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Una scelta consapevole

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Angelo Russo

– C’è un momento particolarmente importante dello sviluppo: la pubertà. E’ il momento in cui avviene la metamorfosi attraverso la quale il corpo della bambina diventa corpo di donna capace di maternità e quello del bambino si trasforma in corpo di uomo, capace di fecondare.

Per le femmine avviene con un anno o due di anticipo rispetto ai maschi. Questo periodo coincide grosso modo, con l’inizio dell’adolescenza o preadolescenza.

Intorno ai 13/14 anni, proprio nel bel mezzo di questo dilemma, dove si sta elaborando la ricostruzione della propria immagine, che inizia ad essere percepita da adulto, con tutte le problematiche del caso, c’è un altro problema: la scelta scolastica dopo la terza media.

Cosa fare? Come scegliere? La scelta dovrebbe essere un percorso educativo – orientativo ricco di approfondimenti affinché ogni ragazzo/a possa effettuare una scelta coerente con le proprie risorse.

Occorre essere scevri da condizionamenti e compiere una scelta consapevole. Come accennato, la scelta avviene in un momento molto particolare della propria vita: il corpo che cambia, le prime cotte, i turbamenti, la richiesta di autonomia nei confronti dei genitori e un apparato psichico e una condizione sociale che ancora non lo consente. Incongruenze, spirito rivoluzionario, deliri di onnipotenza ma anche frustrazioni e paure. Tutto e il contrario di tutto spesso caratterizzano spesso questa fase della vita.

E a proposito della scuola ecco alcune frasi scritte da alcuni ragazzi di terza media ai quali è stato chiesto cosa avrebbero fatto alle superiori:

Stella – Farò l’artistico perché mio padre ha sempre desiderato che lo facessi. Infatti quando ero piccola, mio padre, mi faceva tanti ritratti.

Davide – Voglio fare il calciatore o l’architetto, in quarto superiore proverò a fare le selezioni per il calcio delle grandi squadre, se non va bene farò l’architetto, però mi dicono che ho una bella voce. Potrei cantare, ma non mi piace.

Andrea – Colleziono soldatini e pugnali. Farò l’accademia come mio padre.
Simona – Farò lo scientifico perché mi piace, anche se in matematica non vado tanto bene e lì dicono che è tosta, però ci vanno le mie amiche così restiamo insieme.

“Voglio trovare un senso a questa situazione/Anche se questa situazione un senso non ce l’ha” direbbe Vasco Rossi nella sua celebre canzone.

In realtà scegliere la scuola superiore comporta disegnare un progetto di vita futuro adeguato alle proprie risorse personali e alle proprie aspettative. Implica inoltre la conoscenza della società, del mondo del lavoro e delle sue trasformazioni.

Per effettuare una scelta consapevole è necessario il contributo di tutti i soggetti interessati: la famiglia, L’alunno/a, l’Istituzione scolastica. Condividiamo tutti l’idea che i ragazzi all’uscita della scuola media non siano in grado di operare delle scelte mature e lungimiranti. La famiglia esercita un ruolo fondamentale, configurandosi come uno dei luoghi naturali dell’orientamento.

L’influenza sui nostri figli avviene sia palesemente nel momento della scelta vera e propria, dicendo cosa sarebbe bene fare o non fare, sia in modo sommerso, attraverso l’educazione quotidiana, i modelli e i valori. Va altresì ribadito che, i genitori, che hanno un ruolo importantissimo, dovrebbero adoperarsi per non imporre la “loro” scelta, spesso la proiezione di quello che avrebbero voluto fare loro, trasferire sui figli desideri personali che non si è riusciti a realizzare, ma cercare di capire i bisogni del proprio figlio, le sue attitudini, e aiutarlo a identificare la “sua” scelta. Imparare ad ascoltarlo. E’ necessario non sostituirsi ai propri figli togliendo loro una grossa occasione di responsabilizzazione e emancipazione.

La scuola grazie all’autonomia può fare molto. Gli educatori sono sempre più attenti a favorire esperienze di continuità tra la scuola media e le superiori, con azioni di accompagnamento e di accoglienza, attivando servizi di consulenza orientativa. Il ragazzo, la ragazza, insieme alla famiglia, nel momento in cui esploreranno i percorsi e le proposte per le scuole superiori dovranno focalizzare l’attenzione non solo alle materie e agli orari ma effettuare una attenta analisi dei progetti formativi da approfondire anche nel corso delle visite e degli incontri con i docenti e i dirigenti.

L’alunno ha il compito di riflettere su se stesso, sulle sue abilità e sulle attitudini. Analizzare le proprie caratteristiche individuali, i punti di forza e di debolezza ma anche i propri interessi.
In particolare dovrebbe porsi alcune domande?

Cosa desidero fare? (interessi personali) Cosa Voglio fare? (motivazioni) Per che cosa sono portato? (attitudini) Cosa so? (Conoscenze) Cosa so fare meglio? (Competenze) Quali bisogni deve soddisfare il mio lavoro?

Evidenziato cosa si vuol fare è necessario fare i conti con cosa è possibile fare in relazione l’ambiente circostante, il mondo del lavoro, le opportunità di formazione.

Va comunque detto che troppo si spesso si tende a drammatizzare in modo eccessivo questo appuntamento del ciclo evolutivo che, pur essendo decisamente importante, non è una strada senza ritorno. Si potrà comunque tornare sui propri passi e cambiare direzione. Ai genitori la raccomandazione di non fare troppa pressione sulla scelta scolastica dei figli e comunque supportarli anche in caso di vedute divergenti.

Angelo Russo


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