Riceviamo e pubblichiamo – Ponendo attenzione a quel che succede ai docenti soprannumerari l’autonomia scolastica subisce o rischia di subire un’involuzione?
Questa è la domanda che si pone la professoressa M.G. Storcè, docente del Ruffini di Viterbo ed Rsu Snals.
La risposta, in una prima fase, è che la riduzione nazionale dei posti nell’organico di diritto per l’anno scolastico 2011-2012 è di 19.700 unità e che le conseguenze nefaste colpiscono tutti.
Diverso il caso delle modifiche dell’organico determinate dalle libere e razionali scelte degli studenti e delle famiglie che si avvalgono di innovative proposte formative.
Al danno sostanziale, variamente determinato, che riceve il docente, può accadere che si aggiunga il disservizio legato alla ristrettezza dei tempi operativi e di comunicazione al Sidi delle domande di trasferimento “coatto”, disservizio che ha le caratteristiche indicate dalla collega Storcè che schematicamente portano a situazioni del tipo:
– il docente fa la domanda senza conoscere l’organico;
– il docente sa che è uscito l’Od, ma può accadere che non lo trovi affisso all’albo della scuola, nè sul sito dell’ex –Usp. Poi apprende con 24 ore di anticipo sulla scadenza della domanda (48 se si conta la domenica) di aver perso il posto e di esser obbligato a farla, come è ben scritto sulla comunicazione del Ds (dove a volte può accadere che manchi il punteggio della graduatoria d’istituto, tanto per semplificare le cose).
Come bilanciamento si verifica pure che il docente apprenda il giorno 8 giugno del suo nuovo status e che ha tempo fino al successivo 13 giugno per fare la domanda e con la formale comunicazione del Ds, riceva tutti i moduli ed il punteggio attribuitogli nella graduatoria d’istituto, con la possibilità, quindi, di verificare e riflettere anche con l’assistenza del sindacato di appartenenza.
Cosa c’entra, allora, l’autonomia, con le competenze dell’At ufficio XIV (Ex Usp di Viterbo)?
Se c’entra non si tratta di autonomia scolastica.
E’ l’autonomia di muoversi, dalla scuola dell’infanzia all’istruzione secondaria di secondo grado, dentro i paletti normativi delle leggi, dei contratti collettivi nazionali, delle leggi finanziarie (oggi di stabilità) che nelle ultime quattro legislature (numerazione per difetto) hanno ben contribuito al dimagrimento del comparto scuola, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti: utenza, operatori scolastici precari e non, dirigenti scolastici, dirigente ed operatori di ogni sezione dell’At Ufficio XIV.
Da quanto sopra esplicitato nasce l’equivoco che porta a leggere in maniera inesatta alcune (solo alcune) delle considerazioni della Rsu Snals professoressa Storcè, la cui presa di posizione, condivisa da numerosi docenti, è dipesa anche:
– da un errore verificatosi sull’Od dell’anno scolastico 2009-2010 quando al liceo scientifico Ruffini di Viterbo veniva attribuita una cattedra in più per la A346,
– e poi, ostinatamente per l’anno scolastico 2011-2012 nel medesimo liceo e per la stessa classe di concorso, l’errore, nel prospetto di proposta dell’OD, consistito nell’indicazione di una cattedra in più.
Chi lavora negli uffici di un istituto, oberato da crescenti ed ininterrotte responsabilità, puo’ di certo sbagliare (ci si riferisce per difetto di memoria al solo Od 2011-2012) e indurre, nel caso di cui trattasi, in errore il professor Cianfana il cui ufficio, però, come è accaduto per il 2009-10, è in condizione di tempestivamente rimediare.
Che accada il viceversa per il suddetto ufficio e gli altri dell’At ufficio XIV è molto piu’improbabile.
Per un’ulteriore risposta alla professoressa Storcè si precisa che ormai sull’Od tutte le cattedre sono di 18 ore, comprese quelle di latino che tradizionalmente variavano dalle 14 alle 17 ore.
In conclusione è evidente come il personale docente vada soggetto all’angoscia della perdita della sede di titolarità con il taglio di tutti quei legami professionali ed a volte affettivi con gli studenti ed il restante “ambiente scuola”.
E che dire dei docenti precari che inseguono da anni la nomina a tempo indeterminato senza riuscirvi, scivolano dall’incarico a tempo determinato alla supplenza annuale del Ds, dalla supplenza annuale Ds a quella temporanea e da quella temporanea all’assenza di ogni nomina?
Per il precario non esiste il “certificato di proprietà” che dia diritto alla nomina, ma la notifica di fatto dell’avvenuto licenziamento.
Antonio La Monica
Sp Snals Confsal Viterbo