno che non le permetteva di vedere da un occhio”.
Episodi che riguardavano anche il marito della donna. “Anche il padre di M.M., tunisino, è stato più volte picchiato. L’uomo, però, è arrivato anche a ritrattare dichiarazioni in cui parlava di vicende del genere. Una volta raccontò di essere stato aggredito dal figlio e dopo poco ritirò quello che aveva detto, affermando di essersi sbagliato”.
L’uomo è morto nel 2008 per un’emorragia cerebrale causata, si pensa, dalla pressione alta. “La morte dell’uomo – afferma Santon – è avvenuta per un’emorragia, ma non si escludono altre ipotesi.Il decesso dell’allora 48enne è un episodio che merita sicuramente degli approfondimenti”.
Dopo anni, comunque la copertura è crollata insieme al ragazzo. “Abbiamo rintracciato M.M. a Roma. Il 22enne era nei pressi dell’ospedale, dove aveva seguito la madre che era stata trasferita da Belcolle, in cui era stata ricoverata in un primo momento. Una volta bloccato il giovane ha ammesso le sue responsabilità”.
Al momento M.M si trova nel carcere di Mammagialla in attesa dell’udienza di convalida del fermo che si è svolta questa mattina. L’accusa che pende sul 22enne è di lesioni gravi.










