![]() Angela Manca, madre di Attilio, al corteo del febbraio 2010 in memoria del figlio |
![]() Attilio Manca, il medico trovato morto a Viterbo nel 2004 |
Pubblichiamo il testo della lettera che la signora Angela Manca, madre di Attilio, l’urologo trovato morto nel 2004 a Viterbo, ha postato sul suo profilo Facebook, indirizzata al giudice Salvatore Fanti, chiamato a decidere se archiviare il caso come suicidio o rinviare gli atti al pm per riprendere le indagini – E’ trascorso quasi un anno dal 16 luglio 2010, giorno in cui il gip Salvatore Fanti si è riservato di decidere sulla terza richiesta di archiviazione avanzata dal pm Renzo Petroselli.
Un anno trascorso, come gli altri sei, nella speranza, nell’attesa, nell’illusione di avere verità e giustizia.
Speriamo che questa attesa così lunga non sia il preludio di una archiviazione definitiva. Ancora dopo sette anni non abbiamo avuto risposte a tutti gli interrogativi posti dal nostro legale Fabio Repici.
Non sappiamo se sulle due siringhe ci sono le impronte di Attilio oppure di altri, o se non ci sono impronte (magari Attilio ha usato i guanti per inettarsi la sostanza letale).
Non conosciamo il nome dell’urologo che ha visitato Provenzano nel suo rifugio. Di questo ha parlato il mafioso Pastoia, anche lui stranamente morto suicida in carcere.
Non ci è mai stato detto dove si trovava Attilio giorno 11 febbraio alle 9,30 circa, quando ci ha fatto l’ultima telefonata (anche questa misteriosamente sparita dai tabulati).
Fino a oggi non ci è dato sapere cosa faceva Attilio a Marsiglia nello stesso periodo dell’intervento alla prostata per via laparoscopica di Provenzano.
Eppure sarebbe stato facile esaminare i tabulati perchè lui ci ha fatto due telefonate, dove ci diceva che doveva assistere a un intervento. Chi era il paziente? E, soprattutto Attilio era solo o con qualche collega dell’ospedale Belcolle ?
Come ha fatto Attilio a deviarsi il setto nasale e a farsi venire quella violenta emorragia dal naso e dalla bocca, cadendo su un piumone?
Provenzano nei suoi 43 anni di latitanza ha goduto di protezioni da parti deviate dello Stato, infatti si spostava tranquillamente e indisturbato in tutta Italia, ma anche all’estero.
E’ stato a lungo nella provincia di Messina. C’è un pentito che afferma di averlo visto anni fa a Messina in abiti talari nella casa di Michelagelo Alfano (anche lui morto suicida).
Ci sono le intercettazioni ambientali dove la sorella del boss Bisignano parla della presenza di Provenzano nel comune di Terme Vigliatore.
Quindi io spero che il dottor Fanti chieda un supplemento di indagini, perché è un diritto mio e della mia famiglia avere delle risposte e mi auguro che Attilio, ucciso nel più vile e barbaro dei modi, abbia quella verità e giustizia che merita.
Angela Manca

