– Gli antichi sapori, i mestieri, le abitudini di un civiltà contadina ormai scomparsa, rivivranno per due giorni nel piccolo Borgo di Oriolo Romano.
Sabato 11 e domenica 12 il Comune di Oriolo assieme alla proloco e a gran parte delle associazioni locali, ricostruiranno nelle vecchie cantine del paese, squarci di vita di una volta.
La seconda festa della cultura contadina nasce su un progetto del parco Regionale Bracciano – Martignano che vuole accompagnare le persone di oggi, alla riscoperta di usi e tradizioni del passato. “Dal grano al pane” è il tema di quest’anno, che verrà svolto con la esposizione di antichi utensili da lavoro, di macchinari come vecchi aratri e ranghinatori, tutti esposti in sale attrezzate o in piccoli scorci del vecchio borgo.
Probabilmente strumenti che tanti avranno l’opportunità di vedere per la prima volta. Menestrelli e cantastorie in un percorso itinerante, diffonderanno musiche e canti di una volta legati alla mietitura ed alla trasformazione del grano. Assieme alla acqua cotta, alla pasta e fagioli ed al cinghiale cucinato in vari modi, alla preparazione ed alla degustazione del formaggio e della ricotta, saranno l’elemento comune per divulgare la cultura popolare che apparteneva a quasi tutti i nostri paesi, fino a qualche decade fa.
Un laboratorio di burattini e la costruzione di una storia dedicata ai bambini delle scuole di Oriolo, cercherà di coinvolgere in questo percorso di conoscenza, anche i più piccoli. Insomma tra cantine e fraschette, seminari e conferenze tematiche, si cercherà di ridare dignità alle centinaia di capannari che provenienti essenzialmente dalla Toscana e dall’Umbria, contribuirono a fondare e fare crescere Oriolo, paese che nelle intenzioni del suo fondatore Giorgio Santa Croce, doveva divenire poi, la “città ideale”.
Un buon motivo per trascorrere in armonia con il nostro passato, due giorni di cultura e di gastronomia che sicuramente ci immergeranno in un film a tre dimensioni, questa volta non come spettatori, ma da protagonisti.