– Crisi del settore ceramico a Civita Castellana: con un Governo distratto, risposte al drammatico momento che stanno attraversando i lavoratori, non ne arriveranno.
Per questo il tour del Pd sui temi legati al lavoro ha fatto tappa proprio a Civita, con Stefano Fassina, responsabile nazionale del partito sui temi del lavoro e dell’economia.
“Abbiamo scelto di fare qui la conferenza – spiega Fassina – proprio per dare risalto politico al dramma che è in corso. Noi come Partito democratico siamo impegnati, attraverso i nostri consiglieri regionali, i gruppi parlamentari in particolare nella commissioni attività produttive di Camera e Senato, per riuscire a far dichiarare lo stato di crisi, dando risposte di natura strutturale.
Purtroppo, come si può vedere anche su altri fronti tipo Fincantieri, Fiat o chimica, il Governo è distante dalla politica del lavoro e in automatico risposte non ne arrivano”.
Di lavoro nel nostro Paese se ne parla soltanto e pure poco. Atti concreti non se ne vedono secondo il responsabile Pd.
“Questo è il vero punto politico – continua Fassina – che ci ha spinti a organizzare una serie di conferenze sul territorio. Per riportare al centro dell’agenda politica il tema del lavoro. Purtroppo in Parlamento è complicato discuterne, così come per imprese e sociale. Stiamo incontrando lavoratori, rappresentanti di categoria coi quali discutiamo delle nostre proposte”.
Quali sono le difficoltà che con più frequenza la gente vi sottopone?
“La disoccupazione giovanile e femminile che ha raggiunto punte elevatissime, persone espulse dal mondo del lavoro dopo la cassa integrazione e che non hanno prospettive. Poi il contrasto alla precarietà, perché quando un impiego c’è, spesso è precario e poco coperto da diritti.
Sono tutte situazioni che noi riteniamo vadano affrontate con un ventaglio di proposte, perché non esiste una ricetta unica per tutto. Dalle liberalizzazioni alla riforma della pubblica amministrazione, passando per la ricerca e l’innovazione.
Se non cresciamo, impossibile creare nuovo lavoro”.
