– In una sala affollata di imprenditori e ospiti è stato approvato il bilancio di esercizio di Fidimpresa il confidi di Confartigianato imprese di Viterbo.
Il dato emerso dalla relazione è che i confidi si sono dimostrati veri e propri “ammortizzatori sociali”, hanno contribuito anche nel corso dell’anno 2010 ad attenuare l’impatto della crisi per artigiani e piccole imprese sul fronte dell’accesso al credito.
idimpresa che già nel 2009 aveva deliberato oltre tredici milioni di euro di finanziamento garantiti con una crescita di oltre il 120 per cento rispetto all’anno precedente, nel 2010 anche se il dato è ancora provvisorio ha sfiorato i quindici milioni di euro di finanziamenti erogati, dando la possibilità a 330 aziende della Tuscia di accedere al credito.
“Il 39 per cento delle aziende artigiane chiede aiuto al confidi – afferma direttore di Fidimpresa e di Confartigianato Andrea De Simone -. In esso si sintetizza il valore della mutualità; persona ed economia si danno la mano nel segno della responsabilità, della pragmaticità e della fiducia reciproca.
Per questo il confidi ha potuto osare laddove le banche non hanno osato, giungendo a essere determinante per sostenere il nostro sistema economico e produttivo.
Tuttavia – continua De Simone – il confidi pur in ottica di patrimonializzazione e di crescita richiesti dalla legge bancaria ha senso di esistere in un contesto di natura associativa secondo una logica di rappresentanza delle imprese e non agirà mai in ottica strettamente di mercato né adottando le sole regole dettate da questo.
Infatt, grazie alla conoscenza dell’impresa, all’efficienza nella valutazione delle pratiche e della realtà produttiva locale il tasso di sofferenza supera di poco il 4 per cento rispetto al tasso medio di sofferenza del 7,4 per cento registrato dal sistema bancario per i finanziamenti al settore artigiano”.
