– Cev, si decide sul rinvio a giudizio.
Si concluderà oggi la discussione dell’udienza preliminare per la vicenda Cev, l’inchiesta sull’omonima società partecipata del Comune di Viterbo che ha travolto 38 politici, dirigenti e imprenditori.
Dopo l’ultima udienza del 9 maggio, che ha visto alternarsi gli interventi dei legali di alcuni imputati, questa mattina sarà ancora il turno delle difese.
Tra gli altri, prenderà la parola l’avvocato Severo Bruno, difensore dell’ingegnere Giorgio Falcioni. L’unico, tra le 38 persone coinvolte nell’inchiesta, a contestare apertamente l’operato della vecchia amministrazione Gabbianelli e tutte quelle attività finite dal 2007 sotto la lente di ingrandimento della magistratura. Dagli importi gonfiati che il Comune versava al Cev, creando debiti fuori bilancio, ai servizi pubblici affidati senza gara a “ditte amiche”, tramite la scelta dei soci privati del Cev.
L’atteggiamento “da dissidente” di Falcioni gli fece perdere l’incarico di responsabile dei Lavori pubblici, in cambio del trasferimento in un ufficio periferico. Ma non gli impedì di finire nel registro degli indagati insieme ad altre 37 persone, per abuso d’ufficio e annotazione di fatture per operazioni inesistenti.
Sotto inchiesta, tra gli altri, anche l’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli, il city manager Armando Balducci e l’allora presidente del Cev Attilio Moretti. Tutti e tre accusati anche di associazione a delinquere, insieme ad altri 15 imputati, uno dei quali, Roberto Leone, ex amministratore delegato del Cev, è morto qualche tempo fa.
Alle arringhe dei difensori seguiranno, probabilmente, le repliche dei pm Paola Conti e Franco Pacifici. Dopodiché il gup Francesco Rigato dovrà pronunciarsi sulle 38 richieste di rinvio a giudizio dell’accusa. Tutto in giornata. Salvo impedimenti o arringhe extralarge, che potrebbero far slittare la decisione aun’eventuale prossima udienza.
