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“Lavoriamo nel mondo della moda”, ma era una truffa

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112 giorno

– Ancora una volta le forze dell’ordine a soccorso dei più deboli.

Segnalata la presenza di probabili truffatori in città. Immediata la risposta di polizia e carabinieri.

In pochissimi minuti i presunti responsabili sono stati sorpresi da una pattuglia in borghese del commissariato.

I due avevano avvicinato un anziano e stavano poi approcciandosi anche con un anziano sacerdote.

Con tutti, usavano sempre la stessa tecnica. Dopo aver avvicinato la “vittima”, le facevano credere di essere dei suoi conoscenti e le raccontavano di lavorare nel mondo della moda. Le regalavano una busta contenente un giubbotto in finta renna (in realtà plastica) e una borsetta di simil fattura. Raccontavano che erano nel mondo della moda.

Invitavano l’anziano o, tramite lui, i suoi familiari, a una sfilata di moda che si sarebbe dovuta svolta a Roma in una famosa discoteca. Poi fingevano di aver dimenticato a casa il portafogli e di essere senza benzina e chiedevano un prestito alla vittima, naturalmente promettendo la restituzione dei soldi alla serata di gala.

Una tecnica collaudata, perché nella trappola, secondo le indagini della polizia, sarebbe caduta più di una persona e i due sarebbero riusciti a farsi “prestare” dalla vittima anche più di 100 euro alla volta. Qualcuno ha persino fornito il bancomat per far fare benzina.

Gli agenti sono stati avvisati dopo un “incidente di percorso” dei truffatori.

Avevano infatti avvicinato un uomo e con fare amichevole gli avevano detto: “Ma non ti ricordi di noi? Da dove vieni?”. Lui ha risposto di essere “andato a trovare il fratello”. E loro: “Tuo fratello? Sai che ci siamo sentiti venerdì? Prima o poi dobbiamo ripeterla la cena a casa dell’altra volta…”.

Ma l’uomo era stato a trovare il fratello al cimitero, per l’anniversario della sua morte. Da qui la segnalazione alle forze dell’ordine, prontamente intervenute a bloccare i due, entrambi napoletani di quarant’anni.

Per loro è scattata ala segnalazione penale, la sanzione amministrativa di 10mila euro, il sequestro e la confisca di tutta la merce a disposizione, ed entrambi sono stati rimpatriati immediatamente a Napoli con foglio di via, ed è stato imposto il divieto questorile di ritorno nei comuni di Tarquinia e Montalto di Castro per tre anni.


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