Riceviamo e pubblichiamo – Benvenuti a questa manifestazione che ha il compito di informare, diffondere un’iniziativa in gestazione da circa un anno e mezzo, e che oggi desideriamo sottoporre ad una prima “ecografia”, proprio come si fa per i nascituri, non tanto per la curiosità di scoprire se sarà maschio o sarà femmina, quanto per accertarne il buono stato di salute; parlo della costituenda Banca di Vetralla Spa.
A nome del comitato promotore tutto, posso dirvi che siamo a pochi passi dalla vetta, che l’interesse e la condivisione di questo progetto ha raccolto intorno a se, persone fisiche, nuclei famigliari, imprese, artigiani, professionisti, società, associazioni di categoria, e va rapidamente verso la sua realizzazione.
Arrivare fino a qui non è stato facile, duro impegno, e straordinario lavoro del comitato promotore e della società di consulenza incaricata di redigere il prospetto informativo, che ha ottenuto brillantemente e in tempi brevi l’approvazione della Consob.
Sul solo nostro territorio operano ben sette istituti di credito e nove sportelli bancari; ce n’era proprio il bisogno di farne nascere ancora? C’è una canzone che dice “Eravamo quattro amici al bar”, poi a questi quattro amici si sono aggiunti altri amici, colleghi, è stato lo scambio delle reciproche esperienze che ha portato allo scoperto un comune modo di vedere e di pensare, tutti concordi nell’auspicare non la nascita di una nuova banca, bensì un modo nuovo di fare banca.
Non vogliamo sostituirci agli altri istituti, ma essere strumento aggiuntivo, che opera sul territorio per il territorio, che vuole diventare strumento di certezza e di comparazione, di supporto e di riferimento, per un sano sviluppo economico, sociale, culturale.
Una famiglia, una comunità, una economia in difficoltà, che attraversa e vive una crisi lunga e profonda è come un malato bisognoso di cure.
E queste cure sono urgenti, come rifinanziare la famiglia, l’impresa, il commercio, l’industria, l’artigianato, le professioni, gli operatori comunque essi producano benessere e occupazione, cogliendone le buone idee, le intuizioni, le opportunità, ma a costi certi, possibilmente senza sorprese, mettendo a disposizione nuovi servizi, nuovi prodotti, nuovi strumenti.
Non giovano i balzelli mascherati da sigle come c.s.a., che significa in termini poveri “Contributo sull’accordato” che molti pagano senza neppure sapere che esiste.
La banca è un’impresa e deve saper svolgere il suo ruolo, assumere i suoi rischi, c’è bisogno di nuove regole e di una nuova etica finanziaria, solo così una banca svolge la sua vera funzione, attenta interlocutrice tra il risparmiatore e l’operatore economico.
Soltanto così può a pieno titolo concorrere a creare quella sanità sociale di cui ogni comunità piccola o grande che sia, ha bisogno e reclama.
Una banca vera dà risposte veloci e concrete a chi produce occupazione e ricchezza, rispetta il risparmio e garantisce gli azionisti. E’ il giusto equilibrio di queste tre cose che premia, non la smodata rincorsa agli utili, non si può compensare un deposito con uno 0,60 e chiedere all’impiego percentuali che quando non sono a due cifre le sfiorano.
Il danaro è una componente essenziale per ogni iniziativa che sia familiare o imprenditoriale, per ogni prodotto, e deve avere un costo decente, sopportabile, altrimenti va a scapito della competitività, le aziende soffrono, ogni attività soffre, un padre che ha contratto un mutuo per acquistare una casa si trova a battagliare con l’altalena dei tassi, questo è profondamente ingiusto.
Abbiamo assistito ad una accelerazione della globalizzazione in modo folle, abbiamo dovuto affrontare del tutto impreparati le provocazioni forti di mercati emergenti autorizzati ad operare senza regole. Risultato: disoccupazione e un Paese in svendita.
Soltanto nella provincia di Viterbo e nel solo mese di gennaio hanno chiuso i battenti quarantatre imprese, e il fenomeno non si arresta. E’ di ieri questa frase di Papa Benedetto XVI: “la disoccupazione mina la stabilità sociale”
Se le banche continuano a far soldi con la finanza, non faranno che alimentare la crisi. Non crediamo sia questo “il mestiere della banca”, “fare soldi con la finanza son capaci tutti”. Non crediamo sia giusto che siano i banchieri a governare il mondo”, questa lunga interminabile crisi dimostra sempre più che il sistema bancario italiano troppo concentrato e verticalizzato non va bene.
Siatene certi, i soldi che andrete a depositare resteranno in questa banca, per essere reinvestiti sul nostro territorio.
Ora desidero sfatare alcuni luoghi comuni: il comitato terminerà la sua funzione con la convocazione dell’assemblea generale che eleggerà il consiglio d’amministrazione, il primo consiglio di amministrazione della Banca di Vetralla Spa.
Al comitato promotore resterà la soddisfazione, il merito, l’orgoglio di avere dato vita ad un’impresa unica e irripetibile, e la consapevolezza di aver lavorato per tutti, disinteressatamente, per la tutela e la sicurezza delle future generazioni.
La banca di Vetralla Spa, nasce a Vetralla, e il luogo di nascita è per sempre, come scritto all’anagrafe, ma sarà la banca del territorio e della nostra Provincia.
Un ringraziamento ai presenti e a tutti coloro che hanno già prenotato le azioni e a quelli che lo faranno già domani o anche dopodomani, ma non troppo tardi perché poi finiscono.
Questa è l’idea della Banca di Vetralla Spa, ed io, unitamente al comitato tutto invito tutti a partecipare, per poter dire un giorno con orgoglio, è anche grazie a me che è nata la banca di Vetralla, non potevo non esserci.
Sandrino Aquilani
Presidente del comitato promotori