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Aveva lasciato la Grecia con la promessa di un lavoro. Ma una volta arrivata in Italia è stata costretta a prostituirsi e a mantenere i suoi presunti aguzzini.
E’ la storia di una donna polacca di 33 anni.
La stessa vittima l’ha raccontata ai carabinieri della stazione di Vetralla, coordinati dal capitano Angelo Ciardiello, che hanno arrestato per sfruttamento della prostituzione due albanesi di 29 e 51 anni, K.A. e M.F., entrambi domiciliati a Viterbo.
“Il più anziano dei due – spiega il capitano Ciardiello – aveva conosciuto la polacca in Grecia. L’ha sedotta. Le ha fatto credere di poterle trovare un lavoro in Italia. E, infine, l’ha spinta sul marciapiede”.
All’inizio la donna si prostituiva nella Capitale. Poi i due l’hanno portata nel Viterbese, sull’Aurelia Bis. La strada tra Vetralla e Monteromano che ha dato il nome all’operazione.
E proprio qui, qualcosa ha scombinato i piani degli albanesi.
“La polacca – continua Ciardiello – si è dovuta contendere il territorio con un’altra squillo, una 26enne romena che si prostituiva da tempo, per conto suo, proprio in quella zona. E non era assolutamente disposta a cedere il suo territorio alla nuova arrivata”.
La reazione degli albanesi è stata immediata. Prima hanno inviatato la giovane romena ad andarsene “con le buone”. Poi l’hanno minacciata, dicendole che se voleva rimanere su quel tratto di strada doveva pagare.
Quando, infine, hanno cercato di investirla con la macchina, la 26enne si è rivolta ai carabinieri di Vetralla.
L’indagine, scattata immediatamente, si è conclusa in sole 24 ore. Tre squadre di carabinieri hanno cinturato il territorio, verificato il resoconto della prostituta romena e rintracciato la polacca.
“Questo è sicuramente il successo più grande ottenuto nell’operazione – commenta il capitano della compagnia di Viterbo Raffaele Gesmundo -. Ciardiello e i suoi uomini sono riusciti a tranquillizzare la donna, all’inizio titubante, e a farle ripercorrere l’intera storia, con l’aiuto di un interprete”.
La vittima ha detto di essere stata, di recente, violentata dal più anziano dei due, i quali, entrambi disoccupati, facevano la bella vita alle sue spalle, vivendo dei proventi della prostituzione, tra giocate al bingo e vestiti firmati.
In un giorno riusciva a guadagnare sui 300-350 euro, lavorando dalla mattina al primo pomeriggio. Ai clienti veniva offerto un servizio completo: la prestazione sessuale, la macchina in cui consumare il rapporto, ma anche coperte, profilattici e, con una piccola “sovrattassa”, persino il viagra, importato dagli albanesi in quantità industriale.
I due sono stati arrestati e portati a Mammagialla il 3 maggio. Appena prima che il 50enne riuscisse a partire per l’Albania. I militari lo hanno trovato con le valigie pronte.
Per entrambi l’accusa è di sfruttamento della prostituzione. Stamattina, l’udienza di convalida dell’arresto, al tribunale di Viterbo.
“Le indagini non sono ancora concluse – aggiunge Ciardiello -. Dovremo accertare se, oltre alla polacca, i due avevano circuito e sfruttato altre ragazze, mettendo in piedi un giro di giovani squillo”.
Viterbo – Carabinieri – In manette i due aguzzini della donna
Costringono giovane a prostituirsi, arrestati
Viterbo – 6 maggio 2011 – ore 12,45





