Riceviamo e pubblichiamo – Nel dibattito che Tusciaweb ha messo in piedi sulla chiusura del centro storico a Viterbo, mi sembra interessante definire in questa sede la proposta della ferrovia Circumcimina.
L’uso e l’abuso dell’auto privata a Vitrebo è dovuto alla non appetibilità del mezzo pubblico e alla mancanza di tangenziali che permettano di passare fuori dal centro abitato.
Viterbo ha però tre ferrovie (Roma nord, Roma Capranica Viterbo e Orte – VIterbo) che sono scollegate.
La nostra proposta è di collegare la Roma nord a VT porta Fiorentina, eliminando la stazione Roma nord di Viterbo.
Unificare inoltre le due stazioni di Fabrica di Roma e creare pertanto un anello ferroviario Capranica – Fabrica – VIterbo – Capranica.
Riaprire poi le stazioni di La Quercia, San Martino e Tobia, creandone inoltre di nuove: Ospedale Belcolle a servizio del presido sanitario ( la ferrovia passa vicino ) e Piazza Crispi a servizio del centro storico, magari con tappeti mobili.
Il materiale rotabile dovrebbe essere di tipo metropolitano per rapidi incarrozzamenti, accelerazioni e frenature, non esendoci diversità di scartamento e di alimentazione elettrica tra la Roma nord e le linee FS.
In pratica da Vitorchiano o da Soriano o da Vetralla o da qualunque centro toccato dalla Circumcimina, si arriverebbe in una manciata di minuti al centro di Viterbo o al suo ospedale, ora difficilmente raggiungibile pure con l’auto.
Per eliminare il Pl di piazzale Gramsci basta un semplice sottopasso rifiutando interramenti faraonici e impossibili da realizzare.
Si tratta di un interveno relativamente modesto, ma del’effertto rivoluzionario : una metropolitana provinciale a servizio del capoluogo.
A quel punto il traffico privato si ridurrebbe e sarebbe facile chiudere il centro storico, essendo l’altenativa all’auto più che appetibile.
Pochi, semploci interventi, ma risolutivi.
Gabriele Pillon