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Cgil, il 6 maggio lo sciopero generale

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Miranda Perinelli

Riceviamo e pubblichiamo – La Cgil ha proclamato una giornata di sciopero generale per il 6 maggio, giornata caratterizzata da manifestazioni territoriali, quindi anche a Viterbo è previsto il corteo con concentramento a via Saragat (sede Cgil) alle 9,30 si concluderà a piazza del Comune intorno alle 12, dove sono previsti interventi anche dei comitati referendari contro il nucleare e per l’acqua pubblica, rappresentante regionale del Silp (sindacato di polizia Cgil).

I temi che hanno portato al Cgil nazionale a indire uno sciopero generale sono soprattutto legati a due importanti argomenti che non vengono affrontati in maniera adeguata da questo governo, politiche adeguate per favorire la crescita del paese e quindi per il lavoro e una riforma equa del fisco,rispettando una formula semplice, chi ha di più deve pagare di più, che ha meno deve pagare meno.

Un principio che può redistribuire reddito e che sposti il peso dal lavoro e pensioni alle grandi ricchezze e le transazioni finanziarie.

La provincia di Viterbo evidentemente non è esclusa da questa morsa pericolosa per l’economia e per lo sviluppo, dati statistici ci dicono che il tasso di inattività nella nostra provincia a fine 2010 sale al 38,87 per cento e racchiude tutte le fasce in età lavorativa, una disoccupazione quella certificata del 11,7 per cento la media più alta della Regione e dell’Italia.

In questi numeri si evidenzia il dramma che stanno vivendo maggiormente le giovani generazioni e che se permarrà questa situazione non avranno futuro né come lavoratori né tantomeno come pensionati.

Occorre urgentemente per la nostra provincia che le istituzione e i rappresentanti dei partiti politici decidano di dare una svolta decisiva con un progetto di sviluppo che riguarda il Viterbese. Molte sono le possibilità, molte sono le nostre proposte, guardare alle vocazioni naturali, il settore turistico, agricoltura comprendendo la trasformazione dei prodotti agricoli, il distretto ceramico che si sta svuotando e che non abbiamo mai avuto risposta alla richiesta di riconoscimento dello stato di crisi del settore.

Altro settore in grave crisi è quello dell’edilizia che è uno dei settori trainanti per un indotto dove ci sono decine di imprese e quindi centinaia di posti di lavoro.

Per tutto ciò, non si può prescindere dalle infrastrutture che darebbero la possibilità di creare collegamenti veloci con Roma, che è una grande ricchezza per la provincia, sia su ferro che su gomma visto che attualmente i tempi di percorrenza si attestano a due ore circa per soli 90 km.

L’argomento, viene spesso liquidato col dire che c’è una crisi dura, che tocca i conti pubblici, ed è vero, ma anche qui, dipende dalle scelte, abbiamo avanzato proposte già dal 2008, il punto è che non si vuole interloquire, non esiste un tavolo di confronto ne sul progetto industriale Italia, né su altro.

Siamo convinti che si possano recuperare fondi pubblici per far ripartire la crescita del paese, dare possibilità occupazionali, una politica seria contro l’evasione fiscale dove si possono recuperare circa 230 miliardi di euro, pari al 17-18 per cento del pil, lotta alla corruzione così come ha segnalato la Corte dei Conti pari a sessanta miliardi di euro ogni anno, eliminare gli sprechi nella pubblica amministrazione, la Corte dei Conti ha segnalato che si possono recuperare ottanta milardi.

Utilizzare queste risorse per un urgente piano per il lavoro che si fonda su: più crescita, più investimenti (innovazione e ricerca), più produttività, più redistribuzione del reddito, più diritti.

Non possiamo rassegnarci al declino, occupazionale, economico, dei diritti come lavoratori e cittadini, perché sono le fondamenta di una solida democrazia.

Miranda Perinelli
Segretario generale Cgil Viterbo


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