Riceviamo e pubblichiamo – La vittoria di Giuliano Pisapia a Milano e di Luigi De Magistris rappresenta la prova tangibile della volontà di cambiamento dell’Italia e insieme la definitiva sconfitta del bipolarismo e del pensiero unico; e ancora di più la necessità di candidature, espressioni delle lotte e portatrici di valori netti e definiti. In questo senso sono da sottolineare gli errori strategici del Pd e di Sel che fingendo di aderire alle novità per non perdere potere e privilegi antichi hanno sostenuto una figura “gattopardesca” come quella di Morcone.
Sul piano locale la relazione del segretario del Pd, Egidi, affronta le risultanti delle ultime elezioni amministrative nel viterbese. Pur partendo da dati innegabili quali le vittorie del centro-sinistra in alcuni paesi (Bassano, Caprarola, Marta, …) non è convincente nello stabilire il nesso tra scelte di alleanze e linea politica del PD: le contraddizioni di cui vuole essere al centro, infatti, troveranno prima o poi a manifestarsi proprio sul piano delle scelte non elettorali ma appunto di politica amministrativa.
Il fatto che l’apporto determinante del Prc-Fds per la vittoria in molti comuni sia stato eluso, insieme alla volontà di restringere il campo delle alleanze verso sinistra mostrano ancora una volta la miopia delle scelte politiche dell’attuale PD: ne è un esempio la perdita di una delle roccaforti della sinistra, Soriano – dovuta a Sel che forma “legittimamente” una propria lista non meno che al rifiuto categorico di una candidatura di rinnovamento, pure richiesta dagli elettori.
In positivo c’è il riconoscimento della non-autosufficienza che però non può essere motivo di una posizione di baricentro intorno cui ruota tutto: l’esperienza di Gallese fa testo.
A ulteriore riprova della schizofrenia dilagante all’interno dei Democratici Viterbesi la chiusura della campagna referendaria si terrà il giorno 10 giugno insieme all’Udc, forza politica che si è pronunciata chiaramente e in molte occasioni a favore del nucleare e della privatizzazione dell’acqua.
Ci auguriamo, dopo i referendum, di riprendere anche con il Pd e con altre forze di sinistra una discussione sul futuro della Tuscia che abbia come effettivo oggetto gli interessi dei viterbesi.
Segreteria Prc -Viterbo