![]() Andrea De Simone |
– Si è svolta ieri a Roma l’assemblea pubblica della Confartigianato.
Un’importante occasione di confronto tra il mondo dell’artigianato e i rappresentanti delle istituzioni, nonché del mondo dell’economia e delle parti sociali. Presenti i vertici provinciali dell’associazione che, insieme ad una delegazione di Viterbo, hanno assistito all’assemblea confederale alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
Ad aprire i lavori il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini che ha parlato di crisi economica, di pressione fiscale e della necessità di semplificare il sistema, al fine di ridurre i costi di gestione finora troppo pesanti per le piccole e medie imprese italiane.
Nonostante la crisi, il peso della burocrazia, le difficoltà economiche e di accesso al credito, le Pmi sono state le protagoniste del boom dell’export Made in Italy. Basti pensare che nel 2010 l’Italia ha venduto all’estero prodotti manifatturieri per un valore di 322 miliardi. E oltre la metà delle esportazioni è stata realizzata da piccole e medie imprese artigiane.
Anche nel Viterbese la propensione all’export è molto accentuata. Ogni giorno nel nostro territorio nascono ben tre imprese (428 la media nazionale). Oltre 11mila gli imprenditori registrati di cui 1940, ovvero il 17.4%, è rappresentato da donne. Superiore la percentuale dei giovani imprenditori che nella Tuscia sono 2570, il 23% degli imprenditori artigiani. Gli addetti nelle imprese artigiane registrate sono 17037, il 25.1% dell’occupazione delle imprese, con una dimensione media di 2,3 addetti per impresa artigiana.
Da evidenziare il tasso di occupazione dei giovani che tra i 15 e i 24 anni è del 17.6%, sale a 24,5% il tasso di attività dei giovani nella stessa fascia di età. La maggior parte di essi viene assunto attraverso il contratto dell’apprendistato, attraverso il quale i giovani possono acquisire le competenze e le professionalità realmente richieste dal mercato e, quindi, può avere effetti rilevanti in termini di incremento occupazionale. 4333 gli apprendisti presenti nel viterbese, di questi 1.837 (42,4%) sono assunti nelle imprese artigiane.
“Questi dati dimostrano come il territorio della Tuscia Viterbese si caratterizza per una spiccata dinamicità imprenditoriale, con una particolare vocazione all’artigianato – commenta Andrea de Simone, segretario provinciale di Confartigianato. “Il 96.3% delle imprese sono rappresentate da microimprese fino a dieci addetti. Ben il 98,8% quelle con meno di 20 addetti, che rappresentano l’87,4% degli occupati. Di queste ben 8286, ovvero il 21,7%, sono imprese artigiane che contano oltre 7.500 dipendenti”.
Dal punto di vista del credito, i finanziamenti alle imprese sono stati nel corso del 2010 di 2.272,7 mln di euro, ovvero lo 0,2% del totale nazionale. Alle imprese artigiane con meno di 20 addetti le banche hanno finanziato 978,2 mln di euro, il 43,0% del totale erogato a favore del settore produttivo. I finanziamenti garantiti dai confidi sono stati circa 300 mln di euro, con un grado di penetrazione nell’artigianato dei Confidi aderenti a Fedart Fidi nel Lazio del 19%.
A pesare molto sulle piccole e medie imprese locali il fisco e la burocrazia. Basti pensare che il peso della fiscalità locale su una micro impresa tipo è del 7,73% del valore aggiunto (media nazionale di 3,76%). L’addizionale effettiva regionale Irpef è dell’1,39%, mentre l’addizionale comunale media Irpef è dell’0,48%. Sul fronte della burocrazia, rappresentata dai costi per l’espletamento degli adempimenti amministrativi, nel nostro territorio costa a ciascuna impresa con dipendenti 123.623 euro (media nazionale 12.472 euro).
“Serve il giusto riequilibrio della pressione fiscale su imprese e lavoro, meno adempimenti, più fiducia tra Stato e cittadini. Non è accettabile che gli imprenditori sprechino in burocrazia fiscale 36 giorni lavorativi l’anno, il 43%in più dell’Ue” – Questo quanto afferma il segretario provinciale De Simone.
Infine, in merito ai rapporti con la Pa, 398 sono i giorni che corrispondono al tempo di attesa di un piccola impresa per i pagamenti delle SSN nel Lazio, dato superiore rispetto alla media nazionale che corrisponde a 286 giorni. E solo il 12,8% dei comuni nel Lazio consente pagamenti on-line.
La propensione degli imprenditori a cooperare si è espressa nella nostra regione con la stipula di 3,2 accordi riguardanti rapporti di natura associativa ogni mille imprese
Confartigianato da sempre opera a favore delle pmi artigiane, pronta a collaborare con il Governo per alimentare una nuova stagione di impegno civile, di lavoro e di coesione sociale. Il nostro primo valore è “il bene delle imprese”.
