![]() Il funerale di Peter Boom |
![]() Harold Bradley |
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![]() Il funerale di Peter Boom |
– “Forza e coraggio”
Questa è stata la frase più ricordata dagli amici presenti, ieri, al funerale di Peter Boom (fotocronaca).
Una frase che Peter pronunciava sempre, un incoraggiamento a non desistere mai di fronte alle difficoltà, un monito che ha accompagnato tutta la vita dell’attore, scrittore, cantante, doppiatore e paroliere. E lui non ha mollato mai fino alla fine.
Nemmeno quando venerdì notte, colto da un improvviso malore, ha avuto la forza di chiamare il 118. Ma l’attore non è riuscito ad aprire la porta ai sanitari e quando alle 22,30 i vigili del fuoco sono riusciti ad entrare nell’abitazione, non c’è stato nulla da fare.
Moltissimi e commossi gli amici presenti alla celebrazione funebre che hanno ascoltato la toccante lettura di una poesia che aveva scritto Peter. Tra gli amici viterbesi: Franco Grattarola, Daniele Cortese e Osvaldo Ercoli.
Ma una vera e propria cascata di applausi ha inondato il cimitero quando l’attore Harold Bradley, amico e collega in Habemus Papam, ha intonato “Gospel train”.
“Una volta – ricorda Bradley – abbiamo cantato questa canzone insieme. E’ significativa perché sprona ad avere sempre coraggio, perché una possibilità c’è sempre per tutti. C’è sempre un gospel. Voglio cantare questa canzone perché mi fa pensare a lui”.
La voce, potente, è stata più forte della commozione: “Come on people, get on board! Train is leaving and there’s room for one more, just trust in Lord”. Forza gente, salite a bordo! Il treno sta partendo e c’è un posto un più, basta fidarsi del Signore.
La carica del gospel ha coinvolto tutti in un battito di mani a ritmo che si è riversato subito dopo in un ulteriore applauso per Peter
Oltre a Bradley, erano presenti altri “cardinali” del cast di Habemus papam a dare l’ultimo saluto a Boom tra cui Renato Scarpa, Roberto Nobile, Kevin Murray e Erik Merino.
Oltre a loro, gli amici più intimi, ma anche semplici conoscenti affezionati alla sua figura, ognuno dei quali ha voluto dire una parola per salutare Peter.
“Cosa posso dire di Peter? – dice l’amico Francesco – Non c’è bisogno di molte parole per spiegare. Peter era Peter. Era unico nel suo genere. L’unica cosa che posso dire in questo momento a tutti voi è forza e coraggio, una frase bellissima che lui diceva sempre”.
Lacrime, dolore e non solo. Anche l’allegria. Una festa addirittura. Ad organizzarla l’amica Doriana.
“Prima del funerale – spiega l’amica di Peter – abbiamo fatto girare un blocco dove abbiamo raccolto nome ed indirizzo mail dei presenti, per ricordarvi tra qualche giorno che martedì 7 giugno ci sarà un festa con concerto in onore di Peter al bar Due righe. Perché tutto questo? Perché Peter lo aveva espressamente chiesto. Voleva una festa”.




