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Ferento rischia di andare in malora

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Giuseppe Fraticelli

Ferento nell'abbandono

– A Ferento, se non si interviene, non rimane soltanto chiuso un importante sito archeologico,ma l’intera area rischia d’andare in malora. Con danni incalcolabili.

Ecco perché i tempi per intervenire devono necessariamente essere brevi. Ieri mattina il vertice in Provincia convocato dall’assessore Giuseppe Fraticelli, che tira le somme, ma già guarda oltre.

“Abbiamo dato un taglio operativo – spiega Fraticelli – ci siamo aggiornati entro dieci giorni e la scadenza sarà rispettata, perché sarò io a riconvocare il tavolo”.

All’incontro, oltre alla Provincia, c’era il Comune con il sindaco Giulio Marini, l’università della Tuscia e la Sovrintendenza. “Il primo obiettivo – anticipa l’assessore – è una pulizia completa per poter ripristinare l’ordinario, garantendo la fruizione”.

Si riuscirà a rendere Ferento di nuovo fruibile?

“La riunione a palazzo Gentili – prosegue Fraticelli – è stata impostata proprio in quest’ottica”.

Anche se c’è il solito problema. Trovare i fondi. Male comune, non solo a Ferento. Ma senza il mezzo gaudio. “Bisogna mettere subito in campo risorse per la riapertura e la fruizione. Da questo punto di vista, la Sovrintendenza ha dato disponibilità massima per garantire la riapertura”.

La nota dolente è che la Sovrintendenza ci mette impegno e buona volontà, ma i soldi no. Perché non ha disponibilità economiche. La cassaforte sta alla direzione regionale del ministero.

Se si supera lo scoglio dei soldi, il resto viene da se. “Un anno fa è stata firmata una convenzione con l’università della Tuscia – ricorda Fraticelli – che si è fatta carico di redigere la progettazione, perché esiste la possibilità d’ottenere una linea di finanziamento dedicato, attraverso fondi comuni”.

Possibilmente in fretta. “Tutti i partecipanti al tavolo hanno compreso che dobbiamo muoverci in termini operativi”.


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