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– Chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco Gabbianelli e tutti gli altri indagati dell’inchiesta Cev.
La richiesta è stata formulata dai pm Paola Conti e Franco Pacifici nell’udienza di ieri mattina, al termine della loro lunga requisitoria.
I due sostituti procuratori hanno parlato per circa quattro ore davanti al gup Francesco Rigato e ai legali dei 38 indagati, accusati di abuso d’ufficio, annotazione di fatture peroperazioni inesistenti e associazione a delinquere, contestata, quest’ultima, solo a 18 di loro.
Un’indagine partita nel 2007 e che portò a galla i debiti fuori bilancio del Comune, derivati dal pagamento di spese straordinarie al Cev.
La tesi dei magistrati e del legale di parte civile Antonio Rizzello è che esistesse una specie di “struttura parallela”, costituita da imprenditori, amministratori e dirigenti finiti sotto inchiesta.Tutti con lo stesso “disegno criminoso”: pilotare gli appalti di servizi pubblici, assegnati senza gare a soggetti scelti dagli appartenenti alla società.
Dopo i pm e l’avvocato Rizzello, hanno preso la parola altri tre avvocati delle difese. Al termine della seduta, durata circa sette ore, il gup ha rinviato al 9 maggio, per proseguire la discussione con le arringhe degli altri legali.
Una vicenda, quella del Cev, che vede coinvolti ex amministratori, dirigenti e imprenditori viterbesi tra cui l’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli, il city manager Armando Balducci e l’allora presidente della società Attilio Moretti.
