Una rissa avvenuta in una confusione tale da non riuscire a individuare i responsabili.
E’ per questo motivo che il tribunale di Viterbo ha assolto i cinque civitonici arrestati venti giorni fa per una scazzottata in piena sfilata di Carnevale, a Civita Castellana.
Il fatto risale precisamente al 6 marzo scorso. I quattro testimoni, venuti a riferire in aula ieri mattina, hanno parlato tutti di un “parapiglia generale”, in una situazione già di per sé estremamente caotica: il corteo di carri allegorici e gruppi mascherati che, ogni anno, a Carnevale, sfila per le vie di Civita. Una festa che, non di rado, complice anche qualche bicchiere di troppo, degenera in zuffe e tafferugli.
“Non abbiamo capito come tutto è cominciato. Abbiamo solo visto un ragazzo a terra davanti al carro, in mezzo alle maschere, subito soccorso da un uomo con un giubbotto nero, probabilmente un carabiniere in borghese”. Questa la versione monocorde resa dai testi, davanti ai cinque imputati (quattro uomini e una donna), ai loro legali e al pm Barbara Santi.
Il bilancio era stato di cinque arresti per rissa, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e cinque feriti: tre tra gli arrestati e due tra i militari intervenuti per placare gli animi.
Ma, come si legge nel dispositivo della sentenza, emessa dal giudice Italo Ernesto Centaro, visto “il contesto confusionario in cui si sarebbero svolti i fatti e le dichiarazioni dei testi, che scagionano gli imputati, non è stata raggiunta la prova della colpevolezza”.
Tutti assolti, quindi, per non aver commesso il fatto, con revoca degli obblighi di firma che ancora gravavano su due degli imputati.
Civita Castellana – Carabinieri
Rissa di Carnevale, cinque arresti
Viterbo – 7 marzo 2011 – ore 14,00