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– “Crediamo e investiamo nel territorio”.
Luigi Manganiello, presidente della Banca di Viterbo, è soddisfatto dell’attività svolta nello scorso anno dall’istituto viterbese. Un impegno costante e radicato che ha contribuito a far godere la banca di buona salute.
“Siamo passati dal bilancio coi fiocchi dello scorso anno – afferma il presidente – a un bilancio esemplare. Nel senso che deve servire da esempio e sprone a fare sempre di più. La strategia c’è, dobbiamo solo essere ancora più competitivi e presenti sul territorio, favorendo imprese e famiglie. Puntando sui giovani.
La nostra base sociale è arrivata a 2100 persone: dobbiamo e possiamo contare su di essa. Dalla piccola cassa rurale che eravamo, siamo diventati una banca a 360 gradi, capace di erogare qualsiasi tipo di servizio”.
L’entusiasmo non manca, così come la cautela. “La crisi economica – dice Manganiello – ci porta a essere più rigorosi nell’elargire crediti, concedendoli solo a chi se lo merita e a chi ha voglia di rimboccarsi le maniche e lavorare. I nostri cento anni non sono un traguardo, ma una tappa da cui partire per aumentare i volumi, gli affari e il raggio d’azione”.
A fornire i numeri ci pensa il direttore della banca Massimo Caporossi. “Nel 2010 la raccolta diretta è cresciuta del 7,02 per cento: sono oltre 29 milioni i nuovi risparmi consegnati alla nostra banca, perché possa custodirli e allo stesso tempo investirli a favore dell’economia reale del territorio. Il nostro lavoro è riconosciuto dalla gente. Un risultato positivo e al di sopra della media nazionale e soprattutto di fronte alla difficoltà delle famiglie di risparmiare”.
Il patrimonio della banca si conferma, dunque, su livelli adeguati di crescita operativa e dimensionale e ha permesso di far fronte alla diminuzione dell’utile netto con cui si è chiuso il bilancio 2010.
“E’ vero – ammette Caporossi -, l’esercizio si è chiuso con un utile netto di oltre due milioni di euro, e cioè una diminuzione del 5 per cento rispetto al 2009. Un risultato che è stato frutto di scelte coraggiose, ma comunque prudenti. La situazione patrimoniale è comunque ottima e ha avuto un aumento di oltre il 3 per cento rispetto al 2009. Il 91 per cento di questo denaro, inoltre, è reinvestito direttamente sul territorio.
E questo è il motivo per cui siamo e vogliamo essere una banca territoriale”.
Soddisfatto anche Roberto Migliorati, presidente del collegio sindacale. “Noi – afferma – ci occupiamo principalmente di controllare la conformità alle norme ordinarie e di settore. Questa banca ha dei fondamentali, numeri di bilancio che le permettono di svolgere la sua attività e di fare credito attraverso la liquidità e il patrimonio disponibili.
La banca di Viterbo lo fa dando continuamente segnali positivi, come per esempio l’assunzione del personale durante l’anno”.
“La speranza – dice Manganiello – è quella di superare le tensioni economiche dell’ultimo periodo. Criticità su cui porremmo ancora più attenzione, ribadendo la nostra fiducia agli imprenditori locali e al territorio. Proprio per saldare il legame con la città, infatti, è prevista entro l’anno l’apertura di uno sportello nel quartiere di Santa Barbara.
I risultati complessivi della gestione hanno ribadito le solide basi della nostra banca – aggiunge -. Un’impostazione che i soci hanno apprezzato e che hanno premiato con la loro fiducia. Sappiamo che dovremmo affrontare tante sfide future – afferma -, ma lo faremo sempre con determinazione e spirito di servizio. Abbiamo i mezzi, gli uomini, le strategie e la volontà per farlo.
Siamo un banca territoriale e vogliamo dare prospettive al futuro – conclude – credendo e investendo nel nostro futuro”.



