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Arsenico, i dati sul sito di Palazzo Gentili

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Raffaele Saladino (Idv)

Alessandro Cuzzoli

Arsenico, i dati sulla concentrazione nelle acque, Comune per Comune, sul sito della Provincia.

E’ quanto è stato deciso ieri all’unanimità dal consiglio provinciale in seguito alla mozione presentata dall’Idv.

“Riteniamo giusto – afferma Raffaele Saladino, capogruppo dell’Idv – che i cittadini sappiano con certezza e precisione qual è la concentrazione di arsenico nelle loro acque. La Provincia deve quindi, a nostro avviso, offrire questo servizio inserendo un link apposito sul suo sito”.

La questione, che interessa praticamente tutto il Viterbese e, quindi, diversi sindaci della Tuscia che siedono a Palazzo Gentili con il ruolo di consiglieri, ha trovato subito ampio favore.

Non è mancato, però, un dibattito sul tema che si è concentrato in particolare sulla credibilità dei dati e sulla necessità di sottoporre le acque a controlli periodici ravvicinati nel tempo.

“Rischiamo – dice Cuzzoli (Pdl) – di fornire informazioni sbagliate ai cittadini. Io, come sindaco di Caprarola, mi sono reso conto che le concentrazioni di arsenico variano molto spesso in base all’ente che fa i prelievi (ad esempio Arpa o Asl), ma anche con il tempo. Nello stesso pozzo capita che a distanza di qualche settimana vengano rilevate quantità di concentrazione di arsenico.

Se il dato oscilla superando o meno la soglia consentita di 10 microgrammi per litro, e se, inoltre, i risultati ci vengono consegnati con troppo ritardo, si potrebbe rischiare di far bere l’acqua ai cittadini quando non è potabile o, al contrario, di non farla bere quando è buona”.

Importante, sempre nell’ottica della trasparenza, sapere con certezza quale sia l’ente autorizzato ai prelievi. “Capita che ci siano discordanze tra i dati forniti dalla Asl e quelli dell’Arpa – interviene Francesco Bigiotti (Udc) – e questo potrebbe creare problemi di incomprensione notevoli”.

“I dati ufficiali sono quelli della Asl – sottolinea Saladino -. Su quelli i sindaci sono tenuti a basarsi”.

Anche Maurizio Palozzi (Pd) è della stessa opinione e riporta anche una sua esperienza personale da sindaco di Canepina. “La Asl è l’unico referente – dice – perché io stesso sono stato diffidato per aver presentato i dati forniti dalla Talete che invece non sono ammessi”.

Il consiglio provinciale, che si è potuto riunire solo grazie alla minoranza che ha garantito il numero legale, ha quindi approvato all’unanimità la mozione decidendo di inserire sul sito dell’ente un link che rimandi alle concentrazioni di arsenico fornite dalla Asl.


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