Riceviamo e pubblichiamo – La morte di Luigi Fallico, avvenuta la notte scorsa presso il carcere Mammagialla di Viterbo, rappresenta l’ennesima prova di come sia trattata la salute in carcere: si arresta anche quella. Non per mancanza di professionalità da parte degli agenti e dei medici, e prima ancora della direzione, ma per un dato oggettivo di tagli alle risorse sulla sanità del Lazio, che subisce un’eco ancora più grande nelle sue carceri.
Venerdì scorso, con il consigliere regionale della Lista Bonino-Pannella Rocco Berardo, abbiamo potuto visitare proprio il carcere Mammagialla di Viterbo, riscontrando quanto già denunciato dalla parlamentare radicale Rita Bernardini nello scorso dicembre: una condizione intollerabile di sovraffollamento per i detenuti, una condizione ai limiti della sopportabilità per mancanza di organico per il personale.
Ci auguriamo che l’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella, giunto al trentaquattresimo giorno di sciopero della fame, sulla condizione della democrazia, della giustizia e delle carceri in Italia, possa trovare una risposta istituzionale seria e adeguata a quella che, ogni giorno di più, è una strage di legalità e di vite.
Etruria Radicale
