![]() Il maestro Stefano Vignati |
![]() Il console Nicola Faganello con Margot Sikabonyi e Vignati |
![]() Il tenore Francesco Medda |
![]() Alberto Di Mauro con Giovanna Dejua |
![]() Stefano Vignati e Margot Sikabonyi |
![]() Il console Nicola Faganello con Margot Sikabonyi |
![]() Margot Sikabonyi |
![]() Margot Sikabonyi |
![]() Il tenore Francesco Medda |
– Viterbo, la città magica.
E’ così che gli americani hanno conosciuto la città dei papi in un video trasmesso all’Istituto italiano cultura di Los Angeles, per la conferenza di presentazione del Tuscia operafestival, del festival Barocco e dell’Italian operafestival (gallery).
Dieci minuti di proiezione che hanno rapito il pubblico qualificato presente in sala.
Sguardi attenti. Affascinati. Interessati nel vedere i monumenti e gli scorci di Viterbo, che, attraverso quelle immagini, è stata resa ancor più bella.
Mesi di intenso lavoro per lo staff delle manifestazioni che hanno portato alla definizione dei programmi.
“L’organo barocco e il concerto grosso” diretto da Fabrizio Bastianini. “La divina vox” con il soprano Mariella Devia, diretta dal maestro Vignati. Il ritorno di Stefano Bollani accompagnato dal suo quintet. Il “Flauto magico” di Mozart per la regia di Gordon Ostrowsky e Bruno Praticò in “Buffi si nasce”. Queste, in sintesi, le principali novità.
A fare gli onori di casa, è stato Alberto Di Mauro, direttore dell’istituto di cultura. “Il bel canto, che si identifica con la cultura italiana, diventa il miglior modo per dare voci alle passioni e ai sentimenti del nostro tempo.
L’Italian american opera fondation, diretta dal maestro Vignati – ha sottolineato Di Mauro – rappresenta un valido contributo per creare un ponte tra Italia e Usa nella diffusione della tradizione operistica. E’ grazie a questo istituto se il Tuscia operafestival sbarca in America, ed è normale – ha concluso – collaborare con questa istituzione che ci aiuta a diffondere l’immagine dell’Italia nel mondo”.
Dopo, Di Mauro ha introdotto Nicola Faganello, console italiano a Los Angeles. “E’ per me un onore essere testimone e sostenitore del gemellaggio tra Viterbo e Dana Point – ha affermato il console -. Una collaborazione, quella tra Tuscia operafestival e Dana Point, che ha portato a esportare la kermesse musicale viterbese nell’West coast americana.
L’Italian operafestival (la manifestazione gemella americana del Tuscia operafestival, ndr) diventerà, a partire dal 2012, un punto di riferimento all’interno della comunità italiana e non solo. Permetterà, inoltre, di far conoscere la cultura italiana e in particolare i tesori della Tuscia”.
E’ intervenuto poi il vero protagonista della serata, che dirigerà le manifestazioni, avendole già curate da un punto di vista artistico-musicale: il maestro Stefano Vignati.
“Sono orgoglioso di trovarmi qui in questo istituto – ha detto il maestro con la voce che tradiva un po’ di emozione -. Oggi presento il frutto di tanta passione e tanta cultura. Sono direttore artistico del Tuscia operafestival e del Festival Barocco, che sono ormai da considerarsi fiori all’occhiello della cultura italiana. A questi, adesso, si aggiunge l’Italian operafestival.
Un sogno che diventa realtà. Un progetto che permetterà a molti giovani musicisti di avere un’esperienza all’insegna dell’arte e dell’amicizia, accanto a grandi artisti.
Saranno eseguite opere di Puccini, i Pagliacci di Leoncavallo e il Requiem di Verdi che concluderà la kermesse. Sono qui – ha concluso commosso – come parte di questo sogno, che senza la vostra passione e il vostro supporto – ha detto il maestro, rivolgendosi alle persone in sala – non si sarebbe realizzato“.
All’interno della manifestazione troverà spazio anche “Impariamo l’opera”, il progetto rivolto ai più piccoli con lo scopo di avvicinarli a questo genere musicale. Sarà messa in scena la Cenerentola di Rossini che vedrà di nuovo protagonista Margot Sikabonyi, legata alla famiglia del Tuscia Operafestival, tanto da essere presente alla serata.
I concerti saranno eseguiti nel nuovissimo performing center della Soka university, una struttura che sarà inaugurata e aperta al pubblico a ottobre.
Nel corso dell’evento, inoltre, la fondazione Giovanna Dejouna, che collabora con il Tuscia operafestival dal 2007, ha donato tre opere d’arte: una all’istituto, un’altra al direttore Di Mauro e una terza al console Faganello.
Dipinti sul tema dell’amicizia tra Italia e Stati Uniti e sul potere comunicativo dei linguaggi come l’arte e la musica.
L’evento americano si è chiuso all’insegna della musica, con una toccante esibizione del tenore Francesco Medda. Senza abiti di scena e orpelli scenografici, ma solamente accompagnato al pianoforte da Timothy Leon, ha saputo strappare lunghi applausi al pubblico.
L’artista ha eseguito delle arie tratte da grandi opere e l’apprezzamento più grande lo ha ricevuto con Vesti la giubba, tratta dai Pagliacci di Leoncavallo.
Una performance che lo ha richiamato sul palco per un inaspettato fuori programma, richiesto dal pubblico. Un piccolo assaggio di quello che ci si dovrà aspettare dai tre festival.








